La rapina delle Ferrovie dello Stato
Ballotta: cifra troppo alta che ci allontana da Europa
(ANSA) - MILANO, 31 OTT - Da domani scatta la supermulta di 25 euro per chi sale in treno senza biglietto o senza convalida ma per la Fit-Cisl e' una rapina. 'La misura e' vessatoria -dice il segretario generale della Fit lombarda, Dario Balotta- perche' la rete di vendita e' limitata, mancano le biglietterie, le distributrici automatiche sono spesso guaste e i rivenditori autorizzati sono una rarita''. La misura, sostiene, distanzia ancora di piu' le ferrovie italiane da quelle piu' efficienti del nord Europa.
Scrivono.....: Cagnolini soppressi ingiustamente.
ka (ka@cuccefelici.com - 80.117.216.221) scrive:
ciao a tutti.
vi seguo da un bel po' e sono in cerca di aiuto...
qui a l'aquila, dove vivo, è successo un fatto gravissimo mercoledì 26 ottobre, e stiamo cercando di dare alla notizia il maggiore risalto possibile a livello nazionale.
il veterinario della asl ha soppresso senza alcun motivo una cucciolata di 6 cagnolini che seguiva una volontaria della lega del cane per strada.
nn avevamo potuto portarli al canile perché è già strapieno.
a prescindere dal fatto che sia una cosa orribile, è vietato dalla legge.
stiamo cercando tutti i canali per diffondere la notizia il più possibile.... per questo vi chiedo aiuto.
mi rendo conto perfettamente che l'argomento non rientra nelle tematiche che trattate di solito, ma ho visto che spesso parlate cmq di attualità.
nn vogliamo che questo fatto passi sotto silenzio, non è la prima volta che succede purtroppo.
vi giro il link dove potete trovare tutto il materiale di cui disponiamo (lo teniamo aggiornatissimo):
http://www.cuccefelici.com/bbforum/viewtopic.php?t=6468
(ci sono riportati tutti i comunicati stampa e tutti gli articoli che finora sono apparsi, con le repliche del veterinario in questione).
grazie cmq per l'attenzione e continuate così :)
buon lavoro
Buttiglione alla Privacy? Perseverare è diabolico
Su alcuni giornali ha fatto capolino l'ipotesi che Buttiglione, una volta sfumata la nomina a Commissario europeo per la Giustizia, sarebbe tornato in Italia con la promessa di sostituire Stefano Rodotà alla carica di Presidente dell'Autorità di Garanzia per la Privacy, carica dalla quale il Prof. Rodotà, che l'ha praticamente inventata, uomo agli antipodi della cultura cattolica di Buttiglione, scadrà nei prossimi mesi.
Oggi, questa ipotesi spuntata dal cilindo di chissà quale cappellaio matto, sembra sfumata anch'essa, ma ci si chiede come abbia potuto nascere. Non basta il pasticcio "continentale" in cui l'Italia ha ficcato l'Europa con l'improvvida designazione di Buttiglione, che ha rischiato di affondare la nuova Commissione prima della partenza, adesso si voleva affondare anche l'istituzione da poco nata e benemarita dell'Authority per la Privacy. Certo, con Buttiglione alla Privacy avremmo potuto avere liste di proscrizione per pubblici peccatori come gay ed adulteri e magari per i figli di ragazze madri il ripristino dell'N.N. di famigerata memoria.
Piuttosto è legittimo chiedersi chi potrà essere il nuovo Garante eletto dalla maggioranza parlamentare di CentroDestra per il delicato incarico di Garante della Privacy: si spera non il solito avvocato Mediaset o qualcosa del genere. Nel campo del CentroDestra i nomi di garanzia non mancherebbero: dal Vincenzo Caianello, già Presidente della Corte Costituzionale, di area repubblicana, uno dei pochi ex della Corte più vicini alla Casa della Libertà, anche se critico(come tutti i costituzionalisti) delle riforme costituzionali della Destra alla Tina Lagostena Bassi, protagonista di tante battaglie femministe, oggi giudice della trasmissione Mediaset "Forum".
Il tema della sostituzione di Rodotà trascina con sè quello più generale del rinnovo delle Autorità di Garanzia: il prossimo anno scadrà quella strategica delle Comunicazioni e da troppo tempo si parla, per la sostituzione di Enzo Cheli, del nome di Antonio Catricalà, attuale Segretario Generale della Presidenza Consiglio. Una nomina quella di Catricalà al vertice dell'Authority per le Comunicazioni quantomai inopportuna: a controllare Mediaset e a vigilare sul conflitto di interessi, come la nuove la nuova legge voluta dallo stesso Governo, sarebbe l'attuale collaboratore più stretto di Berlusconi Premier. Mentre per il vertice dell'Antitrust , anche Tesauro è in scadenza, resta da vedere se Berlusconi avrà la sensibilità di nominare Mario Monti, compiendo una scelta verso una personalità autorevole ed indipendente, come seppe fare nel '94 quando come Presidente dell'Antitrust nominò Giuliano Amato. La scelta di Monti garantirebbe il Paese anche rispetto alle ipotesi di un forte avvicinamento tra Mediaset e Telecom Italia, un avvicinamento di cui parla spesso lo stesso Fedele Confalonieri, con scambi di partecipazioni azionarie, che farebbe nasce un' impresa multimediale davvero monopolistica nel nostro Paese ed in Europa.
Buttiglione's Story
Buttiglione oggi si atteggia a vittima di un complotto anticattolico, e, purtroppo, anche molti cattolici in buona fede ci cascano come quelli del Blog http://giona.splinder.com , Giona, che addirittura hanno lanciato una petizione ai giornali italiani per manifestargli solidarietà.
Non mi sembra il caso: Buttiglione non è un esempio per il cattolicesimo in politica, e il fatto di aver definito "peccato" l'omosessualità(oltretutto senza un minimo di problematicità e di umiltà) non basta a fare di lui un Tommaso Moro, fatto Santo per aver obbedito alla sua coscienza e non al suo Re di cui era Primo Ministro. La morale cattolica non si riduce alla morale sessuale ed il sesso non è il più grave dei peccati. Un peccato grave in politica è per esempio la slealtà, la doppiezza. Ricordo, perfettamente, quando Buttiglione vinse il Congresso del PPI del '94 faceva 2 tipi di conferenze e dichiarazioni pubbliche: quelle rivolte al più ampio pubblico esterno al PPI e del PPI stesso in cui assumeva una posizione perfettamente equidistante tra Destra e Sinistra e quelle in cui, rivolto all'ala destra del partito, parlava sinceramente della necessità di allearsi con Forza Italia, cercando di separarla da An.
Sulla base di questa politica di equidistanza dai 2 Poli Buttiglione, eletto Segretario del PPI, fece cadere nel '94 il Governo Berlusconi, poi a Fiuggi nel '95 aprì ad An, anche se aveva sostenuto di allearsi solo con Forza Italia e, contro il voto della maggioranza del Consiglio Nazionale del PPI, decise che il PPI doveva allearsi con Forza Italia, An e Lega. Poiché la maggioranza del suo Partito non voleva seguirlo, decise, con una decisione antidemocratica senza precedenti nella storia italiana, di espellere la "maggioranza", di assumere il "comando" del Partito, di utilizzare sede, simbolo, soldi, come credeva opportuno, dando vita ad una lotta fratricida che fu deprecata perfino dalla Chiesa perché gettava un'ombra di grave incoerenza sulla presenza cristiana in politica.
Dopo essersi presentato con il su partito Cdu nel '96 insieme a Berlusconi, nel '99 appoggiò il Governo D'Alema dando vita ad un nuovo "ribaltone", ricevendo insulti e male parole da Berlusconi e Fini con cui si alleò, nuovamente, nel 2001 per entrare nel Governo. Infine, nel Governo prese le distanze dalla libnea della maggioranza del suo Partito rappresentata da Follini.
In tutto questo andare a destra e sinistra dimenticò ogni volta le accuse e gli argomenti che aveva utilizzato fino a 2minuti prima contro l'avversario che 2 minuti dopo era alleato e viceversa. La morale cristiana dovrebbe educare alla coerenza, alla lealtà, alla costanza, alla prudenza, alla fedeltà ai principi anche se impedisce di occupare poltrone, al rispetto dei diritti degli altri, alla mitezza ? O la morale cattolica si riduce tutta ad una questione di uomini e donne rispetto a cosa possono fare o no a letto?
Rivalutare Il Colonnello Buttiglione
Il 2004 è stato l'anno del grande recupero, della grande Riabilitazione del Cinema italiano di serie B degli anni 70: i film che per tanti anni furono svillaneggiati dagli intellettuali di sinistra perché poco meno che "oppio dei popoli" hanno vissuto un momento di gloria inattesa e postuma. Dal Maresciallo Monnezza di Thomas Milian alla Fenech fino a Gloria Guida, rivalutata nella sua Bellezza ed ancora top sexy simbol per milioni di italia, da recenti sondaggi, fino ad Alvaro Vitali, in arte Pierino con le sue poliziotte, soldatesse, professoresse, studententesse tutte rigoramente V.M. 14 per qualche pudico topless, qualche innocentissimo ombellico, un po' di parolacce oggi di regola nelle scuole materne. Volgari, pecorecci, senza pretese d'autore ma con sicuri buoni incassi al botteghino, anche nelle sale di seconda visione che il mercato delle videocassette non aveva ancora ucciso, i nostri B-Movies sono stati oggetti di una ventata di affettuosa, tenera ed avvolgente nostalgia. Nostalgia di quegli anni da parte di tanti cinquantenni che si rivedono adolescenti con la zampa di elefante, i capelli lunghi, le 500 come simbolo di libertà.
La Nostalgia di quel Cinema dovrebbe riportare alla luce la serie fortunata, anche negli anni '80 nella prima programmazione televisiva delle reti Fininvest(oggi Mediaset), del colonnello Buttiglione, una trilogia che lo fa diventare Generale ed andare in Paradiso, divertentissima, ispirata ad un personaggio di grande successo del programma radiofonico di Arbore e Boncompagni, " Alto Gradimento", antesignano dei televisivi Zelig di oggi.
Il colonnello Buttiglione prendeva il nome da uno zio, sottocapo di Stato Maggiore dell'Esercito, del Rocco nazionale, aspirante Commissario europeo alla Giustizia, una figura che faceva ferocemente giustizia con l'ironia di ogni ridicolo militarismo, un film tante volte denunciato da colonnelli in pensione per vilipendio delle Forze Armate, molto più politico di tanti intellettuali di allora che lo snobbavano. Sarebbe da far rivedere ai giovani di oggi, che non faranno mai più, fortunatamente, il militare per fargli capire cos'era la naja e che cosa hanno scampato.
Sarebbe da far rivedere, soprattutto, per capire l'Italia di allora: un Paese più serio, un Buttiglione non faceva politica per far ridere, gli bastava fare della buona commedia all'italiana. La politica, quella europea. la facevano cattolici come Emilio Colombo ed Andreotti, che andavano a messa tutti i giorni, nel rispetto generale. Si, si stava meglio quando si stava peggio, nell'Italia dei film del Colonnello Buttiglione.
Ma Buttiglione cosa ne pensa del P2P e del copyright?
La decisione che, qualcuno ha definito tutta italiana e democristiana, di temporeggiare, rinviando il voto di fiducia previsto dal Parlamento Europeo, è provocato in gran parte dal caso Buttiglione su cui hanno pesato le affermazioni sbagliate su donne e gay fatte in Commissione dal ministro italiano, aspirante commissario, che hanno radicalizzato le posizioni del Gruppo Liberaldemocratico, molto sensibile ai problemi dei diritti civili, ma anche una forte ostilità nei confronti del Governo di Berlusconi che aveva insultato il precedente Parlamento Europeo con l'appellativo di "turisti della democrazia" all'inizio del semestre italiano di presidenza europea.
Lo stesso Prodi ha evidenziato, come le inadempienze del Governo italiano sulla Giustizia, a partire dalla ratifica del mandato di cattura europeo, abbiano reso inaccettabile la pretesa di rivendicare per un componente del Governo italiano il portafoglio della Giustizia. La Commissione non presenta solo il caso Buttiglione ma anche per quanto riguarda il Commissario per la concorrenza, l'olandese Neelie Kroes Smith, un caso di conflitto di interessi, in salsa europea, perché si tratta di un avvocato di affari che ha lavorato per le più importanti multinazionali e che non promette di essere altrettanto inflessibile di Mario Monti che ha osato sfidare Microsoft e multare France Telecom.
Ora, la Commissione Europea potrebbe vedere un rimpasto(altro genere italiano) con un rimescolamento dei portafogli ma c'è una partita politica che finora è rimasta in ombra e su cui i parlamentari europei dovrebbero interrogare il successore di Buttiglione all'incarico di responsabile europeo per la Giustizia e i Diritti civili. E' la partita delle Libertà Digitali che rientra anche tra le competenze di aoltri Commissari ma, sicuramente, è uno dei fronti più scottanti che attendono le rinnovate istituzioni europee. Si tratta della regolamentazione e della tutela del software che ha visto contrapposte un Consiglio dei Ministri europeo convertitosi tardivamente alla brevettabilità del software, su pressione di Microsoft ed un Parlamento finora contrario. Si tratta di decidere se la linea che devono adottare i Governoi europei dovrà sempre più somigliare alla criminalizzazione di massa del P2P come avviene negli Usa e di cui l'Italia è stata, con la Urbani, un triste pioniere o alla linea più moderata e liberale in materia di file-sharing assunta nella recente Direttiva che poi la Urbani ha disatteso e che nella stesse Francia e Gran Bretagna vorrebbero imitare. Quale sarà l'atteggiamento e l'orientamento dei futuri Commissari europei alla Giustizia ma anche alla Società dell'informazione e all'Innovazione? Sono temi finora rimasti troppo in ombra, sarebbe ora di farli emergere.
S. Precario all'Università di Roma
27/10 Roma
San Precario alla Sapienza
Trema la Minerva di fronte all'unicità senz'aura
Centinaia di Cd distribuiti, centinaia di studenti e cognitari voraci hanno affollato per l'intera mattinata i corridoi della Facoltà di Scienze Politiche della Sapienza. Nel Cd i libri d'esame digitalizzati, software craccati, Mp3 musicali e chiaramente la preghiera .copyRiot a San Precario. Distribuzione gioiosa e caotica, mentre la musica và e una radio pirata si materializza tra i corridoi. Pratiche affermative per una flessibilità rovesciata, +saperi+formazione+condivisione ricatto-precarietà-mercato. Prove minime di resistenza alla fast-università licealizzata. La creazione e i saperi si difendono condividendoli abbiamo scritto sui muri.
Nasce così il Punto San Precario Nomadico della Sapienza, tra le aule, la frenesia dei corridoi e dei crediti: accesso gratuito ai materiali didattici e alla cultura in genere come terreno di sfida in avanti rispetto alla domanda di reddito e di nuovi diritti. Punto San Precario come luogo di autorganizzazione del lavoro cognitivo , quello non riconosciuto e sempre parassitato dell'università, degli studenti, dei ricercatori. Alle 12:30 poi il santo ci apparso nella veste liquida e delirante del vino e dell'aperitivo precario, va da se che adesso abbiamo sonno e forse non seguiremo lezione nel pomeriggio e magari domani continueremo a copiare e poi a creare e poi copiare e poi a creare?
copia x tutti,
copyright x nessuno
Aula12dappertutto, SapienzaPirata
San Precario
Senza alcuna intenzione blasfema e/o sacrilega, ma con tanta ironia:
in aria di apparizione cognitaria e "sapientina"
O San Precario,
Protettore di tutti i precari della terra,
prega per noi studenti e cognitari,
proteggi i devoti del p2p,
i martiri della fotocopia,
i paladini del software libero,
dona loro musica,
prime visioni e testi gratis,
e salvali dalla vendetta di editori e discografici,
San Precario,
che ci proteggi dal basso della rete,
prega per noi produttori di sapere,
salva la nostra intelligenza collettiva dalla cattura diabolica di Brevetti e Copyright,
proteggi l?Immacolata Riappropriazione e la Santa Pirateria afflitta dalla persecuzione,
donaci reddito e libero accesso ai saperi,
difendi la Rete da controllo e sfruttamento,
moltiplica gli strumenti di riproduzione,
e salvaci dalla Siae
Nei secoli dei secoli
Mayday
Wikipeda: una storia
Questa notte vengo svegliato dalla mia prima figlia, amorevolmente soprannominata Knoppix.
Si è improvvisamente ricordata che questa mattina deve portare a scuola documentazione sugli Aztechi, per fare una ricerca. Naturalmente, non ha preparato niente, nonostante (o forse proprio per questo) il compito le fosse stato assegnato da una settimana.
Io sono padre quanto basta severo, e sono ben conscio che non posso aiutare oltre misura una bambina di 10 anni, che in questo frangente si è dimostrata sbadata e superficiale. Sono inoltre convinto che una bella sgridata della maestra sia una cura migliore di tanti brontolii parentali.
Mi è chiaro pure che la stampante ha la cartuccia scarica, che non ho fotocopiatrici in casa, e che non c'è abbastanza tempo per copiare gli appunti in maniera classica.
Tuttavia, non so se per pietà verso la lacrimosa Knoppix, o se per il sonno, mi scappa di bocca un "Domattina ci penso io".
Stamani, la decisione: scarico le pagine riguardanti gli Aztechi da Wikipedia, la favolosa enciclopedia free, e le carico sul mio palmare, che affido alle cure della bambina.
A scuola, Knoppix scorrerà la penna sul video del PDA, ed il browser le farà apparire i dati che avrebbe dovuto diligentemente procurarsi, spulciando tra i libri, la scorsa settimana.
Forse non sono stato un buon padre, ma ho portato un pezzo di filosofia free nelle stantie stanze di una scuola elementare. Forse qualche maestra, o qualche compagnetto di Knoppix, si chiederà: "Wikipedia, chi era costui?".
Nel frattempo, penserò ad un'efficace punizione per Knoppix. Magari niente computer per una settimana...
Liver, e le dure incombenze di padre
Urbani e le sue promesse: le Eolie come Internet?
Il Ministro Urbani ha promesso che farà ricorso alla Corte Costituzionale contro la legge approvata dall'Assemblea Regionale Siciliana che autorizza la rovina del patrimonio dell'umanità che sono le Eolie. Spero che lo faccia, io per sicurezza ci andrò al più presto in modo da vederle per l'ultima volta prima della distruzione. Perché pensando al Decreto Urbani sul file-sharing e alle promesse di Giuliano Urbani, mai mantenute, di emendarlo e modificarlo, non mi fiderei molto di questa ennesima promessa.
Ipotesi su un Referendum italiano sulla Costituzione Europea
In Francia si andrà quasi certamente ad una consultazione referendaria sulla Costituzione Europea che verrà, solennemente, siglata il 29 Ottobre a Roma in Campidoglio, dove nasce quel Trattato di Roma, che dette vita all'avventura europea.
In Italia ancora se ne parla, anzi, in molti sfuggono l'argomento, in un Paese che è considerato il più europeista di tutti e dove i sondaggio, ancora adesso, portano alla luce il minor numero di euroscettici fra i concittadini del continente europeo. Perché questo timore? Perché il tema Si o No alla Costituzione Europea rischia di essere dirompente rispetto all'esistenza e alla coesione degli stessi due Poli della politica italiana. Prendiamo il CentroSinistra dove, in questo momento si vive quasi una "luna di miele" tra l' ormai ex Presidente della Commissione Europea Romano Prodi e quasi candidato Premier del CentroSinistra e il leader di Rifondazione Comunista, nonché Presidente del Partito della Sinistra Europea Fausto Bertinotti. Addirittura, una eventuale competizione fra Prodi e Bertinotti nelle future primarie per la nomina a candidato Premier sarebbe una forma di legittimazione reciproca e sancirebbe l'unità tra i due spezzoni della sinistra, la cui contrapposizione fu una delle ragioni della vittoria di Berlusconi nel 2001, nonchè della stessa caduta del Governo Prodi.
Prodi è uno dei Padri della nuova Costituzione Europea, insieme con Giuliano Amato che è stato uno dei VicePresidenti della Convention che l'ha elaborata, ma Bertinotti ne è uno degli avversari più radicali: ne contesta una filosofia a suo dire troppo liberista, poco solidarista, per niente No Global. Bertinotti è pronto a rappresentare l'opposizione europea, non solo italiana, alla Costituzione europea vista come un suggello a quell'Europa dei mercati che è stata l'immagine principale dell'Europa in questi anni. E' pensabile che due leader e due formazioni politiche, così lontane e divise, su un argomento così centrale nella politica estera e non solo, possano votare in modo diverso ad un Referendum sulla Costituzione europea e poi presentarsi uniti e compatti nelle elezioni nazionali, candidandosi insieme alla guida del Paese?
Senza contare che con queste contrapposizioni fra Ds e Rifondazione, e all'interno stesso dei Ds, non solo Cgil non potrebbe assumere una posizione favorevole al Si alla Costituzione Europea ma dovrebbe lasciare libertà ai suoi iscritti, mentre Cobas e Rappresentanze sindacali di base si impegnerebbero attivamente, insieme ad una vasta area radicale, per il No, cavalcando un diffuso scontento e disagio sociale legato all'introduzione dell'Euro e alla rigidità dell'Unione Europea a concedere e permettere aiuti alle aziende in crisi e a favore dell'occupazione. Un disagio sociale che crea difficoltà anche a Cisl e Uil che non potrebbero tenere che una posizione defilata.
Anche nel CentroDestra, l'argomento Costituzione Europa, rischia di scompaginare già fragili e difficili alleanze: non mi riferisco solo alla pattuglia nera di Alessandra Mussolini e alle formazioni neofasciste contrarie alla Costituzione, in nome di una concezione nazionalistica e sociale alla Le Pen. La posizione della Lega Nord potrebbe essere quella di cavalcare, da parte sua, lo scontento anti-Euro, i timori per l'immigrazione dall'Est e per l'ingresso della Turchia, portando alle estreme conseguenze le posizioni da sempre anti-eurocratiche di Bossi, di Castelli sul mandato di cattura europeo e di Tremonti, uomo-ombra della Lega e candidato-minaccia possibile di Bossi contro Formigoni alle prossime regionali lombarde che non hai mai accettato il patto di stabilità.
Se a queste posizioni politiche aggiungiamo la freddezza della Chiesa Cattolica dopo il mancato inserimento del riferimento alle radici cristiane, il caso Buttiglione e l'euroscetticismo da sempre di Berlusconi, che non crede e non ha mai creduto all'Europa, quanto crede invece al rapporto privilegiato con gli Usa, vediamo che in Italia il clima favorevole ad un Referendum che agiti ancora una politica già troppo agitata, di per sé, dalle questioni delle riforme costituzionali e dell'economia, non esiste. Peccato, perché anche le questioni di quale Costituzione Italiana e di quale economia saranno sempre più indisgiungibili da quanto si deciderà a Bruxelles e a Strasburgo, con i loro meccanismi costituzionali.
Volevo solo dormirle addosso....: un film vero sulle vere aziende italiane
Volevo solo dormirle addosso...è un film vero sulle vera aziende italiane, non credo che ci sia altro da aggiungere, perfetto, migliore anche del film francese sullo stesso argomento "Risorse Umane". La frase attorno a cui gira tutto il film è : " Io ti Stimo", il protagonista, giovane manager in carriera la ripete alla nausea, persino alla mamma, ed è la frase tipica di tutti i progetti di motivazione e "fidelizzazione" delle risorse umane, per farle sentire centrali. Nel Gruppo Telecom Italia c'è il "Progetto Sono", in Vodafone "People Care" , lì in questa fantomatica impresa c'è "People First".
Far credere alle persone di essere importanti e poi "segarle" senza pietà, come si dice spesso nel film. E' tutto vero: dalla contrattazione dei dipendenti sulla cifra da avere come incentivo alla fuoriuscita da un'azienda, che deve avvenire all'interno di un budget prefissato, ai dipendenti che contestano la cifra perché un anno prima al loro collega era stato dato molto di più, al vecchio dipendente che non si fida a ad andare in pensioneprima della fine dell'anno perché ha paura che cambino le regole, fino alla dipendente malata di cancro da sbattere fuori senza pietà.
E' vero e realistico perfino nella preoccupazione che queste pressioni per mandare via le persone non turbino il clima aziendale e non provochino problemi con il sindacato. Bellissima la metafora del "sesso senza amore", del volerle solo dormire addosso, che il manager pratica nei rapporti personali, un sesso meccanico e senza anima, come i rapporti falsamente amicali tra i dipendenti dell'azienda.
Ci sono poi degli stereotipi che rendono bene alcuni schemi sempre più presenti nella vita aziendale odierna: il manager francese spietato e glaciale, in rappresentanza di un potere multinazionale distante ma onnipotente, la manager cinese che dice con disprezzo al giovane "killer": "Voi italiani non accettate le sfide, non volete vincere l'avversario, volete mettervi d'accordo con lui. Un'altra metafora della condizione umana dell'azienda postmoderna è quella delle battute tra un vecchio manager italiano del personale e la giovane manager cinese. Il manager italiano dice: "pensa che un dirigente mi ha detto: tagliami lo stipendio ma non ridurmi l'ufficio" , commentando che le dimensioni dell'ufficio sono uno status symbol, e la cinese risponde: "oggi il vero status symbol è l'ufficio invisibile", intendendo così il cellulare e il notebook che il protagonista si porta continuamente appresso dal tavolo di lavoro al letto di casa, uniche vere compagnie di un uomo povero di affetti ed autenici rapporti umani. Fantastiche anche le runioni in cui si fa il punto sull'avanzamento del programma di "taglio delle teste".
Il film prende ispirazione da un romanzo che vendette molto qualche anno fa ed è ripreso anche in un capitolo di "Stress Economy", saggio sulla condizione umana e lavorativa nelle aziende postmoderne: anche lì un'zienda che apparentemente è tutta centrata sulla qualità della vita dei dipendenti ma che non poi non esita a licenziarne un buon numero, a partire dai più deboli, quelli più in difficoltà, come il dipendente maniaco del gioco del lotto e preso dai debiti. E' del regista Eugenio Cappuccio, ed è splendidamente interpretato dal giovane attore Giorgio Pasotti. La parte del vecchio capo del personale che il giovane manager sostituisce e che dice poche parole di augurio: " non perdere tempo e fai il tuo target"(cioè i 25 lavoratori da tagliare da Ottobre a Novembre) è un piccolo cammeo di Carlo Freccero, già alto dirigente Rai, che aveva interpretato sè stesso, già i un film di Chiambretti.
Da vedere, subito, Bellissimo!
Con i lavoratori della Birreria Pedavena
I lavoratori della Birreria di Pedavena, www.birreriapedavena.info , vogliono raccogliere 50.000 firme contro la chiusura della loro fabbrica, da portare alla Heinenken, proprietaria dello stabilimento. E' un traguardo difficile ma non impossibile con l'appoggio di tutti. Sul loro sito c'è un form per firmare on line.
La Sinistra della Fiat
La prima a gridare allo scandalo, a Torino, è stata "La Voce del Popolo", la testata settimanale della Diocesi di Torino, guidata da un Card. Poletto che ha alzato la voce più più di una volta pubblicamente contro lo scandalo dei cimiteri in cui migliaia di salme disseppelite senza avvisare i parenti, a volte smarrite come nel caso della mamma di Rita Pavone, sempre a spese delle famiglie meno abbienti, che non dispongono nemmeno di un loculo, tranne i defunti di religione ebraica e mussulmana. Uno scandalo che ha fatto dimettere l'Assessore ai Cimiteri Beppe Lodi, ha provocato una manifestazione spontanea di centinaia di persone sotto il Municipio ed è oggetto di indagini da parte della Magistratura. Questa volta il giornale diocesano si è chiest, polemicamente, come mai per i posti di maggiore responsabilità in aziende ed enti pubblici di nomina comunale(il Comune è gestito dal CentroSinistra guidato dal diessino riformista Sergio Chiamparino) e della Regione(guidata dal forzista Ghigo) si ricorre solo ad ex manager Fiat come se in Torino non ci fossero altre professionalità e competenze, magari tra gli stessi eletti dalla gente e se il fatto di essere eletto non costituisca un titolo di demerito rispetto ad esperienze "tecnocratiche".
I casi di ex manager Fiat di primo pian riciclati dall'Amministrazione di CentroSinistra non si contano più ormai: dal Cesare Annibaldi, già responsabile delle attività culturali Fiat a Presidente della Fondazione Del Museo di Arte Contemporanea di Rivoli ad altri uomini in posti chiave fino a quelle di cui si vocifera da settimane. Il Comune si appresterebbe a nominare Presidente del Toroc, il potente Comitato che sta gestendo l'organizzazione delle Olimpiadi Invernali 2006 di Torino, con un giro turbinoso di miliardi di euro, al posto dell'ex Sindaco Valentino Castellani, addirittura, Paolo Cantarella, fino a 2 anni fa, Amministratore Delegato di Fiat Auto prima che si aprisse la crisi più grave per la Casa di Corso Marconi. Se l'ipotesi di Cantarella al posto di Castellani è ancora un'ipotesi più certo sembra l'ingresso di Maurizio Magnabosco, per quasi 10 anni capo del personale Fiat, nell'amministrazione comunale torinese in qualità di direttore generale, al posto dell'attuale Vaciago, ex manager delle Poste Italiane, di cui una commissione interna di inchiesta ha accertato e reso note precise responsabilità rispetto al caso cimiteri.
Maurizio Magnabosco come direttore generale del Comune andrebbe alle a lavorare alle dipendenze di Tom De Alessandri, già Segretario della Cisl torinese ed attuale Assessore al Lavoro(in quota Ds) che per molti anni è stato la sua controparte in Fiat essendo De Alessandri uno dei capi del coordinamento metalmeccanici oltre che un ex operaio Fiat. De Alessandri e Magnabosco, d'altra parte, sono coautori di un libro, scritto a quattro mani, "Negoziare alla Fiat", edito dalle casa editrice cislina Edizioni Lavoro. Anche lo stesso Sindaco Sergio Chiamparino è stato, per qualche tempo, componente della Segreteria Regionale della Cgil piemontese ed in quella veste si è confrontato con Magnabosco.
A vent'anni dalla marcia dei quarantamila gli antichi avversari si ritroverebbero tutti all'interno dello stesso Palazzo, in nome di un nuovo asse tra il Presidente di Fiat, Ferrari e Confindustria Luca Di Montezemolo, anche lui già manager Fiat giovane ed emergente di quegli anni e l'attuale Segreteria Ds di Piero Fassino, torinese Doc e per anni responsabile dei rapporti del Pci con la Fiat.
Alle critiche del giornale diocesano Sergio Chiamparino ha risposto: "per anni a Torino c'è stata solo la Fiat ed è normale che, con la crisi di Dc, Pci, sindacati e parrocchie, si vada a ricercare gli esponenti della classe dirigente lì dove ci sono le competenze". Questa stessa versione è stata confermata, sempre sulle colonne del torinese "La Stampa" da Enzo Ghigo, esponente delle colombe di FI e Presidente regionale. Certo Pci e Dc sono andati in crisi e non esistono più ma anche la Fiat non sta troppo bene ed i suoi ex manager, oggi messi da parte per uomini nuovi e provenienti dall'estero come Demel e Marchionne, non hanno proprio nessuna responsabilità della profonda crisi, da cui speriamo riesca ad uscire, della prima azienda italiana?
Ed ho trovato l'invasor.....
Giovedì Mattina, sono di riposo, vado in bagno alle 9,30, accendo la radio, giro il sintonizzatore Fm, sento: " E noi vi occuperemo con la nostra democrazia e noi vi invaderemo con la nostra religione".
Ringraziamo il nostro ascoltatore per il calore del suo commento-Radio Padania
Panorama, Atesia, e i Precari immaginari
L'ultimo numero del settimanale Panorama dedica un lungo servizio alle operatrici e agli operatori del Call Center di Atesia che si trova a Cinecittà a Roma. Atesia è una ex società del Gruppo Telecom Italia, ex perché ora, tranne una quota di minoranza di proprietà dell'ex monopolista, appartiene al Gruppo Cos di alberto Tripi, la società leader nel settore dei Call Center. Continua a lavorare per Telecom Italia e le sue campagne di commercializzazione ma anche per Tim, Sky, Alitalia, Galbani.
Sono i ragazzi che subiscono le sfuriate degli utenti alle prese con decoder non funzionanti, tariffe di telefonia mobile cambiate, richieste di regali in cambio di punti mai andate in porto, ma anche quelli che devono prendersi decine di volte il telefono in faccia quando devono offrire un'Adsl in una zona magari nemmeno coperta. A loro Panorama dedica questo servizio che si può definire di autentica, incredibile, sfacciata disinformazione o contrinformazione, contro la verità in questo caso.
Si dice chiaramente che il compenso a chiamata supera di poco i 0,50 centesimi se va bene, ma spesso è gratis, perché è gratis quando il contratto non porta a nulla. Questa è l'unica Verità, tutto il resto è una realtà umana e sociale clamorasamente mistificata. Dei giovani di Atesia non si racconta la lunga battaglia sindacale per la trasformazione dei CoCoCo in contratti a tempo indeterminato, nè il fatto che questi lavoratori stanno per aprire un'altra battaglia per conquistare il diritto ad un contratto integrativo. si cita solo qualche frase smozzicata contro il Sindacato, di scetticismo e di rifiuto di un'organizzazione collettiva dei propri interessi che pure questi lavoratori atipici hanno già vissuto. Si dice che nel Call Center la disciplina ed il controllo sono quasi inesistenti, non ci sono rimproveri, i Supervisor sono quasi assenti. Peccato che, in questi anni, abbia avuto modo di ascoltare molte testimonianze di supevisor e quadri di Telecom Italia, prestati per mesi ad Atesia, alcuni famosi per essere dei "sergenti di ferro" dire che non avevano nemmeno immaginato che si potessero trattare le persone come hanno visto fare in atesia, cioè non come persone, ma come numeri, cose, gente che non ha alternative e può essere mandata via in qualunque momento.
Per Panorama le ragazze e i ragazzi di Atesia sono solo ragazzi a cui va bene così: non avere legami, orari fissi, guadagnare solo quello che serve per la pizza mentre si studia, guadagnare quanto basta per viaggiare, lavorare solo in attesa di diventare veline, attori, scrittori. Un lavoro che serve alle madri di famiglia per arrotondare, un'Atesia che dà lavoro a chi comunque non può avere altre chance, una scelta di libertà e di autonomia.
Un articolo perfettamente funzionale al dire in fondo : "Precario è bello, è solo un mommento della vita, e poi è così trendy vivera alla giornata, trendy come l'ombelico di fuori ed i tatuaggi, no?
Solidarietà ad Enrico Letta
Enrico Letta, 38 anni, parlamentare europeo, già Ministro delle Attività produrrive(aveva messo il blocco delle tariffe assicurative RCA che poi Marzano ha tolto), è anche un Blogger, cioè uno dei pochi uomini politici italiani che ha deciso di tenere un Blog, aperto ai commenti, periodicamente aggiornato, sulla propria attività: www.enricoletta.it. Soprattutto è un Riformista, una persona che vuole cambiare il Paese, cercare di governarlo con serietà ed equità, farne una "Comunità competitiva", cioè un Paese capace di reggere la competizione mondiale ma anche solidale ed attento a chi ha di meno.
Per questo le Nuove Br lo avevano messo nel loro mirino, perché credono nel tanto peggio tanto meglio. Per fortuna sono state fermate prima, ne sono contento per Enrico Letta e per l'Italia.
Lettera aperta a Don Antonio Mazzi
Caro Don Antonio,
probabilmente la mia lettera non la leggerà mai, ma voglio scrivergliela lo stesso, con tutto l'affetto e la stima che ho per Lei. Ho letto che Lei, nonostante il nuovo Direttorio della Conferenza Episcopale Italiana lo proibisca espressamente, continuerà a partecipare alle trasmissioni televisive di intrattenimento, le più frivole e le più mondane, Isola dei Famosi compresa. Ha il permesso del Superiore della sua Congregazione(i preti di Don Calabria) e perciò è a posto formalmente, anche se questo documento, esplicitamente, vieterebbe la partecipazione a trasmissioni non religiose. Vede Don Antonio da una parte mi sembra che il documento dei nostri Vescovi andrebbe rispettato, certo, sarebbe stato meglio che il documento avesse proibito anche ad un laico come il Prof. Buttiglione di andare in Tv, a sparare la sua concezione della donna nel matrimonio per fare figli e l'uomo a proteggerla, ma i Vescovi non hanno voluto infierire e hanno parlato dei preti.
Un prete non dovrebbe andare in certe trasmissioni che rincoglioniscono le menti ed i cuori della gente, se no potrebbe essere scambiato per un politico o un Di Montezemolo qualunque, ma Lei mi dirà che anche Gesù frequentava la casa di Zaccheo, si faceva vedere insieme alla Maddalena, non si oppose ad essere trascinato sul set di Pilato. Anche quelli erano spettacoli televisivi del tempo, con un popolo, oggi diremmo un'audience, che prima ti osanna e poi ti crocifigge.
Mi dirà anche che quei soldi, che le passa la Rai, Le servono per i suoi ragazzi di Exodus, schiavi di una dipendenza più feroce della Tv e dalla quale non ci si libera, facilmente, con un clic sul telecomando e che la Cei è brava a parlare ma poi le bollette chi Le paga? E su questa domanda potremmo già chiudere il discorso con un po' di vergogna perché la gente come Lei non ha paura neppure di prostituirsi, se necessario, per dare un po' di speranza ad un ragazzo, perché l'Amore cristiano è così, non è mica il Welfare del Ministro Maroni.
Eppure, mi piacerebbe vederla in un programma tutto suo, un "Mazzi Tuoi" in prima serata, dove dire Pane al Pane, Vino al Vino a tutti, come ci piacerebbe potessero fare i preti come Lei, senza un contorno di nani e ballerine. Ma un programma così non ce lo darà nemmeno il digitale terrestre.
Cattaneo, il Direttore Generale più Stalinista d'Europa
Sui metodi titoisti e staliniani GianPaolo Pansa ci ha scritto su un romanzo che non riscuote, ovviamente, troppe simpatie a sinistra. Tra i seguaci comunisti italiani di Stalin ed i seguaci comunisti di Tito non c'erano molte differenze: gulag, fame, botte, violenza ed annietamento ma, soprattutto, tanta autocritica. Non bastava essere puniti, bisognava, soprattutto, essere rieducati e la rieducazione passava obbligatoriamente attraverso l'Autocritica. L'Autocritica come succedaneo e cattivo surrogato della Confessione cattolica ma senza prete, senza perdono ed, ovviamente, senza Grazia di Dio.
Se i comunisti hanno cambiato, fortunatamente, costumi, nessuno si sarebbe sognato di trovare un sacerdote laico dell'Autocritica in Flavio Cattaneo, il giovanotto già candidato di An e tanto gradito al suo concorrente e Capo del Governo Silvio Berlusconi.
"Se Pippo Baudo vuole tornare in Rai dovrà chiedere scusa" ha detto Cattaneo. Niente scuse, niente Autocritica, Niente Rai, che è in fondo è una Mamma ma anche una Chiesa con i suoi dogmi e riti. Cattaneo non è Enrico Manca, dietro la faccia paffuta c'è un manager moderno, duro e risoluto, a Baudo la scelta. Saxa Rubra val bene un'Autocritica?
Bisio, Gandhi e la Pubblicità.....
Ormai, ci ho preso gusto a parlare della pubblicità di Telecom Italia, rassicuro però tutti, smetterò per evitare di farne uno Blog monotematico. Uno spot che fece discutere fu, ai suoi inizi, perché adesso è un tormentone familiare, quello di Bisio Claudio, taxista che chiama in continuazione il Call Center dell892424, tutto pieno di telefoniste giovani e carine, e questo è verosimile, felici e sorridenti e tutte in Polo gialla(questo non è verosimile). I ragazzi del Call Center alla prese con una difficile vertenza sindacale contro la Seat, allora controllata da Tronchetti, scrissero al popolare conduttore, considerarandolo da "icona della sinistra di Zelig" un potenziale alleato contro lo sfruttamento e la precarietà del loro lavoro.
Essendo calvissimo, anche se più in carne, lo considerarono un alter ego di Gandhi ed invece non gli rispose mai, era solo un Comico molto ben pagato, anche se di sinistra.