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mercoledì, 30 aprile 2008

Il Papa va in America in difesa della vita

Il Papa va in America “in difesa della vita” e stringe la mano di Bush lorda del sangue di un milione di irakeni, di 4000 mercenari americani,di 30.000 militari americani mutilati, la mano di chi, insieme a Condoleeza Rice, ha deciso la pianificazione delle torture sui prigionieri.
Come omaggio alla”difesa della vita” lo accoglie la decisione della Corte Suprema americana, il massimo organo giudiziario USA, che conferma che il metodo delle iniezioni letali è legale, e quindi possono tranquillamente ripartire le pene capitali fermate dalla “moratoria Onu”.
C’è qualcosa di profondamente perverso in tutto questo. Credo che il Papa sia più ateo di me, che lo sono senza se e senza ma, ma ho due dogmi di riferimento: non uccidere e non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te, e non mi sognerei mai di stringere la mano ad un bieco e lucido assassino come Bush, soprattutto se ciò appare agli occhi dei cristiani nel mondo come una legittimazione etica e morale.
La Chiesa così dimostra di essere solo una organizzazione politica e diplomatica che tratta con tutti, non ha paletti etici che fissano i limiti entro i quali i cristiani devono restare, e trae il suo potere dal forte rapporto con i poveri che contribuisce in modo determinante a far restare subalterni e rassegnati, facendo un lavoro preziosissimo e ben remunerato dalle classi dominanti.

Confalonieri e la TV: “ci auguriamo che il nuovo governo, che potrà contare su una maggioranza solida, sottrarrà la questione televisiva a quella dimensione di arma politica e strumento di ricatto a cui era stata ridotta in questi ultimi due anni”.
Ovvero, la quintessenza del gesuitismo. Dopo aver demolito gli avversari con lo strapotere televisivo per conto del suo padrone, ora Confalonieri fa il magnanimo vuole divertirsi a fare una televisione più leggera, tanto sa benissimo che il lavoro sporco è già stato fatto e sarà la Rai coni suoi giornalisti servi a continuarlo.
Se Grillo non si ficca in testa che noi cittadini dobbiamo fare una “public company” e comprarci una televisione nazionale, Rai3 ad esempio, lottando contro il canone, e facendo fallire la Rai, nessun movimento potrà crescere in Italia.

Paolo De Gregorio
postato da ZeusRedaz alle ore 21:28 | link | commenti
categorie: politics

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