Quelli di Zeus

Il blog dei tipi di Zeus News
mercoledì, 30 aprile 2008

Tappe della fine dell'egemonismo

- guerra del Vietnam, prima lezione storica per gli USA. Ha dimostrato che contro i popoli non si vince, nemmeno se sei la più grande superpotenza contro un piccolo popolo di contadini poveri

- crollo dell’Unione Sovietica: fatale per gli USA non avere più un minaccioso nemico. Caduto il cemento ideologico, oggi la Russia è un partner economico e fornitore energetico dell’Europa e il tentativo americano di far fallire questa integrazione con basi militari e sistemi antimissile è la prova che gli Usa cercano lo scontro perché l’Europa e l’Euro sono i suoi maggiori concorrenti e artefici del declino del dollaro e della sua economia

- la fine dell’egemonismo militare è dimostrato dagli interventi in Irak e Afghanistan che non potranno MAI essere vinti e la resistenza di questi popoli è uno dei fattori che sconsiglia altre avventure americane in Iran o Siria o Libano o Taiwan

- la potenza egemonica economica che ha visto gli USA primeggiare in tutto il mondo con il controllo degli organismi internazionali, FMI, WTO, Banca Mondiale, e con la forza del dollaro e delle sue multinazionali, è finita per l’ingresso di altre superpotenze economiche come la Cina, l’India, l’Europa, il Giappone (presto l’America Latina)), che hanno strutturalmente sottratto grandi fette di produzione e di mercato, facendo iniziare il ciclo di un mondo multipolare senza più egemonie né militari, né monetarie, né economiche

- quando il popolo americano capirà queste elementari verità, niente giustificherà più le 900 basi militari Usa nel mondo. Non saranno più giustificabili le enormi spese per le flotte, le portaerei, i sottomarini atomici, la Nato, perché l’egemonia economica si sosteneva con quella militare, ma a egemonismo finito diventano spese inutili e grottesche

- Paul Samuelson, premio Nobel per l’economia, sostiene: “oggi gli Stati Uniti sono in una situazione simile a quella dell’Impero britannico all’inizio della sua dissoluzione”

- la crisi del petrolio per i suoi alti prezzi e per il progressivo esaurirsi delle riserve, accelererà di molto la corsa verso la riconversione energetica con le rinnovabili (solare in testa) e l’egemonismo perderà lo scopo principale, che era il controllo politico-militare del Medio Oriente.

- Fa riflettere il fatto che non sia stata la potenza militare dell’Unione Sovietica a far fallire l’egemonismo imperiale USA, anzi i due blocchi si legittimavano a vicenda e il sistema risultava in equilibrio immobile. E’ stato l’ingresso sulla scena globale di nuove economie avanzate di grande peso che hanno infranto i monopoli, conquistato mercati, ridimensionato il potere del dollaro, e parallelamente si è sviluppata una forte resistenza alle prepotenze politiche e militari Usa che non si sono potute più giustificare con la formula del “pericolo comunista”, ma sono ormai vissute come pretese coloniali per rubare materie prime da tutti i popoli del mondo, compresa l’America Latina

- la recessione americana, la crisi del dollaro, l’aumento inesorabile del prezzo del petrolio, una eventuale presidenza democratica, porteranno gli Usa a smantellare il costosissimo apparato militare d’attacco sparso nel mondo, inutile ferrovecchio per un mondo bipolare scomparso, e poter investire questo denaro all’interno del proprio paese, soprattutto per la riconversione energetica

- la crisi del petrolio, l’aumento del suo prezzo, che investirà tutto il mondo multipolare, ridimensionerà la “globalizzazione” perché i trasporti via nave e aereo diventeranno troppo costosi e le economie diventeranno più “regionali” anche se si tratterà di “macroregioni”, e i paesi fortemente esportatori verso tutto il mondo avranno grandi difficoltà economiche

- sarebbe saggio che l’Europa tenesse conto di questo probabile scenario e accentuasse l’integrazione economica con i suoi vicini, riducesse l’interscambio con gli Usa, che è sotto il 20%, accelerasse, come fa la Spagna, la fine della dipendenza dal petrolio, visto che pochi giorni fa il 25% di tutta la energia elettrica consumata dagli spagnoli proveniva da centrali eoliche, cosa che dimostra che una moderna economia può basarsi esclusivamente su solare ed eolico

- riprogrammare la nostra economia su una scala più piccola che come massimo orizzonte abbia Russia, Medio Oriente, Mediterraneo, Europa, fondata sulla sostenibilità, i consumi interni e la riconversione energetica, non ci farebbe trovare impreparati di fronte alla grave crisi che verrà.

Paolo De Gregorio
postato da ZeusRedaz alle ore 21:33 | link | commenti (1)
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mercoledì, 30 aprile 2008

Quello che non ci dicono

Le informazioni importanti, quelle che servirebbero veramente per dare giudizi di merito, non circolano o vengono accuratamente mimetizzate.

Solo oggi, dopo mesi di crisi, si è saputo dal FMI che stima in mille miliardi di dollari il buco provocato dai “subprime”, ma non sappiamo come sono ripartiti, gli istituti finanziari che li posseggono, né l’elenco di coloro che li hanno sottoscritti.
La più grande truffa ordita dagli USA contro il mondo deve passare sotto silenzio, mimetizzata, costellata di “omissis”, senza nemmeno la soddisfazione di dare dei truffatori a coloro che, con premeditazione criminale, hanno scaricato su Europa e mezzo mondo una loro operazione rischiosa.

Sempre in tema di omissioni informative, in un piccolissimo articolo sul “Corriere della Sera” dell’8.4.08, apprendo di un fatto molto, molto grosso, ossia della decisione del governo inglese, proprietario di “British Energy”, cui fa capo tutto il nucleare inglese, di cedere la sua restante quota del 35,2% alla francese Edf o alla concorrente tedesca E.On, o alla spagnola Eberdrola.
La notizia non è che il governo inglese esce dal nucleare, ma come intende spendere il ricavato, 2 miliardi di sterline (seimila miliardi di vecchie lire): per finanziare la disattivazione delle centrali obsolete.
Ma la notizia di un giornale decente non doveva essere: il governo inglese vende centrali atomiche per pagare lo smantellamento di centrali atomiche?
Mi piacerebbe sapere se i cittadini inglesi, quando fu adottato il nucleare nel loro paese, furono informati del costo per kilowattora prodotto da una centrale nucleare, che ha i maggiori costi proprio nella fase di smantellamento (dopo 20 anni) e costi sconosciuti dello stoccaggio di questi rifiuti, che sono vere e proprie bombe che lasceremo per 250.000 anni alle prossime generazioni, con il rischio che un terremoto possa liberare radioattività capace di distruggere intere nazioni.
Il kilowattora nucleare, se viene giustamente calcolato dalla “culla alla bara”, è in assoluto il più costoso e pericoloso, perché, anche ammettendo che il funzionamento di moderne centrali sia sicuro, lo stoccaggio delle scorie è irrisolvibile.
Nessuno al mondo è in grado di quantificare il costo del kilowattora nucleare perché solo ora si cominciano a smantellare le vecchie centrali (in Italia non si è ancora cominciato) e i siti di stoccaggio, se e quando saranno trovati, produrranno costi di sorveglianza e manutenzione in eterno, e faranno vivere nel terrore le popolazioni vicine a quei siti.

Un’altra informazione, che non danno a noi sudditi, è l’entità delle riserve petrolifere. Infatti quasi tutte le multinazionali petrolifere sono quotate in Borsa e, per far valere al massimo le azioni, hanno sovrastimato per eccesso l’entità delle loro concessioni e riserve e il dato reale penso che lo conoscono in pochi al mondo, e lo utilizzeranno per far sì che il petrolio che controllano sia utilizzato e venduto fino all’ultima goccia.
L’impossibilità di avere questo dato rallenta l’urgenza della riconversione energetica in solare, idrogeno, eolico, termodinamico (Rubbia) e ci espone ad una crisi verticale che i più poveri e deboli pagheranno pesantemente e, conoscendo il cinismo di certe forze economiche, ciò è previsto e voluto.

Paolo De Gregorio
postato da ZeusRedaz alle ore 21:31 | link | commenti
categorie: politics
mercoledì, 30 aprile 2008

Il Papa va in America in difesa della vita

Il Papa va in America “in difesa della vita” e stringe la mano di Bush lorda del sangue di un milione di irakeni, di 4000 mercenari americani,di 30.000 militari americani mutilati, la mano di chi, insieme a Condoleeza Rice, ha deciso la pianificazione delle torture sui prigionieri.
Come omaggio alla”difesa della vita” lo accoglie la decisione della Corte Suprema americana, il massimo organo giudiziario USA, che conferma che il metodo delle iniezioni letali è legale, e quindi possono tranquillamente ripartire le pene capitali fermate dalla “moratoria Onu”.
C’è qualcosa di profondamente perverso in tutto questo. Credo che il Papa sia più ateo di me, che lo sono senza se e senza ma, ma ho due dogmi di riferimento: non uccidere e non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te, e non mi sognerei mai di stringere la mano ad un bieco e lucido assassino come Bush, soprattutto se ciò appare agli occhi dei cristiani nel mondo come una legittimazione etica e morale.
La Chiesa così dimostra di essere solo una organizzazione politica e diplomatica che tratta con tutti, non ha paletti etici che fissano i limiti entro i quali i cristiani devono restare, e trae il suo potere dal forte rapporto con i poveri che contribuisce in modo determinante a far restare subalterni e rassegnati, facendo un lavoro preziosissimo e ben remunerato dalle classi dominanti.

Confalonieri e la TV: “ci auguriamo che il nuovo governo, che potrà contare su una maggioranza solida, sottrarrà la questione televisiva a quella dimensione di arma politica e strumento di ricatto a cui era stata ridotta in questi ultimi due anni”.
Ovvero, la quintessenza del gesuitismo. Dopo aver demolito gli avversari con lo strapotere televisivo per conto del suo padrone, ora Confalonieri fa il magnanimo vuole divertirsi a fare una televisione più leggera, tanto sa benissimo che il lavoro sporco è già stato fatto e sarà la Rai coni suoi giornalisti servi a continuarlo.
Se Grillo non si ficca in testa che noi cittadini dobbiamo fare una “public company” e comprarci una televisione nazionale, Rai3 ad esempio, lottando contro il canone, e facendo fallire la Rai, nessun movimento potrà crescere in Italia.

Paolo De Gregorio
postato da ZeusRedaz alle ore 21:28 | link | commenti
categorie: politics
mercoledì, 30 aprile 2008

Il cibo che manca

Quando si parla di “imperialismo delle multinazionali” e del loro potere globale, i soliti giornalisti della libera stampa virgolettano sempre queste frasi, togliendo credibilità a queste affermazioni, e subito dopo seminano tutti i dubbi possibili, quasi sempre inventati, per non andare mai a fondo delle questioni.
La questione si pone perché ieri Jean Ziegler, relatore speciale dell’ONU per il diritto al cibo, ha dichiarato che l’aumento dei prezzi dei generi alimentari sta spingendo i paesi più poveri verso: “un omicidio di massa silenzioso, che è un crimine contro l’umanità”.
Dal gennaio 2007 i prezzi dei prodotti alimentari di base sono aumentati a livello mondiale del 55%, a causa di decisioni che sono state prese da organizzazioni multinazionali in concerto con la politica, dove è stato scelto di puntare sulla produzione di biocarburanti da realizzare con i cereali, sottraendo all’agricoltura per i bisogni umani imponenti quantità di ettari, appoggiati da incentivi statali (UE compresa), e di far calare la domanda di petrolio con lo scopo di farne scendere il prezzo.
Una strategia decisa in circoli ristretti, con una preponderanza degli interessi USA, che sono i più grandi produttori al mondo di cereali, per la immensa gioia dei grandi gruppi, anche finanziari, che controllano il commercio internazionale, che hanno visto le loro scorte di cereali raddoppiare di valore.
Anche se questa politica ha già prodotto rivolte di massa in Africa e in altri paesi poveri, e anche in Europa gli aumenti di pane e pasta si fanno sentire, nessuno dei grandi difensori della vita punta il dito sui responsabili veri, che sono ben identificabili, persone ed interessi che decidono della vita e della morte di milioni di persone, per non mettere in crisi un modello di sviluppo basato sull’autotrazione, a cui sono destinati i biocarburanti.
Però i giornalisti e i preti si stracciano le vesti per il genocidio culturale in Tibet, di questo scandalo del potere delle multinazionali e della politica succube e subalterna al potere economico, frutto della follia della globalizzazione, non si occupano molto, anzi per niente, forse perché dire la verità su chi comanda veramente equivale alla morte civile, licenziato o tacitato se sei un giornalista, emarginato dalla Chiesa come fu per quei preti che in America Latina si schierarono con la “teologia della liberazione”.
Ci sono delle concause di cui è giusto tenere conto, la siccità, l’aumento del costo del petrolio per i trattori, l’aumento del consumo di carne con la conseguente richiesta di mangimi, ma la riflessione che esce chiara e limpida è che la globalizzazione è un cancro da estirpare, e che ogni paese deve per prima cosa provvedere a produrre in proprio il cibo di cui ha bisogno, ristrutturando l’agricoltura per i consumi interni, e non producendo più nelle monocolture da vendere alle multinazionali.
Questa è una scelta politica strategica insieme a quella della limitazione delle nascite, perché non sarà più possibile emigrare per risolvere i problemi. Ciascun paese sarà bene che sia autosufficiente perché la grande crisi energetica che arriverà con la fine del petrolio non permetterà né emigrazioni né rifornimenti.
Se alla crisi energetica si sommerà un inasprimento dei cambiamenti climatici dovuti al riscaldamento globale, anche se avremo capito di chi è la colpa non sarà una grande consolazione, bisogna da ora cambiare modello di sviluppo: sostenibilità, autosufficienza energetica (con il solare), autosufficienza alimentare, decrescita industriale e demografica.
Questo detta la ragione. I pazzi sono tutti gli altri.

Paolo De Gregorio
postato da ZeusRedaz alle ore 21:20 | link | commenti
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mercoledì, 30 aprile 2008

Addio bello guaglione

Non è che sia entusiasta di commentare la sconfitta di Rutelli a Roma, ma alcune verità, che nessuno afferma, vengono fuori dai fatti e credo sia utile metterle in circolazione.

- striscione della destra esposto in piazza del Campidoglio dopo la vittoria di Alemanno:
Con le primarie hai fatto cadere
il governo Prodi
Con le elezioni politiche hai cacciato
i comunisti dal Parlamento
Candidando Rutelli hai perso Roma
WALTER SANTO SUBITO

- dichiarazione di Bersani, colui che nelle intenzioni di D’Alema dovrebbe sostituire Veltroni: “inutile dire che non abbiamo perso, ora bisogna radicare il partito sul territorio”!!!???

- Paola Binetti: “credo che la sconfitta di Rutelli sia dovuta al disimpegno della sinistra arcobaleno”

Mi limito a queste due dichiarazioni, della cui pesantezza rimango sbalordito.
Uno dei massimi dirigenti del PD ammette che il suo partito non ha radici sul territorio e che dunque il PD è un partito inventato a tavolino, centrista e interclassista, che ha reciso ogni connotazione di sinistra, che nelle intenzioni astratte e velleitarie dei suoi fondatori doveva avere il consenso dei moderati.
Questo a fronte di una esperienza storica che ha gestito l’interclassismo e il centrismo con una fortissima e capillare presenza sul territorio, quale era quella del partito democristiano, organicamente legato alla altrettanto fitta e capillare rete della Chiesa cattolica, imbattibile sul piano della conoscenza dei sentimenti popolari, della gestione delle clientele e dei favori personali, integrato con le potenze mafiose nel meridione.
Veltroni e il gruppo dirigente da lui creato è radicato esclusivamente in certe fasce di media e alta borghesia, che a Roma ha pensato all’Auditorium e alla festa del Cinema, invece che alle periferie, è chiuso nella Casta del Palazzo da 40 anni e ha ammesso di aver avuto lo schifoso opportunismo di rimanere nel PCI anche se non si è mai sentito comunista per non interrompere la sua carriera di politicante.
Nel più benevolo dei giudizi è un infiltrato che ha contribuito, insieme ai “miglioristi” (Napoletano in testa),a liquidare dall’interno il PCI. La sua avventura
centrista è comunque senza futuro perché vi è un certo Berlusconi che, con le sue portaerei mediatiche e il radicamento della Lega, occupa già saldamente il centro.

L’altra verità che volevo evidenziare è sulla dichiarazione della “teodem” Binetti che si stupisce del fatto che la “sinistra arcobaleno” non ha votato Rutelli, dimostrando che l’astensione dal voto pesa eccome, e che punire i tipi che come lei e Rutelli (che hanno bocciato tutte le delibere progressiste a favore dei conviventi DICO-PACS) è un godimento e una vendetta che si sono meritati.
Personalmente non sono andato al seggio per punire Prodi di:
-non aver fatto una legge sul conflitto di interesse
-non aver abolito subito le leggi “ad personam” a favore delle ruberie
-non aver fatto una legge sul riassetto televisivo con non più di una rete per ogni concessionario (RAI compresa)
-aver approvato il raddoppio della base USA di Vicenza
-essere rimasto in Afghanistan
-non aver fatto subito una nuova legge elettorale, unilateralmente, per cancellare la porcata berlusconiana
-non aver mantenuto l’impegno sui diritti delle coppie conviventi.
L’astensione vota e pesa. Il vecchio giochetto di dire che favorisce l’avversario non funziona più. Se Prodi avesse fatto quei provvedimenti non sarebbe caduto e la responsabilità che oggi ci ritroviamo Berlusconi è solo sua.

Paolo De Gregorio
postato da ZeusRedaz alle ore 21:17 | link | commenti (1)
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martedì, 29 aprile 2008

Berlusconi lo statalista

L'ultima di Berlusconi è fantastica. Minaccia, se non si materializzerà la cordata di impreditori italiani, di cui era sicuro e di cui dovevano far parte i suoi figli, di far acquistare allo Stato Alitalia attraverso le Ferrovie. In pratica, le Ferrovie che hanno un servizio scadente e hanno bisogno di 2 miliardi di euro, per non tagliare il servizio e che potrebbero avere problemi a riceverli dallo Stato, stante la normativa europea sugli aiuti di Stato, dovrebbero comprare e statalizzare Alitalia. La Sinistra Arcobaleno è sparita perchè oggi il comunista lo fa meglio Berlusconi.

postato da tolli alle ore 13:28 | link | commenti (1)
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lunedì, 28 aprile 2008

Sogno di una Notte di mezza primavera

Ho sognato che Rosy Bindi, unico uomo vero del Centrosinistra, si metteva alla guida delle armate sconfitte e deluse del Pd e come un martello spezzava tutte le  croci celtiche di Alemanno e della Lega.

postato da tolli alle ore 19:31 | link | commenti
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giovedì, 24 aprile 2008

La Casta dei Magnager Telecom Italia

postato da tolli alle ore 14:29 | link | commenti (2)
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giovedì, 24 aprile 2008

Quello che farò domani 25 aprile

Domani 25 aprile andrò alla Messa in Duomo per i Caduti della Liberazione e poi presenzierò nel Broletto di Novara alla commemorazione della Festa della Liberazione, davanti alla lapide che ricorda i partigiani caduti. Poi andrò a firmare per i referendum del V-Day di Beppe Grillo: abolizione dei fondi all'editoria, della legge Gasparri sulle Tv , dell'Ordine dei giornalisti. Buon 25 Aprile a tutti.

Pier Luigi Tolardo

postato da tolli alle ore 12:41 | link | commenti (1)
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martedì, 22 aprile 2008

Il mio voto per Roma è....

Al Signor Palombelli non voglio far mancare il mio sostegno, mai e poi mai Alemanno al Campidoglio.

postato da tolli alle ore 14:44 | link | commenti (3)
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lunedì, 21 aprile 2008

Fare come in Paraguay

Credo che per la sinistra italiana, radicale e non, non ci siano alternative: candidare un Vescovo rosso, come in Paraguay Lugo, che so un Mons. Nogaro o un Mons. Bregantin e così sbaragliare Berlusconi.
postato da tolli alle ore 15:10 | link | commenti
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lunedì, 21 aprile 2008

Telethon autoritario

Ho sempre pensato un gran bene di Telethon, ci ho anche lavorato per anni e fatto delle offerte, nel mio piccolo. Devo dire, onestamente, che la pubblicità di Telethon, in cui Montezemolo, minacciosamente, e con forza chiede di dare il 5x1000 a Telethon mi sembra una forzatura controproducente per Telethon stesso.
postato da tolli alle ore 10:00 | link | commenti
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venerdì, 18 aprile 2008

Mara Carfagna come Rachida Dati

Capelli corti e sandali superfetish, questo è il look ministeriale della nouvelle droite di tutta Europa, da Rachida Dati a Mara Carfagna.

postato da tolli alle ore 07:59 | link | commenti (1)
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giovedì, 17 aprile 2008

Quote Rosa nel Governo Berlusconi

postato da tolli alle ore 12:04 | link | commenti (1)
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mercoledì, 16 aprile 2008

Specialisti

I possibili Ministri del futuro Governo Berlusconi potrebbero essere 2 veri specialisti Bobo Maroni agli Interni, specializzato negli scontri con la Polizia di Stato, per cui è stato anche condannato e La Russa alla Difesa, da giovane specializzato in scontri di piazza con i Carabinieri. Gente giusta al posto giusto!
postato da tolli alle ore 15:20 | link | commenti
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lunedì, 14 aprile 2008

Padoa Schioppa ha tirato la volata a Bossi

Se gli exit-poll che danno in testa Berlusconi, grazie ad un forte apporto della Lega, si riveleranno validi significa che Padoa Schioppa con il suo accanirsi su Malpensa e per Air France ha reso il peggior servizio possibile al Centrosinistra.
postato da tolli alle ore 16:37 | link | commenti
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lunedì, 14 aprile 2008

Ma Guzzetta capisce che sta sbagliando?

Il Prof. Guzzetta, leader del Comitato referendario, constata che il calo di partecipazione a queste elezioni è il più significativo del dopoguerra. Peccato che non voglia riconoscere che un'ulteriore accentuazione in senso maggioritario e bipartitico, come quella che verrebbe fuori dal suo referendum abbasserebbe ulteriormente la partecipazione.
postato da tolli alle ore 16:04 | link | commenti
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sabato, 12 aprile 2008

Una ragione in più per non votare Berlusconi

Avrebbe potuto stupirmi con effetti speciali, come quella volta sull'Ici, invece tutto quello che ha saputo fare è promettere l'abolizione del bollo dell'auto, certo, nel Paese europeo che ha più automobili e non sa come ridurne il numero ed incentivare  il trasporto pubblico. No, caro Cavaliere, lei, forse, vincerà ma io non la voto, non voto nemmeno i suoi ex alleati Storace e Casini, non voto Bertinotti e nemmeno Boselli. si, io voto Pd.
postato da tolli alle ore 17:43 | link | commenti
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venerdì, 11 aprile 2008

Anche noi non gliela diamo!

Di fronte al disastro rappresentato da Berlusconi, l'unica destra presentabile(che naturalmente non voterò nè invito a votare) è quella rappresentata dalla Santanchè, l'unica con cui si potrebbe, perfino, pensare ad un inciucio. C'è molta più dignità nella frase della Santanchè "tanto a Berlusconi  non gliela dò" che in tanti discorsi e atti del moderatume italiano. Dopo una campagna in cui, per scelta di Veltroni, il tasso di antiberlusconismo non è mai stato così basso, Berlusconi ha insultato tutti: dal Card.Ruini al Presidente Napolitano, da Veltroni a Totti, dai magistrati a Di Pietro, dai sostenitori dell'altra parte fino ai suoi stessi fans. Direi che "non gliela dò" se dovesse vincere il Popolo berlusconiano diventerà uno slogan importante come "No pasaran" .
postato da tolli alle ore 08:26 | link | commenti
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giovedì, 10 aprile 2008

Voterò Veltroni ma.....

Non posso non votare per Veltroni: è l'unico voto utile, non in senso assoluto perchè ogni voto è utile e rispettabile, ad impedire che Berlusconi torni al Governo. Però, non posso non chiedermi: "con che faccia può sostenere di non essere mai stato comunista?"
postato da tolli alle ore 19:22 | link | commenti (2)
categorie: politics

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