E. è una ragazza fortunata. Ha frequentato all'università uno di quei nuovi corsi di laurea a indirizzo umanistico, dal nome roboante, di quelli che
"quando ti laurei trovi subito lavoro". Poi
E. ha frequentato il master, perché ormai
"senza un master non sei nessuno". In effetti
E. ha trovato subito lavoro, un impiego che le ha permesso di abbandonare il paese natio e di trasferirsi a Milano:
E. fa la P.R. in una delle più note agenzie della città.
E. è felice, adesso vive nella città che fa andare avanti l'Italia, nella città dove si lavora, nella città del milione di posti di lavoro.
E. parla con i giornalisti, organizza eventi, fa conoscere alla stampa i clienti dell'Agenzia. L'Agenzia l'ha inquadrata come
stagista: questo consente a
E. di fare esperienza nel mestiere delle pubbliche relazioni. Per questo motivo
E. non viene retribuita, non percepisce nemmeno un rimborso spese, non le danno neanche un buono-pasto. In effetti
E. in questo momento non puo' permettersi una casa tutta sua;
E. abita presso amici, che per un po' potranno ospitarla a casa. Per fortuna i genitori di
E. di tanto in tanto le fanno una piccola ricarica sulla Postepay, giusto per tirare avanti; ma è chiaro che si tratta di una soluzione temporanea.
Cosi'
E. si è rimboccata le maniche e si è cercata un secondo lavoro. Nel tardo pomeriggio, quando esce dall'Agenzia,
E. attraversa la città e va al
Call Center, dove ha un contratto di
co-co-pro: un breve corso di tre ore (corso che consiste nell'ascoltare in cuffia una collega piu' anziana) e poi l'assunzione, per un mese. Ora
E. deve vendere abbonamenti Adsl e contratti di telefonia: preselezione automatica e prenotazioni di unbundling dell'ultimo miglio. Al Call Center
E. fa quattro ore tutte le sere, piu' altre quattro il sabato mattina. Le danno cinque euro l'ora, piu' un piccolo premio se riesce a vendere almeno cinquanta abbonamenti in un mese. E purtroppo, per ora,
E. non sta avendo molta fortuna con i clienti.
Ma
E. è felice, a
E. non manca mai il sorriso,
E. alla sera è stanca ma la mattina dopo è sempre pronta a ricominciare da capo; e la domenica
E. riesce anche a dimenticare tutto quanto e concedersi una gita fuori porta o una serata a teatro.
E. non sa quanto questo andrà avanti: quando scadrà il contratto di stage chiederà un rinnovo, l'Agenzia potrebbe addirittura concederle uno stipendio simbolico. E magari un giorno si potrà permettere una stanza singola in un appartamento in condivisione. Ma gli occhi di
E. non smettono di sorridere.