Telecom Italia non dispone più da qualche di un apposito Ufficio Reclami, che fino al 1999 corrispondeva al n.177, dipendeva direttamente dalle Direzioni regionali e riferiva solo a queste, aveva priorità assoluta nell'accedere agli uffci interni per sollecitare riparazioni, attivazioni, cessazioni e disdette, accrediti, rimborsi, reclami su puntualità, cortesia, efficienza del servizio.Il servizio veniva svolto da personale particolarmente preparato ed esperto, che rispondeva in tempi certi e celeri ai clienti.
Ora, il servizio è stato smantellato ed invece del servizio reclami gli utenti devono fare riferimento, esclusivamente, ai vari 187 e 191, anche se sono scontenti proprio di questi servizi, al massimo possono scrivere e intanto vengono sballottati a destra e sinistra.
Ora, cosa fanno e minacciano i clienti Telecom Italia quando non trovano udienza presso l'inesistente Ufficio reclami, accertato che, comunque, non esiste uno sportello fisico dove andare:
1) circa il 50% minaccia di andare a Striscia la Notizia, che nell'immaginario collettivo occupa un posto centrale come supremo tribunale riparatore che ha preso posto dello Stato, dei Tribunali, come paladino delle ingiustizie a danno di consumatori e cittadini. Molti pensano che la sola minaccia di ricorrere a Striscia, come una parola magica che smuova le cose, facendo paura a Telecom Italia, paura della vergogna mediatica.
2) circa il 30% minaccia di ricorrere a "Mi manda Rai Tre", spesso chiamata "Mi manda Lubrano", nonostante anni di Marrazzo, che è meno popolare di Striscia ma sepre considerata potente.
3) Un 20% si suddivide tra "chiamerò un avvocato, andrò dai carabinieri, andrò in magistratura", minacce spesso che rimarranno solo a livello verbale.
Assolutamente assente è la minaccia di ricorrere alle Associazioni dei consumatori o di cambiare gestore.
