Quelli di Zeus

Il blog dei tipi di Zeus News
martedì, 30 novembre 2004

Fini, Putin e Berlusconi

In Ucraina per giorni la situazione è stata quella di un Paese sull'orlo della guerra civile e solo la compostezza, la calma, il carattere non violento dell'opposizione "arancione" ha impedito che tutto non sia ancora degenerato nel sangue.

La situazione non è degenerata anche grazie al pronto intervento della Comunità Internazionale: da Colin Powel e dagli Usa il giudizio di illeggittimità sulle elezioni, a causa dei brogli gravissimi e palesi, è stato immediato e così sollecita è stata la visita di Solana e quella del Presidente della Polonia, oggi Paese dell'Unione Europea a tutti gli effetti. Mentre Putin fin dall'inizio ha interferito con le vicende ucraine, buttando benzina sul fuoco, rafforzando i falchi governativi, così come aveva fatto nella campagna elettorale, con il chiaro disegno di ripristinare un'influenza "imperiale" sulle Repubbliche che avevano costituito l'Urss.

Il Governo italiano non è mai stato così lontano, non solo fisicamente, da una vicenda che, invece, lambisce così da vicino i confini dell'Unione Europea, il neo-Ministro degli Esteri Fini è apparso particolarmente silente, distratto, forse troppo assorto nelle vicende domestiche legate alla Finanziaria e all'accordo An-Forza Italia sulle tasse. L'imbarazzo del Governo Berlusconi è palese, in questo senso Fini non ha voluto contraddire o ha avuto paura di farsi contraddire pubblicamente da Berlusconi. Pur di non scontentare l'amico Putin, l'alleato e l'ospite di belle giornate in Sardegna a torso nudo e a piedi scalzi, non è stata presa o quasi nessuna posizione perché una posizione pro Putin e i suoi amici ucraini sarebbe stata anti-Usa e l'amico Bush. E' la politica estera delle amicizie con i Grandi praticamente è come non avre una politica estera.

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martedì, 30 novembre 2004

Cose sensate dette da Adiconsum

Inflazione

Paolo Landi, Adiconsum: "Illusorio parlare di riduzione dei prezzi. Calano i consumi e soprattutto cala il livello qualitativo della spesa alimentare"
Manovra fiscale: per le famiglie, benefici solo sulla carta


Gli accordi sui prezzi hanno arrestato la corsa agli aumenti, ma non hanno ancora provocato una riduzione significativa dei prezzi. Ne è riprova la città di Torino, dove l'accordo "miracoloso" non sta producendo nessun miracolo.
La verità è che siamo di fronte ad un calo drastico dei consumi e questo comporta per le famiglie a reddito fisso il ricorrere a prodotti non di marca e meno costosi, come dimostrato dall'aumento delle vendite negli hard-discount e nei supermercati tradizionali con le promozioni.
Per contro la famiglia ancora una volta subisce aumenti in tutti gli altri settori, in parte provocati dall'aumento del petrolio.
L'ortofrutta ne è un esempio emblematico: al calo drastico dei prezzi alla produzione corrisponde solo qualche ritocco al ribasso per il consumatore.
"Le promesse sulla riduzione fiscale ­ conclude Paolo Landi, segretario generale Adiconsum ­ non avranno alcun effetto concreto poiché già prima della loro entrata in vigore le famiglie saranno caricate di nuovi aumenti per la scuola, la sanità, i trasporti, ecc.".











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categorie: politics
lunedì, 29 novembre 2004

Giuseppe Vegas: il Mullah di Berlusconi(ha anche una bella barba)

 

 

Nella partita Siniscalco-Berlusconi sul taglio delle tasse il Premier ha potuto disporre di un giocatore-partner umile ma preparatissimo, infaticabile e soprattutto convinto sinceramente delle ragioni  superiori della "rivoluzione fiscale" su qualsiasi altra ragione.

Questo giocatore convinto e decisivo per andare a cercare, nelle pieghe del bilancio, come un segugio la fomosa copertura richiesta da Siniscalco per dare il suo placet è stato il Senatore Giuseppe Vegas, Sottosegretario del Ministero dell'Economia dall'inzio della legislatura ad oggi, che nell'interim di Berlusconi, dopo l'uscita di Tremonti, resse praticamente il dicastero finanziario.

Chi è Giuseppe Vegas? A prima potrebbe sembrare un "tecnico": economista brillante, specializzato in amministrazione pubblica, dopo un periodo al Cnel passò all'amministrazione del Senato di cui è stato uno dei funzionari più brillanti fino al 1996, funzionario Segretario della Commissione Bilancio di Palazzo Madama. Du proprio in questa veste di tecnico ferratissimo che fu scoperto dall'allora Presidente della Commissione Bilancio, Silvano Boroli, uno dei nomi della prima ora dell'avventura berlusconiana.

Silvano Boroli si era buttato in politica, dopo tante trombature nelle liste del Partito Liberale nelle Prima Repubblica, forte delle sue cariche di amministratore delegato dell'Istituto Geografico De Agostini di Novara, azienda di famiglia, e di socio di minoranza del Giornale di Montanelli. Fu eletto trionfalmente nel 1994 nel Collegio senatoriale di Novara, inseguì vanamente per tutta la  breve legislatura un incarico di Governo promessogli da Berlusconi e nel 1996 decise di non ripresentarsi perché sentiva che in famiglia volevano estrometterlo dalla gestione della casa editrice. Volle, però, designare il suo successore al seggio senatoriale e lo indicò in quel tecnico brillante, da sempre iscritto al Pli, che era Vegas, suo stretto collaboratore nella commissione e gli finanziò una magnifica campagna.

 

Il ritirò dalla politica non fruttò a Boroli la conservazione della guida del De Agostini: Boroli voleva continuare un De Agostini più casa editrice che altro mentre suo cugino, Marco Drago, oggi Ad del De Agostini, voleva diversificare, come ha fatto oggi con la Toro Assicurazioni, Lottomatica e le Tv in Spagna. Boroli uscì quindi dal De Agostini liquidato con ben 400 miliardi di vecchie lire che ha investito in una nuova casa editrice che porta il suo nome, nel quotidiano Affari Finanza ed oggi è VicePresidente della Banca Popolare di Milano. Il suo successore al Senato Vegas non si è dimenticato di lui quando si è trattato di commissariare il Poligrafico di Stato, che dipende dal Ministero dell'Economia, ad essere nominato è stato proprio Silvano Boroli.

 

Vegas non è però un tecnico prestato alla politica, per il quale Spagna o Francia, Destra e Sinistra pari sono, pur nell'estrema pacatezza dei toni e nella precisione dei dati che sfoggia con nonchalance, è un vero liberale alla Thatcher, convinto della necessità di ridimensionare anche lo stato sociale per responsabilizzare i cittadini, evitare l'assistenzialismo, fare fronte all'invecchiamento della popolazione. Lo dice, senza complessi di colpa e senza vergogne in tutti i consessi, e per questa immagine di serietà e di coerenza si è conquistato il rispetto e la stima di avversari come Enrico Letta.

La prova del braccio di ferro di Berlusconi con Siniscalco-Fini-Follini deve avergli fatto guadagnare altri punti presso il Cavaliere che già lo stima molto: pur non essendo uno degli istrioni a cui ci ha abituato la politica italiana per lui si prospetta un futuro da tenere sotto osservazione.

 












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lunedì, 29 novembre 2004

Marco Montemagno lancia The Politicals.com

Marco Montemagno, un esperto di comunicazione politica on line, come ce ne sono pochi nel nostro Paese, lancia il Blog : www.thepoliticals.com . The Politicals.com vuole essere un Blog all'americana sulla politica, cioè non un Blog di parte ma fatto dai lettori che liberamente vi possano postare commenti, links, notizie della politica on line. Mi sembra una buona idea e ben fatto, se posso fare un appunto: avrei preferito un nome italiano, ma forse sono troppo provinciale.

Auguri a The Politicals.com

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lunedì, 29 novembre 2004

Il Bluff di Volareweb

Prima tutti a dire: era ora che fallisse Alitalia, con quelle tariffe troppe alte, tutto quel personale a far niente e strapagato. Vedi le compagnie low cost, loro si che vanno bene: tariffe basse, superorari e salari molto più bassi per hostess e piloti, bisogna prendere esempio da loro.

Poi come un fulmine a ciel sereno: la compagnia Volareweb con le tariffe più basse, gli orari di lavoro di 300 ore al mese, gli stipendi più bassi, i contratti a termini, ecco fallire o quasi , stracarica di debiti, con gli industriali privati che ne sono gli azionisti a fare il pesce in barile, i passeggeri bloccati in qualche aeroporto del mondo o con dei biglietti già pagati che possono usare come carta igienica, 1.400 posti di lavoro a rischio ma i dirigenti già tutti fuori in un'altra compagnia low cost pronta a partire: My Air. Tutti i decantatori della superiorità del privato e della sua efficienza contro il pubblico dove sono andati a finire?

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lunedì, 29 novembre 2004

Voglio il Fiscal Drag

Sono uno dei moltissimi italiani che non essendo ricco ma nemmeno povero ed essendo single dalla storica rivoluzione fiscale berlusconiana non ne ricaverà nemmeno quelle 1-2 pizze o quei 10 cappuccini che molti italiani riusciranno a godere.

In compenso anche per me le tasse sono aumentate del 3% grazie alle addizionali Irpef che la Giunta comunale di CentroDestra e quella Regionale piemontese sempre di CentroDestra mi hanno appioppato in questi 4 anni, poi negli ultimi 3 anni di Governo berlusconiano sono aumentate la bolletta del gas, della luce, dell'acqua e del telefono e l'abbonamento del treno con aumenti dal 15  al 30%,  senza pensare agli incrementi dell'Ici e della tassa sui rifiuti(sempre frutto di Giunte di CentroDestra che mi avevano promesso di non fare aumenti)il costo della vita è aumentato per me(e per gli altri) di circa un altro 30%. Se ci fosse stato almeno il fiscal drag, come nell'ultimo anno di CentroSinistra con il Governo Amato, almeno questo incredibile deprezzamento del costo della vita non lo avrei dovuto subire con questa pesantezza e così se fossero stati defiscalizzati gli aumenti che mi sono stati riconosciuti grazie ai contratti aziendali che riconoscono la produttività.

Per cui per quanto mi riguarda lo Sciopero del 30 Novembre di Cgil-Cisl-Uil contro la Finanziaria non solo è utile e doveroso, ma tardivo ed insufficiente, bisognava partire prima e più pesantemente, ma almeno iniziamo, era ora!

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venerdì, 26 novembre 2004

Il Blog della  Lipperini

Loredana Lipperini è una ragazza meritevole e di successo, meritevole e di successo perché ha curato l'antologia edita da Einaudi, "La Notte dei Blogger"(www.lanottedeiblogger.com ), a cui su Zeus News abbiamo dedicato una recensione, ha portato su carta Blogger come Personalità Confusa, mi ha fatto conoscere(che ignorante che ero) una Blogger deliziosa come Giulia di www.saitenereunsegreto.com (nella galleria fotografica non è proprio male, averne, di Blog così naturalmente), e mi ha fatto passare più di un'oretta di piacevole lettura. La Lipperini ha aperto un Blog letterario su Kataweb ed è Lipperatura: http://www.kataweb.it/kwblog/page/CLIP/blog

Auguri alla curatrice dei Blogger che si è fatta un Blog.

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venerdì, 26 novembre 2004

Niente soldi per i Pc dei Carabinieri

Molti non lo sanno ma il Premier Berlusconi, nella foga di mantenere la promessa di cominciare a ridurre un pochino le tasse degli italiani, si è dimenticato di un'altra promessa, quella di non ridurre i fondi per la sicurezza e l'ordine pubblico.

A farne le spese saranno i Pc dei Carabinieri, si l'informatica dell'Arma dei Carabinieri, che subirà un taglio di 1,9 milioni di Euro, che erano previsti per continuare l'aggiornamento dei sistemi informatici della rete capillare delle quasi cinquemila stazioni dei Carabinieri, disseminate in tutta la Penisola.

Peccato: il sito dei Carabinieri(www.carabinieri.it ), è ben fatto, permette durante la settimana perfino la videocomunicazione con una centrale operativa dell'Arma, si possono fare segnalazioni ed esposti anche se non hanno il valore legale di una denuncia che va sempre fatta di persona. Sul sito dell'Arma si può trovare il famoso Calendario dei Carabinieri, perfino scaricare dei screensaver carini con i vari tipi di elicotteri dei Carabinieri che poi sorvoleranno il desketop del Pc, senza bisogno di registrarsi.

Vorrà dire che a Napoli la camorra farà festa sapendo di questa bella decisione del Governo che ha già smaltito, evidentemente, la sbornia retorica dell'anno scorso quando ci fu la tragedia di Nassirya in cui tredici carabinieri persero la vita.

Una decisione in cui però il Governo tratta Polizia e Carabinieri in modo uguale: già da qualche mese i sindacati dei lavoratori della Polizia di Stato lamentano che la metà delle macchine è ferma perché non ci sono i soldi per i pezzi di ricambio e la benzina.

Cosa dire: possiamo consigliare il Comandante Generale dell'Arma di adottare Linux per i suoi Pc, magari Bill Gates si commuove e regala il suo sistema operativo ai Carabinieri.

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venerdì, 26 novembre 2004

La Politica della Cucina di Vespa

La Politica come Arte della Cucina è stata iniziata da Vespa qualche anno fa con la famosa puntata in cui Massimo D'Alema cucinava un risotto insieme a Vissani, uno dei più grandi chef italiani. Ora non sappiamo quale dei suoi due "consigliori", se Velardi o Rondolino, avesse consigliato a D'Alema di apparire in quelle vesti per sembrare più democratico di Berlusconi, che notoriamente ha alle sue dipendenze un cuoco,(che prepara i banchetti per i vari summit taglia-tasse)oppure per accontentare quella parte di opinione pubblica femminile che vorrebbe una maggiore partecipazione degli uomini alle faccende domestiche.

Poco dopo fu la Casa della Libertà a candidare a Sindaco di Bresso, Comune dell'hinterland milanese, il famoso gastronomo Edoardo Raspelli, ciellino della nidiata di Formigoni e Cesana e severo censore dei ristoranti per La Stampa di Torino. Luigi Veronelli, il grande esperto di vini è diventato poi un'icona dell'ultrasinistra italiana, quasi più di Che Guevara. Certo che il tempo in cui l'insulto più frequente verso la classe dirigente dc era "forchettoni" sembra finito da un pezzo.

La puntata di Giovedì 25 Novembre di Porta a Porta mi è sembrata però superare ogni limite: Il Ministro Alemanno e il Senatore Franco De Benedetti per l'opposizione diessina confrontarsi ai fornelli, con un ampio grembiulone Porta a Porta di colore rosso(probabile gadget natalizio da allegare all'ultimo libro di Vespa sulla storia d'Italia) che indossava anche lo stesso conduttore.

Il tema della serata era, almeno a mio parere, ampiamente provocatorio: "Come preparare un bel pranzetto spendendo 25 Euro"(50 vecchie mila lire). Tema utile ma un po' provocatorio per la ragione che mai Alemanno e tanto meno De Benedetti si sono mai posti un budget così limitato per i loro pranzetti, come dire agli italiani piantatela di piangervi addosso che c'è l'euro e non ce la fate ad arrivare alla fine del mese. Insomma, la colpa è vostra che non sapete cucinare, ora imparatelo così non rompete più le scatole. La classe politica italiana dà dunque questo messaggio al Paese delle casalinghe di Voghera con, è questa la novità, con un'inedita convergenza tra destra sociale e sinistra ultrariformista in un centro ideale fatto di gustosa ed economica cucina.

Il miracolo del pranzo pre-natalizio uscito dalla feconda mente di Vespa è forse solo l'inizio di una serie di serate che ci allieteranno da qui a Natale: vedremo forse delle serate di tombola con Gianni Letta e Armando Cossutta, con fagioli e signore? Oppure ci insegneranno come fare un weekend con solo 50 Euro e ce lo spiegheranno Fini e Parisi? Mi attendo dei consigli sui regali dati dagli stessi candidati Premier: Berlusconi con 50 Euro un bel Dvd con omaggio un decoder per il digitale terrestre, Prodi più chiccoso un videofonino da 89 Euro, per farsi la Tv in casa ,ed evitare quella berlusconiana. Poi a Natale un bel coro trasversale di parlamentari: dirigono Stefania Prestigiacomo e Giovanna Melandri, un Amarcord dell'Antoniano per stemperare divisioni e litigi. Un Natale Bipolare per tutti gli italiani, Grazie Bruno.

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giovedì, 25 novembre 2004

Le Tasse e i Cattolici

Qualche settimana fa sembrava che il Governo Berlusconi,  che sosteneva Buttiglione, discriminato si diceva per la sua fede religiosa, fosse un frevente sostenitore dei valori cattolici e la sinistra un'accozzaglia di atei mangiapreti, lo sosteneva soprattutto Giuliano Ferrara.

Ora, il Governo o meglio il Capo del Governo vuole assolutamente tagliare le tasse per i più ricchi e questo forse non è propriamente evangelico ma non solo: 1) le associazioni no-profit soprattutto cattoliche lamentano che non stanno passando i progetti di riforma fiscale che consentano di detrarre ancora di più le donazioni ad organizzazioni caritative, educative, culturali.2) sempre le maggiori organizzazioni cattoliche lamentano il taglio dei fondi per la cooperazione internazionale.3) la volontà dell'Udc di Follini e Buttiglione di aumentare le detrazioni fiscali solo per le famiglie non interessa in nessun modo a Berlusconi. 4) i tagli delle tasse saranno coperti da minori trasferimenti ai Comuni e alla Regioni per sanità, asili nido, assistenza ai più poveri che saranno quelli a pagare di più e che sono aumentati enormemente come file alle mense della Caritas, ai centri d'ascolto, al ritiro dei pacchi alimentari, alla richiesta di un aiuto per cercare lavoro.

Di cristiano non c'è più niente, nemmeno di tutto quel gridare sulle radici cristiane, di crociata anti-islamica e per la difesa dell'Occidente Cristiano, il Dio Denaro è il vero Dio della Destra italiana.

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martedì, 23 novembre 2004

I lavoratori dell'Embraco

Rubo dal Blog di Zorzo: http://zorzo.ilcannocchiale.it , questo appello a sostegno dei lavoratori dell'Embraco di Chieri, che da un giorno all'altro, senza averne avvisaglie, senza avere avuto cassa integrazione e mobilità, sono stati messi su una strada e la fabbrica è stata chiusa, messa in liquidazione. Hanno tentato di occupare la portineria della fabbrica per mantenere un collegamento con la loro fabbrica ma, per la prima volta dopo 30 anni che nbon succedeva più, la polizia, sia pure con le buone maniere, li ha buttati fuori dalla portineria. E' un esempio di globalizzazione quasi al contrario, ma comunque selvaggia: la Embraco è una multinazionale brasiliana e ha voluto, improvvisamente chiudere i battenti per delocalizzare la produzione dove il costo del lavoro è più basso.

COMUNICATO STAMPA
UN CONTO CORRENTE BANCARIO PER FINANZIARE LA LOTTA DEI LAVORATORI EMBRACO.

I lavoratori dell'Embraco da 10 giorni sono in lotta per difendere il posto di lavoro, dopo la decisione dell'azienda di avviare la procedura di mobilità per 812 dipendenti.

Per sostenere la lotta dei lavoratori dell'Embraco è stato creato un conto corrente bancario per finanziare un Fondo di solidarietà.

Chi volesse contribuire gli estremi sono: Sanpaolo Imi di Riva presso Chieri, ABI 01025, CAB 30840, c/c n° 100000004791, causale Fondo di solidarietà lavoratori Embraco.

Con preghiera di diffusione.

La situazione dei lavoratori Embraco senza stipendio nè assegno di disoccupazione è la più difficile ma voglio ricordare anche gli 80 esuberi delle Officine Grafiche De Agostini di Novara, attività di stampa anch'essa andata in crisi per la concorrenza internazionale, i più di 500 operai Fiat dello stabilimento di arese che, dopo tante promesse sono stati licenziati . Voglio ricordare i 50 posti fi lavoro dello stabilimento dell'Acqua Minerale Bognanco(Verbania) chiuso da mesi dopo essere stato acquistato da un imprenditore greco e i 400 posti di lavoro della Bemberg di Gozzano(Novara) che  dovrebbero essere soppressi a causa della sparizione di un marchio storico, la Bemberg, dell'industria chimica italiana, il cui prodotto che è il filato è messo fuori mercato dalla competizione internazionale.

Sono solo alcune crisi e solo molte delle moltissime vittime dei processi di internazionalizzazione che stanno drammaticamente deindustrializzando il Paese, come dimostra anche lo sciopero dei lavoratori ed ingegneri dell'Alenia di Torino, un'industria eaerospaziale di punta, per evitare che lo stabilimento di Torino sia ridimensionato.

E il Governo cosa fa? Litiga sulle tasse:












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martedì, 23 novembre 2004

Il dopo-Cheli sarà solo peggiore.

Un lettore di Zeus News ci chiede se Giuseppe Tesauro, che ha dimostrato di essere molto critico nei confronti di Telecom Italia, mentre era alla guida dell'Antitrust potrebbe essere nominato Presidente dell'Authority per le Comunicazioni, quando scadrà il mandato di Cheli.

Purtroppo è impossibile che Giuseppe Tesauro venga nominato dall'attuale Governo Berlusconi, cui spetta la nomina poiché il Presidente dell'Authority per le Comunicazioni è nominato dal Governo mentre gli 8 commissari sono eletti dal Parlamento, 4 per la maggioranza, 4 per l'opposizione, per cui 5 su 8 sono espressione della maggioranza parlamentare che sostiene il Governo.

Tesauro, che fu nominato dai Presidenti delle Camere Violante e Mancino(il capo dell'Antitrust lo nominano queste due figure "istituzionali") è considerato vicino al partito della Margherita e , secondo il Governo, ha peccato più volte di "lesa maesta". Non lo ha fatto soltanto sul caso Telecom Italia, mettendo in discussione gli interessi di Tronchetti Provera e soci, ma sulla legge Gasparri che ha criticato più volte perché inidonea a limitare l'oligopolio televisivo e pubblicitario di Mediaset-Rai e lo ha rifatto criticano la legge Frattini sul conflitto di interessi, perché insufficiente ed inadeguata a risolvere questa questione che avvelena la politica italiana.

Insomma, Tesauro non piace al Governo perché a Tesauro le politiche del Governo in materia di antitrust non sono piaciute, l'unica convergenza è stata tra Tesauro e Tremonti, convinti tutti e due che nel sistema bancario ci sia ancora troppo poca concorrenza mentre il Governatore della Banca d'Italia non fa abbastanza per accrescerla. Sempre Tesauro, però, è stato critico anche sull'Enel controllato  dal Governo e sulla mancata riforma degli ordini professionali che è uno dei motivi dell'alto costo delle parcelle di medici, dentisti, avvocati e commercialisti, che ha influito sull'aumento dei prezzi.

Per sostituire Cheli il Governo pensa a figure come Antonino Catricalà, attuale Segretario Generale della Presidenza del Consiglio, cioè il burocrate che è il collaboratore più stretto di Berlusconi Premier e del sottosegretario Gianni Letta mentre per l'Antitrust per la successione a Tesauro si fa, addirittura, il nome di Buttiglione Rocco, che sarà anche un buon filosofo  ed uno "specialista" in materia di gay/sic!) ma non si è mai occupato di mercati, concorrenza ed economia.

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domenica, 21 novembre 2004

I 70 anni di Carlo De Benedetti

Carlo De Benedetti compie 70 anni e tutta la stanmpa italiana si è associata nel fargli gli auguri, un po' più fredda la stampa Mondadori, di cui lui è stato il proprietario finché lo scontro con Berlusconi lo ha costretto, oggi sappiamo grazie ad un giudice corrotto, a tenere solo l'Editoriale L'Espresso, l'omonimo settimanale e La Repubblica. Oggi, De Benedetti rappresenta l'unico  importante editore se non progressista, per lo meno non omologato e succube di Berlusconi, nel nostro Paese e L'Espresso e La Repubblica sono dei bei giornali, di livello europeo come Time, Le Monde, L' Esxpress, The Guardian.

L'Augurio più bello che gli si può fare è quello che facciamo a tutti gli italiani: vedere condannato Silvio Berlusconi che , corrompendo i giudici, gli soffiò via l'affare della privatizzazione sme. questo non perché l'offerta di Benedetti, allora, fosse la migliore così come il suo progetto industriale ma perché gli affari non si fanno corrompendo i giudici, se vogliamo che il nostro Paese sia capace di attrarre capitali stranieri ed investimenti.

Certo, se ripensiamo all'avventura imprenditoriale di De Benedetti non possiamo non essere presi da una certa malinconia per le occasioni mancate: l'industria informatica che pure era riuscitata a conquistare l'alleanza con il colosso Usa At&t e le prime pagine dei giornali con il Personal Olivetti e ricordiamo il primo notebook Olivetti, il "Quaderno". Oggi l'Olivetti non esiste più, gli operai e i tecnici  delle valli del Canavese vicino ad Ivrea, che erano state paragonate alla Silicon Valley, sono solo disoccupati e pensionati. Anche lì la politica si mise di traverso: Craxi bloccò la fusione Olivetti con Italtel e Telettra, per non favorire un imprenditore che troppo vicino ai repubblicani, al Pci e a De Mita. Non solo lo Stato anzichè investire come in Francia in un piano per l'informatizzazione della pubblica amministrazione preferendo spendere in opere pubbliche che si prestavano meglio alle tangenti. La politica italia non aveva capito che solo la fusione di Olivetti, Telettra ed Italtel poteva permettere la nascita di un soggetto competitivo, capace di competere nell'elettronica di consumo e nell'industria delle Tlc.Anche De Benedetti pagò le tangenti alle Poste perché acquistassero computer fuori mercato ma ha avuto il coraggio di ammetterlo ed il buon gusto, a differenza dell'attuale Presidente del Consiglio, di non sentirsi superiore alle leggi comuni e di non metterla in politica per salvarsi le penne.

Un'altra avventura imprenditoriale, questa invece di successo, non è andata bene a De Benedetti: la sua Omnitel, oggi Vodafone, è diventata il secondo gestore mobile del nostro Paese e d'Europa, ma, dopo essergli stata sottratta da Colaninno, è stata venduta agli stranieri per permettere quell'Opa che ha caricato Telecom Italia di debiti. 

Oggi si vocifera di una nuova avventura imprenditoriale di De Benedetti: una fusione della sua Lottomatica, gioiellino tecnologico rimastogli della galassia Olivetti, con la Cos di Alberto Tripi, specializzata in Call Center, per gestire la partita delle scommesse e dei giochi via Internet e telefono.

Vedremo, certo De Benedetti non è tipo da stare con le mani in mano.

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domenica, 21 novembre 2004

Donare per la Ricerca contro il Cancro

Questa Domenica lavoro per una buona cuasa: Giornata Nazionale per la raccolta dei fondi per la ricerca sul cancro, promossa dall'Airc(www.airc.it ), è possibile donare in molti modi: ccp-bonifico bancario e fare una promessa di donazione chiamando il 412 di Telecom Italia( www.info412.it ), ci starò fino a tardi ma ne vale la pena.

Comunque, il modo più semplice e facile per donare qualcosa per una ricerca in cui lo Stato italiano non sta investendo nulla e va avanti solo grazie ai cittadini è questo:


TIM

Dona 1 euro
- clienti TIM inviando un SMS al 44 6 44 (attivo dal 1 al 30 novembre)
- per rete mobile Vodafone e Wind e per rete fissa Telecom Italia inviando un SMS al 4 85 85 (attivo dal 9 al 22 novembre)




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sabato, 20 novembre 2004

O "embedded o in galera: i giornalisti italiani e la riforma del Codice Penale militare intempo di guerra

Embedded sono i giornalisti "ingaggiati", arruolati, letteralmente, dal Pentagono e aggregati alle unità militari Usa nel conflitto in IRaq, che hanno aprto il dbattito su che tipo di informazione indipendente possa essere quella di giornalisti che devono seguire come fossero militari le direttive dei comand di uno dei belligeranti, dando per forza una versione di parte, più ad uso della propoaganda, che in guerra diventa una delle armi più importanti. Comunque, da sempre "embedded" o meno la censura militare, fin dal primo conflitto mondiale in cui i media giocarono un ruolo fondamentale, filtra le notizie e autorizza la pubblicazione solo di quelle che non nuocciano alle proprie azioni belliche, questo sia in paesi retti da regmi dittatoriali come la Germania nazista o la Russia di Stalin che, in modo fortunatamente diverso e più soft, in paesi democratici come gli Usa e la Gran Bretagna, dove, però, già spontaneamente i giornalisti si sentirono parte attiva della guerra contro i regimi totalitari.

Adesso il nostro Paese è alle prese con la riforma del codice penale militare in tempo di guerra, resa necessaria dal sempre maggiore impegno italiano, sia pure in missioni di pace molte delle quali sotto l'egida Onu. Uno degli aspetti più spinosi sta diventando quello delle norme applicabili ai giornalisti circa la divulgazione di notizie legate all'impegno dei nostri militari all'estero in azioni che possiamo definire "parabelliche" e perciò a cui si applicheranno le norme del nuovo codice penale militare.

Il testo, che da ieri con l'approvazione di Palazzo Madama è operativo recita: diventano «operativi», cioè pienamente
negli articoli 72 e 73 del codice penale militare
italiano che viene punita «l'illecita
raccolta, pubblicazione e diffusione di notizie militari». Viene
punito con la reclusione militare, viene cioè affidato ad un carcere
militare, il giornalista che «procura notizie concernenti la forza,
la
preparazione o la difesa militare, la dislocazione o i movimenti
delle
forze armate, il loro stato sanitario, la disciplina e le operazioni
militari e, ogni altra notizia che, essendo stata negata, ha tuttavia
carattere riservato». Il giornalista che verrà accusato di questi
«reati» potrà essere condannato ad una pena variante tra i due e i
dieci anni di carcere, ovviamente militare. Se queste
notizie verranno «divulgate» la pena potrà essere raddoppiata e
arrivare fino a venti anni di carcere. Il minimo della condanna per
il
cronista che osa scrivere qualcosa che disturba è in questo caso di cinque anni. Serventi Longhi, Segretario Nazionale della Fnsi, il sindacato dei giornalisti, auspica che il testo sia modificato quando andrà alla Camera perché così come è scritto permetterebbe arresto e condanna anche di  giornalisti italiani preseni in Iraq che dovessero divulgare notizie riguardanti contingenti alleati.

Tutti ricordano il precedente degli anni '50 de "L'Armata s'agapò", il film scritto da Aristarco e Renzi, sceneggiatori di sinistra, che furono arrestati e tradotti in carcere militare su ordine della procura militare per vilipendio delle Forze Armate, iin quel caso quelle italiane che operarono in Grecia durante l'ultima guerra. Vennero tradotti in carcere per essere processati militare , ma subito liberati per la pressione dell'opinione pubblica, perché avevano prestato il servizio militare e quindi, pur congedati da anni, erano sempre militari. A volte il passato, ritorna, evidentemente.


















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venerdì, 19 novembre 2004

Il Ministro Pisanu ha ordinato l'arresto di Berlusconi

Il Ministro Pisanu noto per la sua moderazione ed equilibrio, ieri, in Parlamento ha dato comunicazione di aver impartito una disposizione molto chiara e decisa alle forze dell'ordine: in caso di "esproprio proletario" gli autori del reato devono essere, se "tecnicamente possibile", tratti in arresto. Negli ultimi episodi di supermercati presi d'assalto da No Global e seguaci di S.Precario, non era stato possibile arrestare gli espropriatori proletari perché essendo  mescolati tra la folla si sarebbe potuto creare troppo scompiglio e qualche rischio per i clienti degli stessi supermercati.

Quindi il Ministro è stato chiaro: se il Supermercato è vuoto e chiuso al pubblico si possono arrestare i ladri, ma questo, spero che avvenisse, già prima dei recenti episodi, perché se il supermercato è chiuso e vuoto si tratta di volgari ladri e non di espropri proletari in pieno giorno.

Comunque credo che questa prova di fermezza non sia inutile: l'arresto in flagranza quando è tecnicamente possibile si deve effettuare, sono d'accordo con Pisanu. Quindi mi chiedo perché la scorsa settimana quando il Presidente Silvio Berlusconi si è recato all'interno della caserma del Comando Generale della Guardia di Finanza, per incontrarsi con lo Stato Maggiore del Corpo, attorniato solo da finanzieri armati, non è stato arrestato. Eppure ha ammesso di aver evaso le tasse più volte, dovendo pagare un'aliquota Irpef superiore ad 1/3 dei suoi guadagni, eppure ha sostenuto di essere giustificato moralmente a fare questo trattandosi di leggittima difesa. Si tratta di una confessione di reato o comunque di una sua apologia. E' stato arrestato per questo? E' stato almeno denunciato? Trattandosi di reato in flagranza non avrebbe potuto essere arrestato anche se parlamentare e quindi titolare di immunità? L'immunità non esonera il pubblico ufficiale dalla denuncia e allora bisogna perseguire gli ufficiali della GdF per omissione di atti di ufficio.

Eppure il Ministro Pisanu, responsabile per quanto attiene l'ordine pubblico anche della Guardia di Finanza è stato chiaro: se possibile tecnicamente si deve effettuare l'arresto. Si dirà che parlava di espropri proletari fatti da estremisti di sinistra mentre qui si tratta di una delle più alte autorità dello Stato, un estremista di destra che fa espropri miliardari. Si, è vero ma che differenza c'è?

postato da tolli alle ore 12:13 | link | commenti (1)
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giovedì, 18 novembre 2004

I Tifosi dei Gestori Mobili

Ogni tanto su Zeus News tra i commentatori dei nostri articoli, appare un soggetto sociale nuovo: il tifoso del Gestore Mobile, si un tifoso di Tim oppure di 3, o di Vodafone, è più raro di Wind.Si, anche tra chi sceglie un gestore di telefonia fissa piuttosto che un altro o un Isp per l'Adsl c'è gente che, giustamente, difende le ragioni della sua scelta, come più fondata su convenienza ed efficienza ma, solo per i gestori mobili, si arriva al tifo, al tifo vero, sfegatato, appassionato, pregiudiziale e risentito quando si tocca l'oggetto del tifo.

In parte è un fatto normale, l'Italia è il Paese delle tifoserie, quelle che portano la gente ad ammazzarsi per la Juve o per il Toro, per la Reggina o per il Livorno, quello del CentroDestra contro il CentroSinistra, dei Cattolici contro i Laici, dei guelfi e dei Ghibellini, delle contrade, che è la ricchezza ed il limite del nostro Paese.

Quindi se sei della Tim, non puoi non amarla e non perché sei un dipendente, un rivenditore autorizzato, un manager o un dealer, ma semplicemente perché la Tim o la Vodafone sono la marca dell'oggetto con cui passi tutte le tue giornate, e anche le tue notti, con cui giochi, ti informi, fai l'amore e ti separi. Il telefonino è sempre più la vita degli italiani, non solo telefono ma memoria vivente, lettere e cartoline, auguri e comunicazioni di lavoro, macchina fotografica e calcolatrice, unico cordone ombelicale con il resto del mondo non tagliato.

Mentre non ti sogneresti mai di sviluppare un rapporto così viscerale con un rasoio, una lavatrice o un frigorifero, con il telefonino ed il suo gestore si crea un rapporto che è paragonabile solo a quello feticistico con l'automobile, oggetto del desiderio e del possesso degli italiani, ma con l'autombile che sfoggi, arredi, e mantieni,  però non parli e non ci dormi, non ci passeggi, non ci vai in bagno e sul lavoro.

Non compri un vestito, non vai in vacanza, rinunci a libri e cinema, ma non rinunci al telefonino e alla ricarica. Tra poco con l'Umts vedrai il mondo e lo farai vedere, vedrai anche la Tv e la farai Tu, navigherai in Internet .  Con il telefonino suoni la carica e dirigi un'orchestra. Tim o Vodafone, 3 oWind , diventano così Madri, amanti, compagne, di quelle che non ti tradiscono o che se anche ti tradiscono tu non le lasci perché le Ami e basta.

Non mi meraviglierei se tra poco sorgessero linee di intmo maschile e femminile,, Caffè e giornali, con i loghi dei gestori mobili e poi magari un partito: "Forza Telecom Italia Mobile" per esempio, con Marco de Benedetti, amministratore delegato di Tim, candidato Premier. Sembra impossibile e strano, anche per la Tv sembrava impossibile, eppure è successo.

postato da tolli alle ore 19:31 | link | commenti
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giovedì, 18 novembre 2004

Il Quarto Potere? Quello di Vespa

Lo Stato si basa su 3 Poteri: Legislativo, Esecutivo, Giudiziario, poi c'è il Quarto Potere in Italia, che non è la Stampa come nel celeberrimo film, nè la Tv ma è "Porta a Porta" di Vespa che li riassume tutti: infatti a Porta a Porta si svolgono i processi, si danno condanne o assoluzioni, si aprono indagini spesso prima della stessa magistratura, e poi si firmano contratti con gli italiani per le elezioni, si lanciano nuovi partiti e nuovi candidati a capo del Governo, si stringono alleanze e si approvano leggi. L'unico che non va a Porta a Porta è il Presidente della Repubblica, ma si sa che è una carica onorifica e non conta niente. A Porta a Porta spesso sindacati ed imprenditori stringono accordi, non è un potere laico distinto dalla Chiesa perché Vespa non è prete ma almeno una volta alla settimana parlano cardinali e qualche volta avviene un miracolo, una volta ha telefonato anche il Papa.

Vespa ha ottenuto dal Ministro Castelli che se mai verrà data la grazia a Sofri lo si farà a Porta a Porta con un cellulare che entra negli studio e scarica Sofri direttamente su una poltrona, se non accadrà Vespa andrà direttamente a in carcere per una puntata speciale di Porta a Porta. Nella prossima legislatura ci sarà un canale del digitale terrestre interamente dedicato a Porta a Porta, dove si faranno direttamente le riforme costituzionali. A questa Assemblea Costituente presieduta da Vespa parteciperanno anche Valeria Marini, Cecchi Gori ed Alba Parietti ma non si esclude la partecipazione di Bonolis e Vianello, se Pannella non sarà invitato a questa serie speciale, inizierà un digiuno.

Questa è L'Italia.

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mercoledì, 17 novembre 2004

Cronache dalla cyberscuola


Le maestre di Knoppix, la mia bambina di 10 anni, hanno vietato l'uso del Tamagotchi in classe. La sua continua richiesta di attenzioni ("sennò sta male, e può anche morire") distraeva gli alunni dalla loro attività scolastica.

Si è formato un comitato per la revoca di questa decisione, che ha presentato un documento scritto per un parziale ripristino del diritto al Tamagotchi.
Ma la piccola Knoppix ha presentato un contro-documento, in cui chiede che il provvedimento sia mantenuto. Il fatto che questo mini-giocattolo sia posseduto solo da una minoranza di bambini, sostiene Knoppix, crea esclusione per quelli i cui genitori non possono, o non vogliono, acquistarlo.
Durante la ricreazione si formano dei capannelli, al centro dei quali ci sono i fortunati possessori, mentre tutti gli altri stanno intorno tristi, in punta di piedi per cercare di vedere qualcosa.
I giocattoli dovrebbero unire i bambini (un po' come ha sempre fatto il caro vecchio pallone), non dividerli. Così conclude il documento, cui segue una lista (stranamente nutrita) di piccoli firmatari.

Io non sapevo se avevo fatto bene a negare a mia figlia il giochino tanto agognato e richiesto con preghiere e lacrime. Avevo, appunto, paura di fare di mia figlia una cyberfighetta snob, come avevo visto fare ad alcuni suoi amici. Ora so che ho fatto bene.

Per la coraggiosa e sensibile Knoppix, un premio: un bel Tamagotchi. Vietato portarlo a scuola, però.

Liver, e l'orgoglio di essere papà

postato da liver alle ore 10:21 | link | commenti (1)
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mercoledì, 17 novembre 2004

Non possono dire che non ho tagliato.....

Lettera di Silvio Berlusconi agli Elettori in occasione delle Elezioni Regionali del 2005(stampata in quaranta milioni di copie ed inviata a tutti gli italiani via Sms, e-mail e piccioni viaggiatori).

Caro Amico,

Come sai da tempo, la propaganda comunista sostiene che io sia un Bugiardo perché non avrei mantenuto la promessa di tagliare le tasse. Sarebbe facile replicare che loro avevano promesso di non essere più comunisti e lo sono ancora in segreto, ma non voglio scendere sul loro terreno. Potrei anche ricordare che se non  ho potuto tagliare le tasse la colpa è solo loro, del loro malgoverno di cinquant'anni di regime comunista in Italia, perché mi hanno voluto fare l'opposizione, e la colpa è anche un po' dei miei alleati, Fini e Follini, che, però,  voglio perdonare perché non sono comunisti. La colpa è anche un po' di quel comunista di Luca di Montezemolo ma lo perdono perché è un imprenditore come me.Infine abbiamo dovuto combattere contro il terrorismo internazionale e la colpa è di Ben Laden se non abbiamo potuto tagliare le tasse.

Vorrei, però, cogliere l'occasione per ricordarti quante cose il mio Governo ha tagliato, ugualmente, anche se non abbiamo tagliato le tasse:

1) Abbiamo tagliato il potere di acquisto dei salari di almeno il 30%

2) Abbiamo tagliato 14.000 posti di lavoro nella scuola

3) Abbiamo tagliato i fondi per gli Enti Locali

4) Abbiamo tagliato i trasferimenti alle imprese

5) Abbiamo tagliato la spesa previdenziale

6) Abbiamo tagliato un bel pezzo di Costituzione, soprattutto, i poteri del Parlamento.

7) Abbiamo tagliato i programmi televisivi di Baudo, Biagi, Santoro, Luttazzi, Paolo Handel, Sabina Guzzanti, Paolo Bonolis,le annunciatrici che erano diventate vecchie ed il contratto da direttore del Tg5 di Mentana

8) Abbiamo tagliato i rapporti con i nostri alleati europei, Francia e Germania innanzitutto.

9) Abbiamo tagliato la corda, io e Previti, con cui volevano impiccarci i soliti giudici comunisti.

10) Abbiamo tagliato un po' di ciccia con un'operazione ben riuscita, un po' di anni con

il lifting e, dopo il trapianto di capelli, potremo tagliarli di pìù di prima.

E poi, soprattutto, non è vero che non abbiamo ridotto la pressione fiscale: abbiamo fatto 2-3 condoni fiscali, di cui uno tombale, 1 condono previdenziale, 1 edilizio, pensa cosa sarebbe successo a queste persone, che non hanno mai pagato le tasse, se avessero dovuto pagarle.

Infine, durante il mio Governo si sono tagliate di nuovo le gonne con il ritorno della minigonna, come non succedeva da anni, e le magliette per farti vedere l'ombelico. Quindi, almeno, ti sei lustrato un po' gli occhi, no?

Dunque, non hai scelta migliore: Vota ancora per me,

tuo Silvio.

postato da tolli alle ore 01:42 | link | commenti
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