L'art. 18 e Melfi: ecco cosa c'era dietro
Il sottosegretario Sacconi è stato il più duro contro la Fiom-Cgil e la vertenza di Melfi: ha sostenuto con arroganza la linea dello scontro fisico utilizzando la polizia e sostenendo che tutti i problemi consistevano nella linea massisimalista della Fiom. Lui il massimalismo lo conosce bene, è egli stesso un pericoloso estremista e lo ha dimostrato nella battaglia sull'art. 18 dello Statuto dei Lavoratori che obbliga il datore di lavoro a riassumere il lavoratore licenziato senza giusta causa e che voleva abolire almeno per le nuove aziende e per le aziende del Mezzogiorno.
Perché Sacconi si era intestardito a voler abolire o ridimensionare l'art.18 ? Perché solo così si potevano "tagliare le palle" definitivamente al Sindacato: pensiamo ad una vertenza dura come quella di Melfi, quale lavoratore avrebbe intrapresa una lotta così lunga ed intransigente per i propri diritti se poi poteva essere sbattuto fuori senza tanti complimenti con una scusa qualsiasi o senza motivo e poi neanche un giudice avrebbe potuto farlo riassumere. Il risultato di terrorismo psicologico che la Destra ed una parte della Confindustria volevano ottenere con l'abolizione dell'obbligo del reintegro per i licenziati senza giusta causa era proprio questo. Per questo tutto il Sindacato e soprattutto la Cgil di Cofferati si sono battuti, con il sostegno della stragrande maggioranza dei lavoratori, per difendere l'art.18.
P.S.: la Commissione di Garanzia per il diritto di sciopero nei servizi pubblici si appresta a sanzionare i lavoratori Alitalia per le proteste di questi giorni, sanzionare lavoratori che, forse, fra qualche mese non lavoreranno più, ma si guarda bene dal sanzionare il Governo, che è il principale azionista della compagnia aerea, per l'inerzia, l'immobilismo e l'incapacità irresponsabili con cui hanno permesso che la vicenda esplodesse.
EuroMayDay.org
Sabato è il 1 Maggio, Festa dei Lavoratori, e vogliamo ricordare oltre al 1 Maggio ormai ufficiale di Cgil-Cisl-Uil a Roma in Piazza S. Giovanni, ufficiale ma censurato lo stesso dalla Rai che per la prima volta lo manderà in differita, il corteo dell'EuroMayDay che si terrà a Milano ma anche in altre Città Europee: www.euromayday.org è il sito della manifestazione autogestita dei lavoratori flessibili, i lavoratori precari dei contratti a termine e dei part-time a vita, del lavoro interinale e di quello a chiamata, dei Co.Co.Co. e dei contratti a progetto, degli stagisti e i contratti a termine nella scuola e nella ricerca.
Sono i chaimworkers, i lavoratori delle grandi catene della distribuzione e della ristorazione, i precari dei Call Center: nessuna stabilità, poca professionalità, bassi salari, orari lunghi, pochi diritti e scarsa o nessuna rappresentanza sindacale. Per questi lavoratori si chiedono diritti a cominciare da quelli sindacali, una copertura previdenziale, sanitaria, che oggi non hanno,la possibilità di farsi una casa e formarsi una famiglia in un Paese dove oggi l'Eurispes indica 15 milioni di persone a rischio povertà e tra questi più che i disoccupati la maggioranza sono lavoratori a basso reddito, come quelli di Menfi per intenderci.
Sarà un 1 Maggio anche all'insegna della Pace e del Pacifismo: non a caso nel sito si parla della grande catena Wal-Mart di grandi magazzini negli Usa come il modello logistico dell'esercito americano e dell'occupazione dell'Iraq.
Pace, Pane, Lavoro in Italia e nel Mondo: Cecenia, Palestina e l'Iraq.
Pezzotta e Belpietro
Savino Pezzotta, Segretario Generale della Cisl(www.cisl.it ) è stato intervistato da Maurizio Belpietro, nella trasmissione che il direttore del Giornale tiene su Canale 5(l'editore è lo stesso per il quotidiano e per la Tv e nella vita fa anche il Capo del Governo). Devo dire, onestamente, che Pezzotta non è caduto nei tranelli che il perfido Belpietro: gli voleva far dire che se la Fiat fallirà la colpa sarà degli operai di Melfi e dei loro scioperi(che potenti questi ragazzi) e per colpa loro nessun imprenditore vorrà più investire nel Sud. Pezzotta è stato bravo a rispondergli e a dirgli che se ci sono dei problemi reali nella vita degli operai bisogna risolverli perché risolvendoli si può far andare bene la Fiat e non risolvendoli si arriva ai blocchi e agli scioperi.
Ha detto anche chiaro a Belpietro che diceva: "ma è il caso di fare degli scioperi in questa situazione?" ma così nessuno investirà se si rompono degli accordi dopo pochi anni" che gli anni passati erano ben 10, che le cose intanto erano cambiate, e non ha raccolto le provocazioni di Belpietro sui sindacalisti Cisl minacciati dalla Fiom. Io, però, al posto di Pezzotta da Belpietro non ci sarei andatO: lo ha invitato solo perché un sindacalista sparlasse della Fiom e degli operai, è vero che Pezzotta testardamente e dignitosamente non gli ha dato soddisfazione ma erameglio dirgli: Belpietro io non vengo se prima non inviti quelli della Fiom che possano spiegare le loro posizioni in Tv.
Oltretutto oggi l'ex Segretario Generale della Cisl Sergio D'Antoni lascia il CentroDestra e torna al CentroSinistra, e spero che non sia perché non lo hanno fatto Ministro ma perché Berlusconi e Maroni ne hanno fatte troppe sulle Pensioni, sul Fisco, sulla Concertazione, tutte cose che al D'Antoni sindacalista stavano a cuore e che il CentroDestra ha massacrato, oltre agli operai.
Melfi, Italia
Da un lato, milioni di euro a fiumi per mantenere alta l'immagine del gruppo, dall'altro, la cruda realtà di un'azienda che, se vuole rimanere in piedi, deve chiedere doppi turni di lavoro ad operai che paga 700 euro al mese.
Come dire, l'apparenza e la sostanza. Mi viene in mente il buon Beppe Grillo, che in suo articolo, disponibile qui, parla della resa della sostanza all'apparenza:
"Il declino della Fiat è forse uno dei migliori indici del declino italiano: dieci anni da Fiat vendeva in Italia un’auto su due, oggi una su tre. L’immagine più forte del crepuscolo italiano è stata per me quella della carovana di limousine scure che in una sera del 2002 – al culmine di una crisi della Fiat che sembrava mortale – ha portato l’intero stato maggiore della Fiat a un consulto drammatico, non al ministero dell’industria o delle finanze ma nella grande villa di Arcore si Silvio Berlusconi, padrone della Fininvest e capo del governo. Le immagini del telegiornale sembravano quelle di un film sulla mafia, quando avviene un regolamento di conti e un cambio della famiglia al vertice del potere. Era la resa di ciò che resta dell’Italia industriale alla nuova egemonia, all’Italia della pubblicità e della televisione commerciale. La resa della sostanza all’apparenza.
Non è un caso che l’industria che ha conquistato il potere politico in Italia non fabbrichi cose ma sogni, non venda merci ma promesse."
I media di ieri davano ampio spazio alla vittoria della Ferrari ad Imola, impressionante per superiorità e disinvoltura. Quelli di oggi parlano delle cariche della polizia agli operai di Melfi. Sono entrambi aspetti di uno stesso gruppo industriale, di uno stesso comparto, di una stessa nazione che si fa chiamare potenza economica.
Michele Bottari, che sta dalla parte dei ragazzi di Melfi
Quelli di Menfi
Dal sito: www.fiom.cgil.it
Siamo operai non delinquenti”
Il mattino del 26 aprile la Fiat e il governo hanno chiesto alle forze dell’ordine di attaccare i lavoratori in sciopero. Di fronte alle cariche i lavoratori si sono seduti in terra gridando: “Siamo operai non delinquenti”. Sul sito di “Repubblica” e di altri quotidiani sono pubblicate fotografie impressionanti: si vedono i caschi blu della polizia che caricano a testa bassa i lavoratori a mani alzate. Ci sono stati una decina di feriti, ma i presidi continuano anche se si temono altre cariche.
L’intervento delle forze dell’ordine è avvenuto in una situazione di pressoché totale consenso dei lavoratori di Melfi verso lo sciopero. L’azione repressiva ha uno scopo opposto a quello dichiarato di garantire una fantomatica libertà di lavoro; anche dopo le cariche sono entrati nello stabilimento solo poche decine di capi reparto. La repressione ha lo scopo di intimidire i lavoratori in lotta e colpire il diritto costituzionale allo sciopero.
Non ERA PIU’ successo da 30 anni!
In un paese democratico non si aggrediscono i lavoratori che chiedono un salario normale, un orario di lavoro normale, ritmi e turni normali.
Quanto sta accadendo a Melfi si configura come un gravissimo attacco ai diritti di tutti i lavoratori e allo stesso principio costituzionale che garantisce la libertà sindacale.
Per questo la segreteria della Fiom ha proclamato per mercoledì 28 aprile 4 ore di sciopero per tutti i metalmeccanici su tutto il territorio nazionale. Durante lo sciopero si svolgeranno manifestazioni e presidi in ogni provincia.
Il Direttore generale Rai Cattaneo al suo Presidente Lucia Annunziata:
"Tu non mi hai visto ancora incazzato, ti faccio vedere i sorci verdi, ti caccio a calci nel culo".
Questa è la Destra, Bellezza!
La Lotta della Fiom è sacrosanta
Diranno che sono degli irresponsabili, che non capiscono niente, che sono dei vecchi massimalisti, che sono fuori del tempo. invece sono i più moderni, i più contemporanei di tutti perché con mille e cento euro al mese una famiglia di 4 persone non ce la fa, perché un padre di famiglia non può fare per dodici giorni filati sempre e solo la notte in una fabbrica dove se vai in bagno due volte al giorno ti puniscono. La nostra piccola India, la Basilicata, la regione in cui la Fiat aveva delocalizzato la produzione per pagare meno il costo del lavoro e avere più flessibilità è esplosa. Gente con trent'anni, entrata dieci anni fa nella fabbrica, non vuole più sottastare ad una condizione in cui sei trattato meno della merce e si ribella. Non basta la polizia perché la giustizia sociale non è un problema di ordine pubblico.
Per questo la lotta della Fiom-Cgil (www.fiom.cgil.it ).
LIBERTA'-LIBERTA'-LIBERTA'
"Chi non vuole celebrare il 25 aprile - ha detto l'ex presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro alla manifestazioe di Milano - è perché crede poco nella libertà".
Una domanda all'On. Piero Ruzzante
L'On. Piero Ruzzante è un deputato dei Ds che è anche un Blogger, http://pieroruzzante.splinder.it , su suo Blog c'è un Post dove si attribuisce al CentroSinistra la vittoria sul CentroDestra a proposito dell'emendamento al Decreto Urbani che elimina gli obblighi di fare la spia contro il file-sharing per gli Internet Provider. Ok, ottima cosa ma, peccato, che non si dica niente sullo stravolgimento del comma 2 della legge che introduce sanzioni da 6 mesi a 3 anni per chi fa file-sharing "per chi ne trae un profitto" anzichè la dizione precedente "a fini di lucro", che possono colpire anche quegli utenti che così risparmiano l'acquisto o il noleggio di un Cd o di un Dvd. Sarebbe bello che il Blogger Ruzzante ci dicesse cosa vogliono fare al Senato per metterci una pezza. Bisogna dire che Ruzzante è una persona seria: sua la proposta per introdurre in Italia il reato di tortura, come chiesto da Amnesty International(www.amnesty.it ) che la Lega ha volgarmente sabotato con un emendamento che stabilisce che c'è tortura solo quando le violenze sono reiterate(una volta non basta).
Il Regalo di MareLuna
Un ' altra Poesia, regalo di MareLuna, http://mareluna.splinder.it, che ci viene dal Ghetto, per ricordare il 25 Aprile.
Da domani sarò triste,
da domani.
Ma oggi sarò contento:
a che serve essere tristi,
a che serve?
Perché soffia un vento cattivo?
Perché dovrei dolermi oggi,
del domani?
Forse il domani è buono,
forse il domani è chiaro,
forse domani splenderà ancora il sole.
E non vi sarà ragione di tristezza.
Da domani sarò triste,
da domani.
Ma oggi,
oggi sarò contento;
e ad ogni amaro giorno dirò:
da domani sarò triste.
Oggi no.
La Civiltà che vorremmo portare in Irak
Più passano i giorni, è più mi accorgo che il presupposto da cui partono molti per legittimare l'intervento Usa in Irak e la posizione fiancheggiatrice dell'Italia è falso. In questi giorni in Italia sempre più, da parte della stessa maggioranza parlamentare, vengono logorate e svuotate le nostri istituzioni democratiche e ci si allontana dallo spirito e dalla lettera della Costituzione della Repubblica. In questi giorni viene approvato un Odg che legittima il farsi giustizia da soli e porta ad una revisione pericolosa della legittima difesa che inquieta anche commentatori di destra, si legittima la tortura da parte delle forze dell'ordine suscitando la protesta di chi come Amnesty da sempre si batte contro la tortura nei Paesi autoritari e, infine, si vorrebbe punire, assurdamente, chi scarica film e musica da Internet, con pene da 6 mesi a 3 anni. Si sta imbarberendo la nostra società, democratica e libera, e si vorrebbe avere titolo e meriti, invece, per imporre con la forza la democrazia all'Irak. C'è da chiedersi, invece, di quale democrazia si sta parlando.
25 aprile 2004
Documento dei Bloggers per la pace
(http://bloggersperlapace.splinder.it/)
Fuori l’Italia dalla Guerra!
Il 25 aprile del 1945 ci rammenta la storica fine dell'occupazione nazi-fascista in Italia.
Dal terribile conflitto e dall’esperienza di quegli uomini, che trasformarono il valore della libertà universale in resistenza all'oppressione di un regime e alle sue guerre, nacque la forte volontà di pace, che suggerirà ai Padri della Repubblica Italiana la stesura dell'articolo 11 della nostra Carta Costituzionale:
"L'Italia ripudia la Guerra come strumento di offesa alla libertà di altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali."
Ciò che accadde l'11 settembre colpì ogni coscienza democratica, provocando la condanna ferma, netta e unanime di tutte le persone a cui sta a cuore la Pace. Quei drammatici eventi hanno evidenziato al mondo intero quanto sia diventato urgente mettere un freno al disordine internazionale, rafforzare e non demolire l'ONU, rafforzare la cooperazione internazionale e non l'unilateralismo dei potenti, ridurre e non aumentare l'ingiustizia economica e sociale planetaria e costruire un nuovo ordine mondiale democratico, fondato sul rispetto della vita e sul ripudio della violenza, della guerra e del terrorismo.
Oggi e nell'attuale situazione geopolitica internazionale, l’Italia con il suo Esercito è impegnata in un conflitto, determinato dall'attacco unilaterale degli Usa all'Iraq, e sottoposto al solo comando statunitense in un ruolo ben diverso dall'etichetta assegnatagli di "missione di pace". Un attacco costruito sull'ipotetica e non provata esistenza delle armi di distruzione di massa: una vergognosa bugia, non c'è traccia di quelle armi in Iraq.
Una guerra sanguinosa cui le moderne tecnologie hanno inflitto le stesse medie di morte in vite umane, di quelle della strage compiuta dai nazisti alle Fosse Ardeatine. E non solo 10 uomini per un uomo: 100 uomini, donne e bambini per una bomba.
Una sola bomba del conflitto iracheno ha potuto uccidere centinaia di persone. L'uranio radioattivo, che ha contaminato quelle terre dopo i bombardamenti, continuerà a portare dolore e morte al popolo dell'Iraq per lunghi anni a venire. Sono già noti casi di contaminazione fra i militari, come per i reduci del Kosovo.
Una guerra dove conta il solo petrolio e dove le genti sono dimenticate e usate.
Una guerra sorella al conflitto Israelo-Palestinese, che privo di una efficace mediazione, ancor oggi costa infiniti lutti ai due popoli e insanguina il medioriente; la dove il diritto internazionale e le risoluzioni Onu sono violate; in una terra "sacra" per milioni di persone, dove si costruisce un muro contro l'umanità quando il Diritto dei Popoli ha già fatto cadere i muri della divisione più antica.
Una guerra che amplia gli effetti dell'atrocità più cruda dei conflitti recenti: l'utilizzo di bambini-soldato, che vengono usati come carne da macello, drogati, violentati e costretti ad ammazzare i loro coetanei ed i loro familiari e che, in questo modo, perdono la propria umanità e il diritto alla dolcezza dell'infanzia.
I Bloggers per la pace, uomini e donne reali, molteplici espressioni della creatività virtuale del web, chiedono con forza:
LA FINE DELL'OCCUPAZIONE IN IRAQ
IL RITIRO DELLE TRUPPE ITALIANE
IL RITORNO ALLA LEGALITA' DEI TRATTATI,
ALLA MATURITA' E ALL'ACCORDO INTERNAZIONALE,
RAPPRESENTATI DALL'ONU
LA PACE FRA ISRAELE E PALESTINA
L’ABBATTIMENTO DEL MURO DELL'APPARTAID
Con il sincero cordoglio per le vittime civili irachene, civili italiane e militari di ogni nazione, uomini e donne, che perdono la vita nel momento più bello e rigoglioso della giovinezza,
Con una profonda Volontà di Pace
Urbani e Castelli: una miscela esplosiva di autoritarismo ed individualismo
Come sarà ricordato il Governo Berlusconi, per quale idea di società e di Stato? Direi per una miscela esplosiva di individualismo e autoritarismo ben shakerati. Per Castelli, Ministro della Giustizia, il modello per l'Italia è il Far West: si va in giro armati, se uno ci prova a fregarti la macchina o ad invaderti la casa lo lasci giù freddo stecchito, magari anche se ti guarda troppo la ragazza. Comunque, Castelli è della Destra Usa: un uomo vero va in giro armato, un uomo libero va in giro armato, chi vuole regolamentare troppo il porto delle armi è una fighetta di sinistra, magari anche un po' frocio. Bene l'idea di Stato di Castelli è il trionfo dell'individuo che si fa Stato lui stesso. Per il Ministro Urbani non devi scaricare film o musica da Internet, al massimo lo puoi fare una volta, la seconda se ti beccano sono c.....tuoi , i tuoi movimenti sul web devono essere quindi, per forza di cose, spiati e controllati continuamente. Lo Stato per Urbani è un Grande Fratello. Due Ministri, due faccie della stessa medaglia, una medaglia di cartone.
Il Decreto Urbani e la logica proibizionista ed antigiovanile del Governo Berlusconi
Come è noto 10 anni fa alla sua nascita ed ancora nel 2001 il CentroDestra ha goduto di una consistente fetta del voto giovanile, degli under-20 e degli under-30: sarà stata la promessa dei posti di lavoro e del taglio delle tasse, la capacità di padroneggiare i mass-media e i lunguaggi più vicini alla sensibilità giovanile come la pubblicità, sarà stata una certa aria troppo vecchia di slogan, simboli e personaggi del mondo della sinistra e troppe promesse tradite, sarà stata la rivolta giovanile contro i padri sessantottini, ma è andata così. Oggi, dopo la guerra in Irak e le grandi manifestazioni antimilitariste il divorzio tra CentroDestra e giovani sembra ampiamente consummato, complice la riforma Moratti e le riforme Biagi che precarizzano ulteriormente una condizione lavorativa dei giovani già troppo precaria.
Ma sono più recenti i provvedimenti che dimostrano la massima lontananza del Governo Berlusconi dalla cultura, dalla sensibilità e dal modo di vivere dei giovani: pensiamo alla logica del "coprifuoco" per le discoteche che voleva tutti i giovani a nanna per le 3, e i minori addirittura all'1. Una logica che è stata ridimensionata all'interno della stessa maggioranza. Pensiamo alla nuova legge Fini che inasprisce le pene per i tossicodipendenti e parifica droghe leggere e droghe pesanti, criminalizzando le canne, che possono non essere legalizzate ma addirittura parificate all'eroina e all'ecstasy....
Infine il Decreto Urbani: se scarichi film o musica, ecco l'Apocalisse su di te: sarai condannato, multato, ti sarà sequestrato il Pc e sarà pubblicato il tuo nome sui giornali come un criminale. Nemmeno fossi Tanzi, nemmeno fossi l'Avv. Previti che corrompe i giudici, nemmeno avessi i portato all'estero miliardi o costruito un grrattacielo abusivo su una bellissima spiaggia. In questi casi se sei un vecchio babbione, pieno di miliardi, te la caverai con un condono o un'amnistia, mentre sei solo un ragazzino, che non ha i soldi per comprarsi un Cd, devi morire, pietà per Tanzi peseguitato da magistrati rossi, l'Apocalisse su di Te, e guai se ti fai una canna per consolarti, piuttosto se non hai lavoro, vai in Irak a morire da italiano. Se poi, nonostante tutto questo, Fini ti è ancora simpatico, spero che tu cresca presto, ragazzo mio!
Blog e Mutande
L'altro giorno la simpatica Blogger di http://comeseta.splinder.it conteggiava le sue mutande trovandone più di 40(42 mi pare), oggi può trovare modo di approfondire la sua cultura in merito con un nuovo Blog splinderiano: http://perizoma.splinder.it , si tratta di un Blog non pornografico ma direi, piuttosto, scientifico tutto dedicato alla storia e alla sociologia di boxer, slip, perizoma maschili e femminili, un Blog che mancava davvero. Vorrei ricordare anche un simpatico post natalizio sull'argomento perizoma della nostra amica Valentina Tanni (www.valentinatanni.com ) il cui Blog ha compiuto un anno il mese scorso: Auguri!
Dietro il fallimento di Alitalia la lobby di Volare
Nonostante Silvio berlusconi, quasi 2 mesi fa, abbia detto che avrebbe applicato il suo talento alla crisi Alitalia, il Ministro Tremonti, azionista di maggioranza della compagnia di bandiera, ha scritto al Consiglio d'Amministrazione delle nostre aviolinee per dir loro di arrangiarsela da soli, senza riduzioni di tasse, senza contributi, cioè in pratica gli ha detto di fallire o di arrivare molto vicini al fallimento.
Alla fine l'unica soluzione diventerebbe quella di separare l'Altalia in 2 comagnie: una "bad" dove ficcare i debiti e i lavoratori in esubero, una buona da fondere con la compagnia privata "low cost" Volare. Chi è il Presidente di Volare? E' quel Giorgio fossa, già Presidente degli Areoporti milanesi, ex Presidente di confindustria, grande amico del Polo, di tremonti e Berlusconi. Chi è il maggiore azionista di Volare. Cesare Romiti, ex grande manager Fiat, che controlla il Corriere della Sera e che, qualche volta, è in polemica con il CentroDestra che così verrebbe accontentato e riavvicinato(perché lui all'inizio ha avuto molta simpatia per il Berlusca).
Con la fusione Volare-Alitalia anche quel poco di libera concorrenza che c'è nel trasporto aereo finirebbe: bella roba!
Piero Fassino non si presenterà alle Elezioni Europee
Secondo http://marioadinolfi.ilcannocchiale.it , che è in pectore il direttore del quotidiano Media(che uscirà in edicola il 13 Maggio)Fassino leader dei Ds, non si candiderà alle prossime Elezioni Europee ma nemmeno , Romano Prodi potrebbe candidarsi anche perché la scelta che ispira la decisione di Fassino è l'incompatibilità che si vuole stabilire(senza che la legge sia cambiata) per i candidati dell'Ulivo tra mandato nazionale e mandato europeo. Se Rutelli o Prodi, Castagnetti o Veltroni, si candidassero praticamente si taglierebbero fuori dalle elezioni del 2006 in Italia e così D'Alema, etc. Peccato che Fini si candidi, così Follini, e peggio Berlusconi, perfino Bossi, poi Di Pietro, Pecoraro Scanio, Martinazzoli. In pratica la colpa è di Gad Lerner che pare sia la "mente" del CentroSinistra e ha inventato questa cazzata, della serie "noi siamo buoni, corretti, perfetti e viviamo sulla Luna". Complice è la vanità di tutti i leader dell'Ulivo che non vogliono sfigurare o pagare il fio di una sconfitta.
Va bene: continuiamo così a farci del male.
Berlusconi è il Presidente Pacifista? Berlusconi sta facendo dietro-front sull'Irak?
Non so se altri hanno questa sensazione ma, visto il precipitare della situazione in Irak, l'uccisione di Quattrocchi e sondaggi che dicono che quasi l'80% degli italiani vorrebbe il ritiro del contingente italiano, anche la strategia della Casa della Libertà sull'Irak sta cambiando. Ha cominciato quella macchietta dell'On. Vito a ripetere come una macchinetta(l'unica cosa che è capace di fare) a Porta a Porta che "noi eravamo contro la guerra, il Presidente Berlusconi ha cercato di convincere Bush a non fare la guerra, noi non siamo andati in guerra" mentre, oggi, su La Repubblica il Ministro Martino in un'intervista ha dichiarato che l'Italia era contraria alla guerra, Berlusconi aveva affermato che le armi di distruzione non esistevano, che avevano cercato di convincere gli Usa a non fare la guerra, peccato che, al tempo della guerra, Martino non dicesse queste cose, anzi. Certo la conclusione, per ora, è sempre la stessa: eravamo contro la guerra ma ormai che ci siamo....ma è da notare che pare che Berlusconi ha tenuto a far sapere di aver avuto uno scambio vivace di opinioni con Bush per ottenere che la Croce Rossa Italiana arrivasse a Falluja, che la settimana scorsa il comandante italiano non ha ottemperato all'invito americano di arrestare un capo sciita a Nassirya. Inoltre Frattini dice che l'Onu deve prendere in mano la situazione, che il ricatto dei terroristi è inaccettabile ma premeranno sugli Usa perché privilegino il dialogo, un atteggiamento più soft, meno duro, più italiano.
Voglio essere ottimista, prima delle Europee e Amministrative del 12-13 Giugno in Italia, quindi prima della scadenza del 30 Giugno per il passaggio dei poteri in Irak, non è detto che Berlusconi non annunci che anche gli italiani vanno via e, speriamo, nel frattempo che gli ostaggi siano tornati sani e salvi alle loro case.
Così dopo il Presidente operaio, il Presidente-imprenditore, quello muratore, quello che dimostra vent'anni di meno, quello allenatore, quello tagliatore di tasse, quello guerriero, avremo anche il Presidente-Pacifista, che Bello, sono Contento!
Sta circolando un messaggio via email che esordisce con la frase "Cosa ha indotto il nuovo premier spagnolo a ritirare le sue truppe dall'Iraq?" e poi prosegue con l'esposizione di una particolare teoria, che riporto più sotto. Ho deciso di pubblicarla su Quelli di Zeus perché mi ha fatto riflettere su alcune scelte nella mia vita privata; per questo vorrei che rifletteste anche voi, anche nel caso in cui non condividiate con Zapatero il ritiro dall'Iraq.
Quanto sareste disposti a spendere per comprare un milione? A prima vista la domanda può sembrare strana, anche se chiunque abbia dovuto stipulare un mutuo con una banca, o chiedere prestiti agli strozzini, ha dovuto farsela.
Non vogliamo però rinnovare il dolore di quei poveri sfortunati, ma parlare di un gioco (speriamo) più divertente: noi poniamo un milione all'asta e siamo disposti a cederlo al miglior offerente, in cambio delle offerte dei due migliori offerenti.
Ad esempio, se dieci persone offrono rispettivamente 10.000, 9.000, 8.000, 7.000, 6.000, 5.000, 4.000, 3.000, 2.000 e 1.000 lire, noi daremo il nostro milione alla prima, in cambio delle 19.000 lire delle prime due.
Da parte nostra, ci sembra di essere abbastanza generosi. Da parte vostra vi conviene certamente offrire una minima somma, sperando di guadagnare in cambio il milione. Il problema è: qual è il comportamento razionale in questo gioco?
Limitiamoci per semplicità al caso in cui due sole persone decidono di partecipare all'asta. Uno dei due, che chiameremo Primo, offre ad esempio una lira: se l'altro, che chiameremo Secondo, non offre di più, Primo guadagna 999.999 lire (non preoccupatevi del fatto che le perdiamo noi).
Ma Secondo sarebbe sciocco a non essere disposto a offrire ad esempio due lire: se egli lo fa, e Primo non rilancia, Secondo guadagna 999. 998 lire, e Primo ne perde una. Ma perché Primo dovrebbe perdere anche una piccola somma?
Gli conviene certo rilanciare, ad esempio 3 lire, e così via. Il problema è: a che punto si dovrà fermare uno dei due? Certamente, direte voi, sotto il milione, perché altrimenti si comprerebbe il milione in perdita, e si tornerebbe all'incubo dei mutui che volevamo dimenticare.
Ma supponete che, lira dopo lira, Secondo sia ormai arrivato a offrire 999.998 lire per il nostro milione, e che Primo abbia rilanciato con 999.999 lire. Se i due decidono di fermarsi proprio adesso, Primo guadagnerà una misera liretta, ma Secondo perderà quasi un milione, il che non gli conviene certo!
Egli è dunque costretto a rilanciare, con un milione tondo: in questo modo non guadagnerà niente, ma almeno non perderà 999.998 lire, mentre sarà invece Primo a perderne 999.999.
A questo punto Primo non sarà soddisfatto della piega che hanno preso le cose, ma non sarà comunque disposto a perdere quasi un milione, e preferirà rilanciare con 1.000.001 lire: in questo modo perderà solo una lira, e scaricherà la perdita su Secondo.
Il quale però, ovviamente, non ne sarà lieto, e rilancerà 1.000.002 lire nella speranza che Primo si fermi, permettendogli di perdere solo due lire.
Il problema è che non c'è nessun motivo di fermarsi nè ora nè mai, perché più si procede nel gioco e più si rischia di perdere fermandosi. Poiché un bel gioco dura poco, un gioco che non si possa fermare e debba durare in eterno deve essere pessimo.
L'unica strategia razionale era dunque che Secondo non fosse entrato in campo dopo la prima offerta di Primo, e gli avesse concesso di guadagnare un milione: è stata la mancanza di collaborazione fra i due a creare il pasticcio, e i giocatori si sono accorti di essersi messi in un gioco maledetto soltanto quando stavano ormai giocando, ed era troppo tardi per tirarsi indietro.
Questo gioco, inventato dall'economista Martin Shubik nel 1971, è un modello matematico di quelle situazioni della vita reale in cui si continua a fare qualcosa soltanto per non sprecare ciò che è già stato fatto finora, e così facendo si finisce solo con l'aggravare la situazione.
Si continua a guardare un brutto film o a leggere un brutto libro perché siamo già arrivati a metà, si sta ad aspettare qualcuno ancora un po' perché lo si è già aspettato a lungo, si continua a riparare una macchina perché ci si è già speso tanto, si continua a giocare perché si è già perso troppo e ci si vuole rifare, si rimane sposati perché non ci si decide a troncare, si continua una politica fallimentare solo perché è troppo tardi per cambiare.
In tutte queste situazioni, la strategia migliore era di non cominciare neppure a giocare, e la seconda migliore strategia è di smettere appena possibile.
Ed è quello che facciamo immediatamente.
Zapatero: uno coerente
Zapatero è uno coerente: era contro la guerra in Irak, perchè non pensava che facendo la guerra all'Irak e, nemmeno rovesciando Saddam, si sarebbe fatta una lotta efficace al terrorismo fondamentalista, perché si sarebbe riattizzato di più e alimentato ed esteso in questo modo il terreno di coltura del terrorismo, di cui fa parte la questione palestinese che nè il governo di Sharon nè l'amministrazione Bush intendono affrontare ma contribuiscono ad incancrenire.
La guerra in Irak continua, fa molte vittime fra i civili, vede ribellarsi contro l'occupazione Usa tutte le etnie del Paese e la soluzione di passare il controllo dell'Irak all'Onu è l'unica soluzione che Bush non vuole attuare.
A questo punto Zapatero la guerra che non è ancora finita, non la vuole fare e ritira le truppe. La stessa cosa che dovrebbe fare il Governo italiano visto che non voleva la guerra, l'Italia si è dichiarata non belligerante e la Costituzione ci proibisce di partecipare a guerre preventive o di aggressione.