Non so perché ma sento questa cosa nel profondo del cuore: se Berlusconi con il suo nuovo partito, che forse sarà una confederazione, che non si sa come si chiamerà, se vincerà ancora le elezioni, come è probabile, nominerà un Ministro delle Comunicazioni nella persona di Deborah Bergamini, a cui comunque un posto di deputato non mancherà mai.
Si, ne sono convinto: Berlusconi è come il Presidente Mao. Certo, in una versione un po' allucinata alla Andy Warhol, un po' stempiato come lui e con la stessa eterna divisa, se non qualche volta a torso nudo. ma per il resto uguale spiaccicato. Come il presidente Mao diventato vecchio, si è messo a fare la guerra ai "parrucconi della politica", come il Presidente Mao si appella direttamente al popolo, scavalcando i vecchi notabili, come lui vuole una Rivoluzione più o meno culturale, come lui non spporta regole, limitazioni, come lui reprime e reprimerà il dissenso con feroce durezza, come Mao Berlusconi si attornia solo di giovani, non Guardie Rosse di Lin Piao ma giovani dei Circoli della Brambilla, giovane guerriera rossa che somiglia tanto alla giovane sposa, poi vedova incarcerata della Banda dei Quattro. Come Mao è possibile anche che fondi una Chiesa patriottica se il Papa non lo sosterrà. Lunga vita al Presidente Mao, pardon a Berlusconi!
Ho appena mandato una mail al sito della Polizia Postale e delle Comunicazioni, in cui gli chiedo di mettere al corrente la Procura della Repubblica delle seguenti frasi che il Moncalvo avrebbe detto al giornalista Luca Sofri e pubblicate da Il Sole 24 Ore: "E le querele per i commenti? “Il blogger è responsabile”. Ma questo commentatore che dice di aver ricevuto la convocazione della polizia postale non aveva scritto niente di offensivo, gli dico. Moncalvo prima dice che sì, poi davanti al testo palesemente innocuo esita e accusa chi indaga di aver fatto confusione, che quello non c'entra niente. " Starà alla Procura intervistare a questo punto il Moncalvo e chiedergli cosa intende con queste generiche accuse alla Polizia Postale.
Vorrei approfittare del blog per inviare un caro saluto all'amico di Novi Ligure, non non è un mio amico, non lo conosco neppure, si tratta di un amico di Gigi Moncalvo, il querelatore dei Blogger che in un'intervista su Nova, il bel settimanale de Il Sole 24Ore su Web e nuove tecnologie, a firma di Luca Sofri(www.wittgenstein.it )così ha dichiarato: "Io vado poco su internet: ma ho un amico di Novi Ligure che stampa le cose peggiori contro di me, e me le fa avere”. L'intervista la dice lunga sulle motivazioni che portano Moncalvo a fare querele: dal desiderio di vendetta contro chi gli rimprovera gli anni passati alla Padania(forse se ne vergogna pure lui), al rancore contro anni di querele che ha ricevuto per cose meno gravi e quindi il fine di stabilire, finalmente, cosa sia giusto dire e cosa no(è molto lontano dallo spirito cristiano del porgere l'altra guancia e un po' più Braveheart), al desiderio, del tutto legittimo di fare soldi, come quando ricorda di essersi fatto dare 15.000 euro da La Stampa per una frase su un Forum. Comunque, volevo salutare l'amico di Novi Ligure, tutto qui!
In genere la destra dopo fatti di cronaca che cloinvolgono pregiudicati grida alla necessità di riformare la legge Gozzini che sarebbe troppo permissiva con i carcerati. Mi stupisce che l'On.Fini non lo stia facendo oggi: eppure ieri l'ex senatore Previti, che sta scontando agli aresti domiciliari, una pena per sentenza passata in giudicato per corruzione, grazie al fatto di essere anziano e malato, ha presenziato ed è intervenuto ad un comizio di Forza Italia.
Questa volta non si potrà dare la colpa alla Romania che ha aperto "i boccaporti" e nemmeno ai Rom che non vogliono farsi integrare. Non lo potrà fare Veltroni ma, nemmeno, Fini, sempre così tenero nei confronti degli ultras ma che per coerenza dovrebbe chiedere che vengano espulsi tutti in Burundi(come sarebbe giusto!). Il bello è che non sono BlackBlock, No Global, comunisti, lo Stato non chiederà loro miliardi come a Genova per il G8. Tutti diranno forse che bisogna capirli, che la colpa è stata dell'agente che ha sparato. Se questa è l'Italia, in cui una banda di tifosi può assalire il reparto Volanti della Polizia e mettere a ferro e fuoco un Commissariato, allora, davvero, per favore: compriamo il capo della polizia romena e portiamo qua, ci costerà meno di Kakà e qualcosa concluderà più di Amato.
Leggo che gli hackers Telecom Italia sono accusati di aver spiato nella posta elettronica di manager RCS , di giornalisti e della stessa Antitrust. A ditre il vero anche a me non è mai arrivata una mail di risposta ad alcune domande che avevo posto ad un ex dirigente Telecom Italia, ora in pensione, su queste e altre vicende similari. L'interlocutore mi ha accusato di essere un maleducato per non avergli dato nessun riscontro della mail e ha troncato i rapporti. Io giuro di non averla mai ricevuta, disguido tecnico o hackers? Chissà?
Onore al settimane Carta(
www.carta.org ): è l'unico in Italia ad aver denunciato il fatto che i due Blog dei lavoratori Vodafone in lotta contro l'esternalizzazione a Comdata,
www.vodafonepeople.blogspot.com e
www.autunnovodafone.blogspot.com , siano stati resi inaccessibili dai Pc aziendali delle sedi Vodafone da qualche giorno. Il primo caso in Italia di censura aziendale dei Blog sindacali: un bel primato per Vodafone.
Certo, i giornali si occupano solo dei delinquenti di origine romena e non dei molti romeni che lavorano onestamente, dal ragazzo che mi ha portato ieri la fotocopiatrice alle tante badanti di bimbi e anziani. E' lo stesso nelle Telco: tanta fatica per i lavoratori Vodafone per far parlare del proprio caso mentre ieri i giornali italiani hanno dedicato pagine e pagine a Tavaroli, lo spione Telecom e alla sua versione di fatti gravi ed inqualificabili.