Quelli di Zeus

Il blog dei tipi di Zeus News
lunedì, 28 febbraio 2005

Quei Liberal non troppo Liberali, sponsorizzati da Microsoft

 Il periodico di destra Liberal(www.liberalfondazione.it ) il 3-4 Marzo celebra con un grande Convegno il decennale della sua fondazione. La rivista è nata per volontà di  Nando Adornato, già direttore di settimali dei giovani comunisti da ragazzo, ed oggi Presidente per Forza Italia della Commissione Cultura della Camera, in pratica, colui che aveva promesso la modifica delle parti più negative della Legge Urbani, che criminalizza il P2P e  che poi si è dimenticato di mantenere la promessa.

Liberal per Adornato significa "liberale", "liberista", non "Liberal" in senso americano ed anglosassone, cioè democratico progressista, un travisamento della parola tutto provinciale ed italiano.

Il Convegno sarà concluso da Silvio Berlusconi, un politico che è tutto tranne che liberale: monopolista nel campo delle Tv, capace di cacciare i giornalisti scomodi dalla Rai, poco rispettoso della distinzione tra politica e potere giudiziario, fondamento del liberalismo politico.

Ma non solo: il Congresso è sponsorizzato da Microsoft e vede tra i suoi realatori Umberto Paolucci, Ceo di Microsoft Italia e top manager della multinazionale. Quanto sia poco Liberal Microsoft lo dimostrano le condanne Antitrust ricevute negli Usa, patria del capitalismo e da Mario Monti, uomo di destra, nominato proprio da Berlusconi all'Antitrust europeo.

Tra gli altri relatori figura l'immarcescibile Pellegrino Capaldo, insieme a Cesare Gerozi, uomo forte di Capitalia, che, tra le partecipazioni al mai tramontato monopolio di fatto di Telecom Italia, i veti all'ingresso di banche straniere in ruoli di maggioranza nelle banche italiane, le vicende poco belle di Parmalat e dei bond argentini, tuttora motivo di dolore per centinaia di migliaia di famiglie italiane, non è proprio il massimo del liberalismo.

Più che Liberal è un "Ah Liberaliiiiii", molto romano, un po' vaticano, un liberalismo straccione, per cui "quello che è mio è mio, quello degli altri è in società".

  Eì  l'Italia, e non ci puoi fare niente, Bellezza!

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lunedì, 28 febbraio 2005

Uno Smartphone Linux

 

Qtopia Overview

Qtopia Phone Edition

Qtopia PDA Edition

Qtopia is Trolltech's comprehensive application platform for embedded Linux based PDAs, mobile phones, web pads, and other mobile computing devices.

The Qtopia product line is designed to provide and create graphical user interfaces for Linux based consumer electronics devices.

Qtopia Editions

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domenica, 27 febbraio 2005

Io, Pinco Pallino, la Francia e l'Italia

 L'altro giorno io ed il nostro affezionato lettore PincoPallino ci siamo presi per i capelli(via e-mail). PincoPallino metteva quasi in dubbio che le chiamate a servizi come il 12, il 412 di Telecom Italia ma anche  dei suoi concorrrenti potessero arrivare a diverse centinaia di migliaia di chiamate al giorno, come al solito mi chiedeva le "Fonti" .

Poi ci ho ripensato ed ho capito il motivo dell'incredulità di PincoPallino, puntiglioso accademico molto colto: Lui vive in Francia dove da più di un quindicennio i servizi di informazione telefonica sono stati sostituiti per l'Elenco abbonati dal Minitel, l'equivalente francese del nostro Videotel, il servizio di videotext con cui France Telecom, molto prima dell'avvento di Internet, ha sostituito in milioni di case l'Elenco Telefonico cartaceo, rendendo anche inutile la consultazione di servizi telefonici come 12 e 412. In Italia non è andata così e i servizi di informazione telefonica, soprattutto, con il boom della telefonia mobile, molto italiano, hanno continua a veder crescere le loro chiamate .

Ecco: il mondo è molto diverso a seconda del punto di vista, cioè del luogo dove si vive e da cui lo si guarda.

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categorie: telco
domenica, 27 febbraio 2005

Pinocchio e il Paese dei Balocchi

Prima ha detto a Savino Pezzotta, segretario Generale della cisl, che ha sempre cercato il dialogo con il Gverno, che gli diceva  che non si poteva essere ottimisti visti i tanti cassintegrati che incontra, di cambiare frequentazioni e vedere delle ragazze.

Poi ha ripreso il Presidente della Repubblica Ciampi che si era detto preoccupato del declino industriale ed aveva chiesto al paese di reagire, un Presidente che ha sempre invitato al dialogo, che non è vero che ci sia il declino, anzi c'è già la ripresa.

Sembra Pinocchio nel paese dei balocchi, un vero italiano, che respinge il dialogo e i dialoganti, perché ilpaese in cui viviamo non è mai stato così ricco.

Invece è Berlusconi, il Presidente del consiglio.

Povera Patria!

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sabato, 26 febbraio 2005

Lo Sciopero del 12 e il comportamento antisindacale di Telecom Italia

 Il 28 Febbraio, per l'intero turno di lavoro, i lavoratori del 12/412 di Telecom Italia sciopereranno contro un peggioramento unilaterale degli orari di lavoro di questo reparto.

Quasi nessuno lo sa: l'ufficio Stampa di Telecom Italia, in genere, molto solerte a dare informazioni su novità e servizi di Telecom si guarda bene dall'informare i giornali e la Tv, eppure questo sarebbe un obbligo preciso, previsto dalla stessa legge sul diritto di sciopero nei servizi pubblici, che impone alle aziende di informare l'utenza attraverso stampa e Tv, invece non c'è niente neanche sui siti web del 412 e di Telecom Italia.

C'è poi la questione dei minimi di servizio: in caso di sciopero per l'intera giornata di lavoro, il 15% del personale deve rimanere in servizio e non può fare sciopero. Questo è stato deciso dalla Commissione di Garanzia, circa una quindicina di anni fa, ma dovrebbe valere solo per il 12 mentre chi risponderà al 12 dovrà rispondere anche al 412, per cui il minimo di servizio non varrebbe, un servizio nato qualche anno fa, ma, tecnicamente, non è possibile  per l'operatore, rispondere solo al servizio 12 e questo è un primo fatto discutibile di stampo antisindacale.

Vi sono poi dei fatti nuovi, che quindici anni fa, quando fu approvata la norma, non esistevano:

a) allora non esisteva un servizio automatico di risposta al 12 , senza operatore, oggi si.

b) allora, quindici anni fa, non esisteva Internet mentre oggi si e milioni di persone oggi consultano Pagine Bianche.it, Pagine Gialle.it, Info412.it e decine di altri siti del genere, accessibili anche via Sms, Wap, Gprs, Umts, iMode da telefonino.

c) allora,  , non esistevano servizi in concorrenza con il 12 di Telecom Italia come l'892424 di Pagine Gialle, il 412 di Tim, il 412 di Vodafone, il 412 di Wind, il Video412 di 3, tutti servizi in concorrenza con il 12 di Telecom Italia, che ogni giorno ricevono, complessivamente, centinaia di  migliaia di chiamate.

d) soprattutto allpra Telecom Italia non aveva sostenuto ancora, davanti all'Authority per le Comunicazioni, per ottenere l'aumento della tariffa del 12 fino a 2,08 Euro, alla risposta, che il servizio non aveva più le caratteristiche di servizio pubblico universale. Non si capisce perché il servizio non è più pubblico ed universale per aumentare le tariffe, mentre lo è ancora per prevedere una parte di lavoratori che non possono più scioperare.

Fino ad 1 anno fa, almeno, i lavoratori chiamati a rispettare i turni di garanzia, potevano scioperare il giorno dopo, ora, nemmeno più questo.

Non è forse una condotta al limite dell'antisindacale?

postato da tolli alle ore 23:41 | link | commenti
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sabato, 26 febbraio 2005

Ricordo di Peter Benenson, fondatore di Amnesty International

 E' scomparso Peter Benenson, fondatore di Amnesty International, www.amnesty.it l'organizzazione che in tutto il mondo, sotto tutti i regimi politici, si batte contro la pena di morte, contro la tortura, contro chi viene detenuto per motivi di opinione, purché non abbia commesso atti di violenza.

Amnesty si è battuta per la libertà nei Paesi dell'Est quando chi lo faceva  veniva accusato di anticomunismo e contro i regimi della tortura di Stato  in America Latina,quando chi lo faceva era accusato di comunismo, ha denunciato negli anni 70 in Italia episodi di tortura nei confronti di peersone detenute con l'accusa di terrorismo ed ha documentato le violazioni dei diritti umani, sotto il G8. Sempre  ha basato la sua attività sull'autofinanziamento, sul volontariato delle lettere inviate ai Governi per chiedere la liberazione dei detenuti per motivi di coscienza, politici, sindacali, religiosi, sul principio che ha raccogliere informazioni su un Paese debba essere una sezione di Amnesty di un altro, per evitare condizionamenti e rimanere indipendenti dalla politica.

La linea di azione di Amnesty, che ormai dalla fine degli anni '60, guida questa che è stata una delle prime associazioni Ong, non governative, è stata inventata proprio da Peter Benenson, un avvocato inglese, che decise che doveva fare qualcosa per tutelare la libertà di opinione nel mondo quando seppe che, in Portogallo, allora dominato dalla dittatura di Salazar, degli studenti erano stati arrestati per aver brindato alla libertà e non c'era niente che Benenson amasse di più, gli ho sentito dire, che il vino e la libertà.

Quando l'ho conosciuto, non  era già  più Presidente di Amnesty International  ed aveva grande rispetto per la  libertà dell'associazione che aveva fatto nascere, non voleva intromettersi nella sua vita, e raccontava tutto con grande dolcezza, grande ironia, in un discreto italiano che aveva imparato in tante estati passate sul Lago d'Orta, così amato dagli inglesi. Lo ricordo così, vestito molto all'inglese casual, con la sua inseparabile moglie che guardava con grande tenerezza, già insignito del Premio Nobel ma pronto a lanciarsi in nuove avventure come quella di "Nevermore", i villaggi della Pace che voleva realizzare verso l'inizio degli anni '80 nel Terzo Mondo.

Peter Benenson, un Grande, speriamo di conoscerne altri di uomini così: umili, veri, generosi, liberi, il Mondo ne ha bisogno.

postato da tolli alle ore 22:59 | link | commenti
categorie: politics
venerdì, 25 febbraio 2005

La condanna per Previti sia il ribrezzo degli italiani

 Cesare Previti la scamperà alle condanne che merita, condanne per corruzione guidiziaria, nonostante si fosse fatto scudo in tutti i modi dell'immunità giudiziaria, che gli sono state già inflitte in primo grao, che non riguarda solo vicende Mediaset, per le quali gli aficionados di Berlusconi e i sostenitori della tesi dei giudici di sinistra con i loro complotti hanno già assolto d'ufficio Previti, ma lo scandalo Imi-Sir dei fratelli Rovelli. Si tratta di uno scandalo, quello Imi-Sir che dissestò la chimica italiana negli anni '70, una specia di  scandalo Parmalat dell'epoca, allora Previti non faceva politica, non conosceva nemmeno ancora Berlusconi, Forza Italia non esisteva e Previti era solo un avvocato spregiudicato, che aiutò i Rovelli a imboscarsi i soldi  all'estero e se ne prese una parte, anche corrompendo i giudici.

Previti, grazie alle "legge salva-Previti la scamperà, perché, nonostante An e Udc abbiano cercato in passato di evitare queste schifezze, Berlusconi gli deve troppo e, forse, Previti sa troppo di Berlusconi.

A questo punto l'unica condanna per Previti potrà essere solo il ribrezzo degli italiani: ovunque si faccia vedere, allo stadio come per strada, in tribunale o in parlamento, gli italiani, senza parole, senza fischi, ma solo con l'espressione del viso dovranno fargli capire quanto fa schifo Previti. Lo dovrà vedere dallo sguardo degli italiani, privo di odio ma pieno di ribrezzo, dal loro non rivolgergli mai la parola, stringergli la mano, solo anche salutarlo che agli italiani uno come Previti fa schifo.

Dovrà sentirsi straniero nella sua Patria, accompagnato solo da una silenziosa smorfia di ribrezzo a significargli un indispensabile ostracismo morale.

Neanche 1.000 Girotondi varrebbero più di questo ribrezzo e anche un miliardario non vive bene sentendosi addosso il ribrezzo di milioni di italiani onesti.

postato da tolli alle ore 23:48 | link | commenti
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giovedì, 24 febbraio 2005

Il CentroSinistra secondo Riccardo Orioles

 Dalla Catena di San Libero di Riccardo Orioles:

E finalmente si torna a parlare di centro-sinistra. Stranamente, a
parlarne e' Bertinotti, non esplicitamente ma evocando ("Vogliamo un
ministero per l'Economia e il Piano") il centro- sinistra vero, quello
degli anni Sessanta. Nenni, Lombardi, Moro, La Malfa - i keynesiani.
L'unico riformismo vero della nostra storia, l'unico a non essere
carota di qualche bastone. Duro' pochissimi anni (la destra minaccio'
un golpe, col generale De Lorenzo, e subito le riforme calarono la
cresta) ma furono gli anni, o i mesi, in cui davvero venne al nodo
qualcosa.

Fino a quel momento, i riformisti (facciamo finta di essere ancora fra
gente seria, e dunque di poter usare questa parola seriamente) avevano
governato l'Italia, e neanche tutta, solo per brevissimi momenti.
Pertini in piedi sul camion dei partigiani, in quella primavera.
Lombardi prefetto di Milano. Parri, Santhia', Di Vittorio, Olivetti:
buona parte operai o ingegneri, legati alla fabbrica comunque, a quel
poco di macchina che s'intravvedeva dietro gli spagnoleggianti
industriali (il "senatore" Agnelli, il "conte" Augusta, ecc.) di
quell'Italia agricola e franchista, profondamente pre-europea.

L'Italia era confine, a quei tempi, aveva appena perso una guerra.
Nessun politico serio riusciva a immaginare qualcosa che non fosse la
sopravvivenza immediata del paese. Nessuno pensava di poter tirare la
corda piu' di tanto. Da potenza a potenza, il Partito Communista e
l'Italia Cattolica trattarono cosi' (da un lato l'unione dei poveri,
dall'altro l'antichissimo notabilato civile) i confini reciproci,
smussando gli spigoli, riconoscendosi a vicenda. Sovente ai due lati
del tavolo c'erano compagni di classe, lettori dello stesso Croce.

* * *

Di riforme, in un mondo cosi' (di quelle che cambiano  tutto, non quelle
concesse per tener buoni), non se ne parlava nemmeno. S'incunearono
tuttavia, dagli angoli opposti del sistema, delle articolazioni di
riforma, dei flussi per lo piu' senza nome, ma che nel loro complesso
erano Europa.

In Emilia, ad esempio, nella fierissima regione "rossa", si sviluppo'
una societa' terza, non capitalista e non sovietica, basata sui piccoli
contadini e sul credito collettivo. Il "sommerso", che due generazioni
dopo porto' alla deculturizzazione del Veneto, la' e allora funziono'
veramente, tenendo le radici civili. Tortellini, operai, Maranello,
maiali, coop, bandiere rosse, Rimini, Peppone... Tutto cio' funziono'
benissimo tutt'insieme, fece l'unica socialdemocazia vera di quegli
anni e dette un modello concreto alla sinistra. Che pero', per
particulare storico, non poteva governare. E dunque trasformava i
modelli, in mancanza di meglio, in miti innocui e trascendenti. Ma
questo comunque fu uno dei riformismi che poi - per vie traverse -
portarono a quel primo centro-sinistra.

Un altro fu l'Ingegnere. Un ingegnere vero, allora gli ingegneri erano
pochi e difficili da imitare. La Olivetti di Adriano Olivetti non era
una "bolla", non aveva nulla a che fare con le quotazioni in borsa e le
altre odierne truffaldinerie. Era semplicemente tecnologia, antica,
solida e buona tecnologia italiana. E certo da questa tecnologia,
essendo tecnologia e non truffa, non poteva non germogliare della
politica. Non forzitalie, non lobby, non imbonimenti, ma l'Idea -
assolutamente utopistica: ma quanto europea - di sposare citta' e
fabbrica, di dare una filosofia industriale ai cittadini.

Disgressione: quando la Romania si ribello' e lascio' quel gran buco
tondo nella bandiera, il buco conteneva non tanto la stella rossa
communista, quanto i piloni-dighe-fabbriche-cantieri che erano il vero
oggetto della ribellione e del buco, quelli che la gente sentiva ormai
nemici - e che tuttora, all'est e all'ovest, continuano a Produrre e a
opprimere alla faccia del buco.

Ecco: la Fabbrica di Olivetti era un'altra cosa. Era una fabbrica
aristotelica, immersa serenamente nel verde, e non conteneva
consumatori-prolet, ma cittadini. Di essa ho sentito parlare ancora,
dieci anni fa, nel buco del meridione, a Matera, da vecchissimi
"riformatori" lucani. Parlavano di Olivetti (dei progetti Olivetti,
della Comunita' Olivetti, delle edizioni Olivetti: che erano arrivati
fin laggiu', dio sa come) con la stessa venerazione e nostalgia che per
Rocco Scotellaro.

* * *

I communisti, dunque, che nella realta' si assoggettarono invece alla
cogestione: e gl'industriali d'industria, che nell'Italia reale furono
invece i pescicani fnanziati per vie traverse (vedi Fiat) dallo stato.
E chi altri c'era, in questo riformismo mitologico, in questo
centro-sinistra possibile, che nacque, vagi' e fu strangolato?

C'era l'Italia-nazione, l'Italia con la sua bandiera. L'Italia che se
ne andava in giro per il mondo a parlare con i guerriglieri, i ribelli
e i movimenti di liberazione. Non gli portava volantini e promesse ma
contratti regolarmente firmati. "Vi diamo soldi qui, subito, anche per
fare la rivoluzione se volete. Domani, quando sarete liberi, ci
venderete il vostro petrolio". Quello che andava in giro a dire queste
cose (ai rivoluzionari algerini, agli africani, agli iraniani che
volevano la democrazia) si chiamava Enrico Mattei ed era un gran
mascalzone, un nemico delle societa' petrolifere e, nel '43 in
Valdossola, un comandante partigiano. Gli americani lo ammazzarono per
tramite della mafia, e poi fecero fuori gli iraniani democratici e, un
po' di tempo dopo, assunsero al loro servizio Saddam e Bin Laden. Con
Enrico Mattei, e col suo tipo d'Italia, questi due semplicemente non
sarebbero mai esistiti.

* * *

Bene. In tutto questo, se volessimo fare i centrosinistri veramente,
c'e' gia' la politica interna e estera di un buon paese. Altro che non
ritirarsi dall'Iraq, se ci fosse ancora Enrico Mattei. Altro che
corteggiare la confindustria, se ci fosse ancora Olivetti. Altro che
fare inciuci e invocare Craxi, se ci fosse ancora Di Vittorio. E Nenni,
Lombardi, Moro, l'Enel, l'Eni, la Rai... Tutti dimenticati e traditi, o
privatizzati o fatti fuori o, quelli che ancora esistono, in via di
privatizzazione. Il centro-sinistra vero, a quei tempi, non
privatizzava ma - con orrore della confindustria e del Corriere -
nazionalizzava. Vediamo che cosa fara' il prossimo, se arriva a sedersi
su quella poltrona.

 ricardoorioles@libero.it

Riccardo Orioles 

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mercoledì, 23 febbraio 2005

Carriera di una Guardia Padana/2

 Per mesi Berlusconi ci ha parlato dei comunisti cattivi, An dei partigiani titini che infoibavano gli italiani,  poi una ex Guardia Padana uccide per strada 2 poliziotti ed una donna e si scopre che collaborava con An e i suoi parlamentari per scrivere una legge sui detective(detective?)privati.

Berlusconi non dice niente, ma qui di rosso c'è solo il sangue di due ragazzi morti sull'asfalto, servivano lo Stato per pochi euro,, e non scrivevano leggi, peggio per loro! 

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categorie: politics
mercoledì, 23 febbraio 2005

Don't Tell Me

postato da DontTellMe alle ore 10:48 | link | commenti
categorie: mondo internet
mercoledì, 23 febbraio 2005

Carriera di una Guardia Padana

  A vent'anni sei una Guardia Padana e vai i giro con la camicia verde, il fazzoletto verde, una croce celtica sul cappello, sogni la Padania, fai delle fiaccolate per mandare via i viados, chiudere le moschee, mandare in galera i No Global che son tutti dei delinquenti.

A trent'anni non sei più una Guardia Padana  e ti avvicini ad An, ma in compenso uccidi una prostituta e fai fuori due poliziotti come fossero bestie.

 Sono cose che succedono, in Padania, naturalmente!

postato da tolli alle ore 00:44 | link | commenti (2)
categorie: politics
martedì, 22 febbraio 2005

Dalle 01 di Venerdì 25 Febbraio di nuovo in vendita gli U2

 Dal primo minuto di Venerdì 25 Febbraio si riapriranno le vendite  on line dei  biglietti per la seconda data milanese del Concerto degli U2 sul sito www.ticketone.it e ai servizi 412 e 892412 di Telecom Italia, dopo che l'altra data di Milano e il concerto di Roma erano andati esauriti in poche ore la scorsa settimana.
postato da tolli alle ore 18:35 | link | commenti (1)
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martedì, 22 febbraio 2005

Il Senso Religioso

 Si è spento Don Luigi Giussani, sacerdote e fondatore del movimento di Comunione e Liberazione, nei prossimi giorni si parlerà molto più che di Don Giussani(il Gius come lo chiamano i ciellini) del movimento e delle sue implicazioni politiche da Formigoni a Buttiglione che c'enttrano abbastanza poco con Don Giussani che è stato soprattutto un educatore alla Fede, un teologo o megluio un catechista che cerca di esprimere con chiarezza e con un linguaggio intellegibile ed emotivamente affascinante cosa sia quel Mistero che è il Cristianesimo.

Il suo piccolo e prezioso libriccino Il senso religioso(www.sensoreligioso.it ) rimarrà come un testo importante della divulgazione della Fede, il resto è politica e in questo caso c'entra poco e passerà sicuramente.

postato da tolli alle ore 13:24 | link | commenti (6)
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lunedì, 21 febbraio 2005

Il Videofonino e lo Stato sono io.....

  Marcello è un ragazzino di 18 anni, come molti ragazzini è dotato di un videofonino, con il quale si diverte a fare riprese e a mandarle a destra e sinistra e ha scommesso con i suoi amici che avrebbe videotelefonato loro le riprese della ragazza che abita vicino casa sua, una ventenne prosperosa che, dalla Pasqua a Settembre, spesso e volentieri prende il sole, tette al vento e perizoma, nel giardino della sua  villa appena riparata da  unagrande siepe che la copre dagli sguardi della casa.

Questa volta le grandi tette di Marisa, così facciamo finta che si chiami la ragazza, finiranno sul videofonino di tanti ragazzi amici di Marcello e poi verranno nseite in un sito per videofonini e da lì sulla Rete finché Andrea, il moroso della ragazza, non le vedrà nel sito di un amico con tanto di firma di Marcello. Andrea si incavolerà molto per questo, ne parlerà con la sua ragazza, fotografata come una velina, che farà finta di indignarsi ma in realtà ne sarà molto felice, e Lei ne parlerà con suo padre, che ne parlerà con un amico legale di quelle foto rubate dalla siepe e l'amico legale gli consiglierà di abbozzare e di dire a sua figlia di usare il pezzo di sopra, che dal punto di vista legale al massimo si può chiedere di ritirare le foto ma la causa per violazione della privacy, per ottenere un risarcimento, non è una cosa semplice.

Giorgio, amico di Andrea, decide di imitare Marcello e si mette a videotelefonare anche lui le grazie del topless della sua vicina, che sta con un tipo grande e grosso, ma è proprio una bella ragazza e se lui ti becca che videotelefoni, dietro la siepe, un bel po' di cazzotti non te li toglie nessuno. Giorgio è cintura nera di karate per cui non ha paura del ragazzo della tipa che ha tutta l'aria di essere un gorilla.

Il problema è che il moroso della tipa in topless che Giorgio ha videotelefonato un po' in giro è veramente un gorilla, un gorilla di Silvio Berlusconi, che ha fatto dichiarare la casa delle sue guardie del corpo coperta da segreto di stato. Il gorilla non si è neanche sporcato le mani con Giorgio ma lo ha detto alla Digos che ha arrestato Giorgio per violazione del segreto di stato, cioè non tanto le tette della tipa ma le sedie a sdraio e i tavolini che si vedono nelle riprese, e adesso Giorgio è in attesa di giudizio, teoricamente potrebbe beccarsi diversi anni di carcere, la Digos gli ha chiesto anche se conosce o frequenta persone di religione  mussulmana, ma il suo avvocato lo rassicura che ,al massimo, se la caverà con una forte multa di qualche migliaio di euro e magari qualche mese con la condizionale.

Questo è uno degli effetti più probabili della decisione di Silvio Berlusconi di coprire con il segreto di stato le proprie abitazioni, quelle dei suoi familiari e collaboratori.

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sabato, 19 febbraio 2005

Mons. Del Monte e il popolo di Giuliana

 Sabato 19 Febbraio 2005 sarà ricordata per sempre come il giorno per Giuliana, in cui 500.000 persone  hanno sfilato a Roma per chiedere la pace in Iraq, che significa anche la fine dell'occupazione da parte delle truppe straniere, e soprattutto, nell'immediato, la liberazione della giornalista del Manifesto Giuliana Sgrena.

Mi ricorderò sempre anche questa giornata perché è la giornata in cui Novara dà l'addio al suo Vescovo emerito( ciò ex perché lo è stato per 18 anni fibo al 1990) Mons. Aldo Del Monte.

Lo ricorderò sempre con grande gratitudine questo prete e vescovo: per la cordialità e semplicità con cui trattava con tutti, per il grande senso paterno con cui ti faceva sentire accolto, stimato, amato, perchè prediligeva soprattutto i giovani, perché ha cercato di rendere la Chiesa Novarese più fedele possibile al Concilio Vaticano II cioè vicina ai poveri, ai lavoratori, ai problemi della giustizia sociale in Italia e nel Mondo.

Che legame c'è tra Mons. Del Monte ed il popolo della pace che sfila per Giuliana? Mons. Del Monte che, giovane prete, aveva partecipato alla Resistenza, con grave rischio personale, aveva preso parte alla campagna di Russia, a fianco di Don Gnocchi, come cappellano degli Alpini e aveva visto morire a centinaia i suoi ragazzi, nel mezzo di una grande tragedia, lui stesso  quasi assiderato e ferito gravemente, da avere tante schegge in corpo che negli aeroporti faceva suonare i metal detectors. Mons. Del Monte non smetteva mai di dire a tutti che la Guerra era sbagliata, che la Guerra era inutile, che la Guerra non si doveva fare mai e per nessun motivo, che la Guerra era un male per l'uomo, che la Guerra, soprattutto, era uno dei peccati più gravi, perché la Guerra era contro Dio, che lui sapeva cos'era la Guerra e chiedeva a noi giovani di battersi sempre e comunque contro la Guerra.

Sarebbe grave se scomparendo la generazione che come Mons. Del Monte la guerra l'ha vista, l'ha sofferta, l'ha fatta, nella sua Verità di morte, dolore e distruzione materiale e morale, e ha voluto testimoniare sempre questa Verità noi cominciassimo a credere che poi la Guerra, in fondo,  sia una cosa normale.

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sabato, 19 febbraio 2005

L'anticomunismo immaginario di Berlusconi e i suoi seguaci

 Non sono mai stato comunista, quando esisteva il Pci ritenevo che dovesse accelerare la sua trasformazione in quello che in grossa parte era già, cioè un partito laburista di tipo anglosassone o socialdemocratico alla tedesca, mi sembrava che non facesse abbastanza per recidere i legami ideologici ed anche pratici con l'Urss, e mi andava bene perfino Craxi quando chedeva al Pci di rompere definitivamente con l'ideologia comunista che su punti come il centralismo democratico nella vita del Partito, una concezione eccessivamente statalista nell'economia e nella cultura permeava anche troppo certa teoria e prassi del comunismo anche berlingueriano, che veniva definito "eurocomunismo" ma non era ancora socialdemocrazia. Senza questa rottura con il comunismo l'alternanza democratica in Italia non sarebbe mai avvenuta e la Dc e le forze moderate sarebbero state condannate a governare per chissà quanti anni.

Di che cosa, di che anni sto parlando? Degli anni '90, anzi del 1989 quando Occhetto , appena dopo di Gorbaciov, cambiò il nome al partito, considerò fallimentare l'esperienza del comunismo internazionale sul piano della libertà ma anche della giustizia sociale, fece entrare i Ds nell'Internazionale Socialista, gli fece accettare il sistema elettorale maggioritario, nei Ds entrarono poi socialisti come Spini e Benvenuto e tanti altri, cristiano-sociali come Gorrieri e Carniti, repubblicani come Bogi e Battaglia, scelsero ed appoggiarono un ex dc come Prodi per governare l'Italia, governarono l'Italia privatizzando molte aziende, tenendo una rigorosa politica di bilancio, eleggendo un repubblicano come Ciampi a capo dello Stato, rispettando il Concordato, varando una legge per la scuola privata ed un'altra per flessibilizzare il mercato del lavoro. Non solo D'Alema cercò di riformare le regole costituzionali con il CentroDestra ma il CentroDestra abbandonò la commissione bicamerale per le Riforme, tenne un vertice insieme al Presidente Clinton e al Presidente brasiliano Cardoso, più moderato dell'attuale Lula che lo ha battuto, si scontrò con Cofferati, leader della Cgil, partecipò ad una guerra insieme all'Urss contro la Serbia del comunista Milosevic, rese autonomi i Carabinieri dall'Esercito.

Non solo, D'Alema, perse le elezioni regionali nel 2000, passò la mano ad un ex socialista come Amato, che era stato Presidente di governi che i Ds avevano avversato, e poi passò la mano il CentroSinistra stesso, che perse le elezioni e fu sostituito da Berlusconi, mentre nei Paesi comunisti non è mai capitato che un governo venisse sostituito da un altro con elezioni democratiche.

Ora, alla sinistra del Pci c'è un piccolo partito comunista detto Rifondazione, che nella scorsa legislatura si è opposto a Prodi e a D'Alema, e che nel prossimo Congresso abiurerà il dogma marxista della "lotta di classe" perché affermerà, solennemente, che gli unici dogma sono la pace e la non violenza.

Nonostante, questo Berlusconi continua a parlare in ogni occasione del comunismo, dei suoi orrori, che sono scomparsi quasi dappertutto tranne in Corea del Nord(dove più che il comunismo c'è una dittatura personale orientale), della necessità di battere i comunisti, etc che sono, ormai, solo diversivi per non dirci come vuole rilanciare le industrie, contenere il carovita, ridurre la precarizzazione del lavoro.

Che Berlusconi abbia interesse a parlare anche del sesso degli angeli e ad inventarsi inultili ed ssurde crociate anticomuniste, posso capirlo, ma che tanta gente, tra cui qualche lettore di questo Blog, ci creda e ripeta queste cazzate come se fossero Vangelo , mi sembra una cosa incredibile ma, invece, l'Italia è anche questa cosa qua.

postato da tolli alle ore 23:37 | link | commenti
categorie: politics
sabato, 19 febbraio 2005

Le solite contraddizioni aziendali

 Ho partecipato ad una delle solite Convention aziendali di info12 o Directory Assistance di Telecom Italia, come si chiama oggi: la Convention è stata perfetta, gradevole, non troppa lunga e molto interessante, con un clima simpatico e familiare, in un albergo di prestigio e comodamente vicino alla Stazione , anche il buffet non era male.

Tutti i relatori hanno ribadito che rispetto alle sfide aziendali il vero asset che distingue da Telecom Italia dai suoi concorrenti attuali e potenziali è la professionalità degli operatori, la loro cortesia e competenza, è l'operatore il fattore strategico che farà la differenza in un mercato completamente deregolamentato.

Sono perfettamente d'accordo con queste analisi, il problema è che quando sono tornato nel Call Center gli operatori erano incazzati più che mai per la nuova turnistica degli orari, per la loro tipologia, per i grandi disagi che produrrà nella loro vita quotidiana di padri, madri, mariti, mogli, a cui  l'Azienda sembra prestare ben poca attenzione. Come potranno essere motivati e partecipi delle stategie aziendali persone così scontente e frustrate, che soddisfazione potranno dare ai loro clienti delle persone così insoddisfatte?

Per questo il 28 Febbraio faranno uno sciopero di 8 ore, non sono mai stati così lontani azienda e operatori, negli ultimi anni, e nessuno mi venga a dire che questo è il cambiamento, che c'è sempre un prezzo da pagare, lo faccia solo allegando il suo Unico al commento  , si vedrà chiaramente che non prende lo stipendio di questi operatori.

postato da tolli alle ore 14:20 | link | commenti (4)
categorie: personal, telco
venerdì, 18 febbraio 2005

 

Liberiamo la pace

sabato 19 febbraio 2005
manifestazione nazionale a Roma
partenza ore 14 - Piazza della Repubblica
Via Cavour, via dei Fori Imperiali, Piazza Venezia, via del Teatro Marcello, via Petroselli, piazza della Bocca della Verità, via dei Cerchi, piazza di Porta Capena (Circo Massimo)



postato da tolli alle ore 19:14 | link | commenti
categorie: politics
venerdì, 18 febbraio 2005

Il prezzo della libertà

 516 Euro è il Prezzo della Libertà?

Tanto è costato a Pietro Ricca aver gridato a Silvio Berlusconi: "Buffone fatti processare".

516 euro è l'importo della multa inflitta a Pietro per ingiuria contro Berlusconi(non contro il Presidente del consiglio ma solo contro Berlusconi).

1 milione di vecchie lire per togliersi una bella soddisfazione, direi che non è caro.

postato da tolli alle ore 18:59 | link | commenti
categorie: politics
venerdì, 18 febbraio 2005

19 Febbraio per Giuliana

    

LIBERIAMO LA PACE
Giuliana, Florence, Hussein
tutti gli ostaggi e il popolo iracheno

Manifestazione nazionale del 19 febbraio 2005


 

Sono ormai centinaia le adesioni alla manifestazione proposta dal quotidiano il manifesto per il 19 febbraio. Associazioni e reti laiche e cattoliche (dall’Arci ad Emergency, dall’Agesci alla Tavola della pace, dal Forum del Terzo Settore all’Assopace, dal Gruppo Abele a Pax Christi, dai vari Fori Sociali alle Donne in Nero, dalle Acli a Legambiente, da Rete Lilliput ai francescani del Sacro Convento di Assisi….), testate (da L’Unità a Diario, da Europa a Liberazione, da Testimonianze a Carta…), sindacati (Cgil, Cisl e Uil, Fiom, sindacati di base, Rsu), partiti (l’Unione e molti dei partiti che ne fanno parte, con le loro organizzazioni giovanili), Enti locali (gli Enti locali per la pace, la rete del nuovo Municipio, singoli comuni), Ong (da un Ponte per… a Mani Tese a Save the Children…), organizzazioni di studenti.

E inoltre centinaia di singoli cittadini, politici, intellettuali, artisti e tantissimi operatori dell’informazione, che hanno sottoscritto un appello specifico e che sfileranno con un loro striscione.

L’appuntamento è quindi peril prossimo 19 febbraio a Roma, per dar vita aun corteo che partirà alle 14 da piazza della Repubblica, e si concluderàal Colosseo. Sono previsti gli interventi di Gabriele Polo, direttore de il manifesto, Giovanni Di Lorenzo, direttore di Die Zeit (la rivista a cui Giuliana collaborava) e Serge July, direttore di Liberation, il quotidiano di Florence Aubenas.

La manifestazione verrà chiusa da un concerto, per il quale hanno già dato la loro disponibilità Caparezza, Assalti Frontali, Tetes di Bois, Richi Gianco e Maurizio Camardi, Enzo Avitabile, Folkabestia, Jamal Ouassini, Noureddine, Rashmi Bhat, e probabilmente altre adesioni arriveranno nelle prossime ore.

Il sito del Comitato fermiamo la guerra (www.fermiamolaguerra.it) ospiteràle informazioni sulla manifestazione, i materiali di promozione,l’elenco delle adesioni, gli appelli internazionali. Sul sito, nella sezione “Documenti di adesione” è presente il testo dell’appello rivolto ai giornalisti con le prime adesioni.

E’ attiva una segreteria organizzativa (segreteria@mow.it) che dalle 9.30 alle 16 risponderà al numero 0641609503. Le adesioni vanno inviate a adesioni@mow.it.

postato da tolli alle ore 01:26 | link | commenti
categorie: politics

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