Quelli di Zeus

Il blog dei tipi di Zeus News
sabato, 04 febbraio 2006

E. e il milione di posti di lavoro

E. è una ragazza fortunata. Ha frequentato all'università uno di quei nuovi corsi di laurea a indirizzo umanistico, dal nome roboante, di quelli che "quando ti laurei trovi subito lavoro". Poi E. ha frequentato il master, perché ormai "senza un master non sei nessuno". In effetti E. ha trovato subito lavoro, un impiego che le ha permesso di abbandonare il paese natio e di trasferirsi a Milano: E. fa la P.R. in una delle più note agenzie della città.
E. è felice, adesso vive nella città che fa andare avanti l'Italia, nella città dove si lavora, nella città del milione di posti di lavoro. E. parla con i giornalisti, organizza eventi, fa conoscere alla stampa i clienti dell'Agenzia. L'Agenzia l'ha inquadrata come stagista: questo consente a E. di fare esperienza nel mestiere delle pubbliche relazioni. Per questo motivo E. non viene retribuita, non percepisce nemmeno un rimborso spese, non le danno neanche un buono-pasto. In effetti E. in questo momento non puo' permettersi una casa tutta sua; E. abita presso amici, che per un po' potranno ospitarla a casa. Per fortuna i genitori di E. di tanto in tanto le fanno una piccola ricarica sulla Postepay, giusto per tirare avanti; ma è chiaro che si tratta di una soluzione temporanea.
Cosi' E. si è rimboccata le maniche e si è cercata un secondo lavoro. Nel tardo pomeriggio, quando esce dall'Agenzia, E. attraversa la città e va al Call Center, dove ha un contratto di co-co-pro: un breve corso di tre ore (corso che consiste nell'ascoltare in cuffia una collega piu' anziana) e poi l'assunzione, per un mese. Ora E. deve vendere abbonamenti Adsl e contratti di telefonia: preselezione automatica e prenotazioni di unbundling dell'ultimo miglio. Al Call Center E. fa quattro ore tutte le sere, piu' altre quattro il sabato mattina. Le danno cinque euro l'ora, piu' un piccolo premio se riesce a vendere almeno cinquanta abbonamenti in un mese. E purtroppo, per ora, E. non sta avendo molta fortuna con i clienti.
Ma E. è felice, a E. non manca mai il sorriso, E. alla sera è stanca ma la mattina dopo è sempre pronta a ricominciare da capo; e la domenica E. riesce anche a dimenticare tutto quanto e concedersi una gita fuori porta o una serata a teatro. E. non sa quanto questo andrà avanti: quando scadrà il contratto di stage chiederà un rinnovo, l'Agenzia potrebbe addirittura concederle uno stipendio simbolico. E magari un giorno si potrà permettere una stanza singola in un appartamento in condivisione. Ma gli occhi di E. non smettono di sorridere.
postato da EmilioRoda alle ore 01:06 | link | commenti (84)
categorie: personal

Commenti
#1   04 Febbraio 2006 - 09:23
 
bè... niente da dire se non:
"SANTA SUBITO"
eccavoli! ce ne fosse di gente così a Roma! Cara E. hai tutta la mia stima!
utente anonimo

#2   04 Febbraio 2006 - 10:32
 
Viva la legge Biagi, viva il precariato voluto dalle aziende che sostengono questo governo!!! E' anche vero che i miei figli hanno fatto stage, il + giovane presso un'azienda, che lo ha assunto subito dopo aver espletato il servizio militare,anche se ora è in crisi, mentre il + vecchio ha fatto oltre 1 anno come co.co.co. ed ora è stato assunto con un contratto di formazione lavoro presso un' azienda del gruppo Telecom; il più vecchio si laurò in ingegneria elettronica a 25 anni al Politecnico di Torino con 30 e lode, mentre il + giovane a 23 anni aveva già conseguito il diploma di laurea presso la Scuola di Amministrazione Aziendale di Torino sempre con 30 e lode.
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#3   04 Febbraio 2006 - 10:46
 
C'è molto da dire su questa storia. Sono dalla parte di queste persone che hanno la precarietà come stile di vita (lo sono stato anch'io e anche mia moglie). Ora però sono imprenditore da qualche anno e vi assicuro che se si è onesti non sono affatto rose e fiori. E comunque la maggior parte delle persone che ho assunto non appena hanno avuto il contratto a tempo indeterminato hanno smesso di lavorare. C'è anche questo, che mai nessuno considera.
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#4   04 Febbraio 2006 - 12:03
 
Dedicato a tutte le E. del mondo, tra le quali, mio malgrado, mi devo annoverare!
utente anonimo

#5   04 Febbraio 2006 - 12:50
 
Giusto!Dedicato a tutte le E. e a tutte le donne (ma in generale a tutte le persone) che devono CHIEDERE x lavorare (magari senza istruzione adeguata o famiglie che possano sostenerle), devono adattarsi a subire ogni ingiustizia, devono sopportare contratti ingiusti e soparattutto devono sopportare il peso delle responsabilità quotidiane, dei mutui, delle famiglie, dei problemi economici.
Dedicato a tutte le persone che hanno perso il sorriso ma continuano comunque a lottare in silenzio senza l'onore di questa visibilità!
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#6   04 Febbraio 2006 - 13:58
 
Per l'utente anonimo #1: sei ironico, vero? Con tutto il rispetto per E., io ho interpretato il post nel senso che di situazioni così *non* dovrebbero essercene: laurea + master dovrebbe significare un buon impiego, non uno stage gratuito, un lavoro sottopagato e zero prospettive...
Coraggio a tutti gli E. di questo mondo, speriamo che le cose cambino presto!
utente anonimo

#7   04 Febbraio 2006 - 14:41
 
Conosco quel sorriso, conosco i sorrisini... mio padre ha conosciuto quelle facce con il sorriso stampato, perche' domani poteva essere un giorno peggiore (una saponetta e un telo. Conosco la ribellione che ti assale, facendoti assaporare l'amaro.QUESTO E' IL PRESENTE, FATTO DI A,B,C,D,E,F,G,H,I,L,M,N,O,P,Q,R,S,T,U,V,Z,X,Y,Z...TANTI TANTISSIMI CHE APPAIONO SORRIDENTI MA HANNO DENTRO IL FUTURO CHE E' MORTO!
utente anonimo

#8   04 Febbraio 2006 - 14:43
 
mi sento un coglione... appena assunto (per davvero, nn con quei contratti di m...) in una banca e ho pure il coraggio di rimanerci male perchè il mio capo è stronzo... bah.
utente anonimo

#9   04 Febbraio 2006 - 15:05
 
Mi viene da piangere speriamo che il futuro gli riservi qualcosa di meglio.
utente anonimo

#10   04 Febbraio 2006 - 15:07
 
qualcuno mi disse..
il successo di una persona è commisurato al livello di sopportazione che si ha nel prossimo....
in tutti i casi sia che siamo dei sottoposti che dei capi abbiamo sempre sa sopportare qualcuno...E ha da sopportare una sistuazione che certamente non potrà andare avanto molto a meno di una soluzione più concreta.
se non ci sta bene il lavoro che abbiamo abbiamo solo due possibilità; o diventiamo santi o ci mettiamo in proprio. Io ho preferito mettermi in proprio, quantomeno non devo che rendere conto a me stesso ma comunque devo sopportare clienti e fornitori e se qualcosa và storto con uno di questi due posso prendermela solo con me stesso, però ho anche la possibilità di sceglermeli. Solo il precariato mi ha fatto scuola per il successo che ho ora; vediamo di sfruttare il precariato e non di farci sfruttare, ovvero, cerchiamo la soluzione meno dolorosa
utente anonimo

#11   04 Febbraio 2006 - 15:08
 
Caro #8 non sentirti così gelitalizzato. Non sei poi così "fortunato", malgrado tutto; il lavoro, nelle banche italiane non è poi così bello come si dice. Ho conosciuto persone che lavorano nelle banche italiane (solo dipendenti di livello inferiore) e ti garantisco che la vita non è poi così bella come si diceva in tempo. Il mobbing, ormai fa parte del contratto di lavoro.
P.s.
Il tuo capo non è "stronzo2: è solo un poveraccio che prima o poi subirà la tua stessa sorte Un Capo più stronzo di lui lo farà friggere e lo manderà in depressione: del resto, da capo a kapò il passo è breve...
Il cannibalismo sarà la nuova frontiera, se ne vedono già le avvisaglie.
Come diceva il vecchio e compianto Ennio Flaiano, "Coraggio, il meglio è passato"!

Silent Runner
utente anonimo

#12   04 Febbraio 2006 - 15:13
 
gli ottimisti la chiamano recessione.
Ma ralisticamente occorre prendere atto che e' in corso il tracollo del modelo economico occidentale.
Un altro modello seguira' e le societa' dominanti non saranno necessariamente quelle occidentali, anzi, guardate a oriente cosa sta evolvendo.
utente anonimo

#13   04 Febbraio 2006 - 15:25
 
Questo pianeta ha bisogno delle persone come E., persone che non cedono mai, persone che vanno sempre avanti anche quando non ne hanno più la forza ma la ritrovano. I soppressivi* di questo pianeta possono imprigionarti, torturarti, levarti ogni e qualsiasi libertà e farti le peggiori cose ma non vinceranno mai finchè non riusciranno a spegnere quel sorriso. Quindi, forza E., se non spegni quel sorriso, ce la farai.

* Erroneamente, si crede che il soppressivo sia solo e sempre un grande personaggio, una multinazionale o persona o gruppo bene in vista ma può anche essere la persona più comune. Quella persona che ha spento quel sorriso e vorrebbe che anche tu lo spenga.
utente anonimo

#14   04 Febbraio 2006 - 15:27
 
che tristezza. bastardi.
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#15   04 Febbraio 2006 - 15:28
 
Temo fortemenete che #12 abbia colto nel segno
utente anonimo

#16   04 Febbraio 2006 - 15:32
 
complimenti E.ottima tenacia,nessun lavoro e dovuto,te lo devi costruire con l'esperienza,la tua giovane eta'non ti penalizzerebbe se tu facessi un lavoro autonomo nel network marketing,basta scieglere la prima in Italia....AUGURI...Per gli altri sopratutto gli anonimi che non hanno nemmeno il coraggio di scrivere un qualsiasi nome...cambiate ...se no' il mondo cambiera' voi...lo sta gia' facendo...SE VUOI CHE LE COSE CAMBINO TU DEVI CAMBIARE...!!!! RIFLETTETE...
utente anonimo

#17   04 Febbraio 2006 - 15:32
 
...bah... premesso che il precariato lo detesto e postmesso che molti comunque lo scelgono riuscendo a conviverci bene (basta avere pochi progetti solidi e nn pensare ad una casa o ad avere il culo veramente auto-parato nei momenti duri) e che tra quest'ultimi non tutti necessariamente lo subiscano (anzi molti vogliono comunque combatterlo),
posso codividere il post di #12 si ad oriente c'è da guardare ma sopratutto alla storia, se non ricordo male gli arabi sono ottimi affaristi e commercianti, e mi sto rendendo conto che nn solo nei negozi ma anche nelle fabbriche ormai molti capi repaparto sono cittadini immigrati.
Niente di male siamo cittadini del mondo... forse qualcosa sta gia cambiando! e visto che il novecento è stato il secolo breve il XXI penso sarà convulso!...
utente anonimo

#18   04 Febbraio 2006 - 15:38
 
per l'utente anonimo #16 che da dei fagiani a chi scrive come utente anonimo nn posso che dargli del baluba!
..
-badile- utente anonimo #17
utente anonimo

#19   04 Febbraio 2006 - 16:04
 
Almeno E. ha la speranza che il futuro possa cambiare. Credete che con la sinistra al governo staremo meglio?. Meglio un contratto co.co.co. o niente? Meglio un precariato oggi e anche domani oppure disoccupato a vita? Siate realisti.
utente anonimo

#20   04 Febbraio 2006 - 16:32
 
E.dovrebbe approfittare della domenica per farsi 4/5 orette in qualche bar e così racimolare qualche euro per fare dei regalini ai suoi capi dell'agenzia.
(ad es. un forte lassativo)
utente anonimo

#21   04 Febbraio 2006 - 16:48
 
Ho letto!
Tutti condividono!
Ma cerchiamo di fare qualcosa, anche anonima come una giusta votazione.
Credetemi sono ancora, e non so per quanto, un consulente di una delle EX più belle Aziende Italiane e grazie al T... dell'infelicità ora il futuro di molte persone che grazie a questa gente che ha permesso tutto questo vedono minato il gia precario futuro che stavano costruendo con grande fatica giornaliera con ritribuzioni, e credetemi, dalle 600€ mensili senza assistenza, ferie, ecc. ai più fortunati dei 1000€ sempre mensili
è duara ma non molliamo, le labbra sorridono, la voce è ferma, gli occhi svegli, ma la mente ed il cuore soffrono perche tutto viene minato...
utente anonimo

#22   04 Febbraio 2006 - 16:49
 
Un racconto molto triste ...ma anche molto ben scritto.
E' sicuramente vero o quanto meno verosimile; chissà quante E. ci sono a Milano (ma anche a Roma o nel ricco triveneto) ma da sempre quando si è giovani e da poco laureati, anche se a pieni voti, si passano momenti di vero sacrificio. La differenza pero' la fà chi tiene duro perchè alla fine con un pizzico di fortuna che non guasta mai, le cose si risolvono. Sempre!
un bacione a questa E. se lo merita davvero se arriva a sera e il sorriso continua a non mancarle. Mano
utente anonimo

#23   04 Febbraio 2006 - 17:04
 
purtroppo e molto triste!!e se non la fa con quel sorriso!!!!!!!!!se un giorno si sveglia depressa???????e non trova piu un motivo per continuare ''''''''''Chi a la colpà ?????????????
utente anonimo

#24   04 Febbraio 2006 - 17:07
 
Forse il genile scrittore del #22 ignora che la condizione non è proprio dei giovani a meno che in questa schiera non classifichiamo i 35/40 enni
Il Sig. anonimo #21 ha detto delle verità sono in TIM da 5 anni e potrà sembrare un quadro duro ma è vero!
Sia per il personale esterno che per gli stessi dipendenti, ora non più TIM, ma del pianta Dell'Infelicità!

Forza! "Resistere" è la parola d'ordine.
utente anonimo

#25   04 Febbraio 2006 - 17:27
 
5 euro l'ora?????? Che significa 5 euro l'ora, non capisco.
6 giorni a settimana, 4 ore al giorno a 5 euro l'ora (=5x4=20 euro/giorno)=
20 euro/giorno x 6 giorni/settimana= 120 euro/settimana=480 euro/mese.
Come fai a essere ancora viva per postare su questo BLOG?
utente anonimo

#26   04 Febbraio 2006 - 17:28
 
Ma lo schiavismo non era stato abolito ?!?
Com'è possibile che, nel xx secolo, ci siano ancora persone che lavorano gratis ?!?!?
Anch'io ho avuto (ed ho tutt'ora - 39 anni) problemi di lavoro... superiori e/o colleghi stronzi e ditte che non sempre pagavano... e poi eri tu quello che non aveva voglia di lavorare o voleva sempre avere ragione... ma l'ho sempre considerato una cosa "negativa da combattere" (nel possibile), mai una cosa scontata, ne tantomeno mi sognerei mai di lavorare gratis, visto che non lo ordina il dottore ma lo si fa proprio ed esclusivamente per il danaro !!!
Se non devo essere pagato (sfruttamento a parte) per quale arcano motivo dovrei lavorare ugualmente ???
Tanto vale mettersi sul molo con la lenza... forse si conclude di più, per lo stomaco almeno...
Cose del genere dovrebbero essere punite dalla legge, ed escluso dall'imprenditoria chi le mette in atto !!!
Auguroni, E., di tutto cuore

P.S.
Gli schiavi venivano almeno sfamati.

P.S.2
X anonimo 20...
Penso che un lassativo sia troppo poco...
utente anonimo

#27   04 Febbraio 2006 - 17:40
 
Purtroppo i m ilioni di posti di lavoro che il governo Berlusconi sono questi. NON DANNO FUTURO AI GIOVANI. Sono una presa per i fondelli e solo campagna eletterola. SVEGLIATEVI non aspettatevi niente da questo governo. Le occasioni di lavoro esistono, bisogna costruirsele. Coraggio, pensate al futuro che Voi potete costruire.
utente anonimo

#28   04 Febbraio 2006 - 17:44
 
1)Il rimedio e' non darsi per vinti e cercare altro.
2)Se ci si rassegna vincono gli stronzi.
3)Si puo' lavorare gratis (per un po') se si e' convinti di acquisire della esperienza utile altrimenti vedi (1)
4)Tutto cambia in fretta e bisogna continuare a imparare cose nuove (senza farsi fregare dai corsi fasulli)
utente anonimo

#29   04 Febbraio 2006 - 18:05
 
Una società italiana ed una giapponese decisero di sfidarsi annualmente in una gara di canoa, con equipaggio di otto uomini.
Entrambe le squadre si allenarono e quando arrivò il giorno della gara ciascuna squadra era al meglio della forma, ma i giapponesi vinsero con un vantaggio di oltre un chilometro. Dopo la sconfitta il morale della squadra italiana era a terra.
Il top management decise che si sarebbe dovuto vincere l'anno successivo e mise in piedi un gruppo di progetto per investigare il problema. Il gruppo di progetto scoprì dopo molte analisi che i giapponesi avevano sette uomini ai remi e uno che comandava, mentre la squadra italiana aveva un uomo che remava e sette che comandavano. In questa situazione di crisi il management diede una chiara prova di capacità gestionale: ingaggiò immediatamente una società di consulenza per investigare la struttura della squadra italiana.
Dopo molti mesi di duro lavoro, gli esperti giunsero alla conclusione che nella squadra c'erano troppe persone a comandare e troppe poche a remare. Con il supporto del rapporto degli esperti fu deciso di cambiare immediatamente la struttura della squadra. Ora ci sarebbero stati quattro comandanti, due supervisori dei comandanti, un capo dei supervisori e uno ai remi. Inoltre si introdusse una serie di punti per ampliare il suo ambito lavorativo e dargli più responsabilità.
L'anno dopo i giapponesi vinsero con un vantaggio di due chilometri. La società italiana licenziò immediatamente il rematore a causa degli scarsi risultati ottenuti sul lavoro, ma nonostante ciò pagò un bonus al gruppo di comando come ricompensa per il grande impegno che la squadra aveva dimostrato. La società di consulenza preparò una nuova analisi, dove si dimostrò che era stata scelta la giusta tattica, che anche la motivazione era buona, ma che il materiale usato doveva essere migliorato.
Al momento la società italiana è impegnata a progettare una nuova canoa.

-PR? Stagista? Operatrice di call center? ......ma andate a raccogliere pomodori....
utente anonimo

#30   04 Febbraio 2006 - 18:50
 
1, 10, 100, 1000 BERLUSCONI, PIUTTOSTOCHE QUESTA SINISTRA !
utente anonimo

#31   04 Febbraio 2006 - 19:00
 
Quale avvenire per i nostri figli ?
Non hanno la certezza del futuro lavorando in modo precario sei sette mesi all'anno e saltando da un lavoro
precario all'altro. Bisognerebbe poi
valutare l'allungamento dell'età pensio-
nabile, è vero o no che chi continua a lavorare oltre l'età della pensione, toglie spazio ai giovani? E poi vengono
pure premiati con aumenti di stipendio
e con minori ritenute. Ottimo per gli
Enti Assistenziali e Previdenziali!!!
A chi giova tutto ciò ?

utente anonimo

#32   04 Febbraio 2006 - 19:36
 
Quale milione di posti ? Forse si voleva dire milioni di manifesti e cartelloni pubbliciari grandi come un intero immobile. Un giorno i giovani ci chiederanno: ma voi che tanto ne sapete e tanto parlate, che avete fatto di concreto?
Per la ragazza del Call Center, non mi riesce di crederlo.
utente anonimo

#33   04 Febbraio 2006 - 20:29
 
Non c'è solo 1 milione di posti di lavoro, ma molti di più......semplicemente sono lavori che nessuno vuole fare......ci si sporca le mani.......la terra è bassa......tanto ci sono gli extracomunitari....ops, termine sbagliato, gli extracomunitari sono anche gli svizzeri ecc.,....ci sono i negri, i magrebini, i cinesi(avete notato che le bancarelle dei mercati di piazza hanno dei gestori di colore diverso?) a cui far svolgere questi compiti.Poi ci si lamenta che la vita è cara........sbagliato, la "bella vita" è cara, quella alla quale ci siamo abituati.Telefonini hi-tech, auto per papà, auto per la mamma, auto per la figlia, auto per il figlio, il gps, il tv lcd, ......ormai se non hai l'home theater sei uno sfigato.....per fortuna c'è Berlusconi al quale dare la colpa.
Andate a raccogliere i pomodori come faccio io da anni!
utente anonimo

#34   04 Febbraio 2006 - 21:13
 
La colpa non è da attribuire ai politici (non faccio distinzioni di colore politico), ma di una certa parte di italiani (imprenditori, etc.) che sanno sempre sfruttare le leggi a proprio comodo. Non è obbligatorio seguire la legge Biagi ma fa' comodo e quindi si preferisce assumere "senza impegno" e per di + solo i giovanissimi. A peggiorare la situazione abbiamo anche imprenditori avventurieri che sfruttando contributi pubblici (europei, nazionali o regionali) dirottano su altri impieghi i finanziamenti ricevuti (fra i quali ci sono soldini di tutti noi).
Questa è la nostra realtà. Il futuro dei nostri figli dipende da queste persone senza scrupoli.
utente anonimo

#35   04 Febbraio 2006 - 22:05
 
cosa sta succedendo a oriente? che i lavoratori li chiamano col loro nome, cioè schiavi?

dateviaiciap
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#36   04 Febbraio 2006 - 22:11
 
spero tanto che dietro tutti quei sorrisi ci sia un'incazzatura vera e irrefrenabile...non é giusto morire così giovani....un mondo migliore dev'essere assolutamente possibile...lo voglio...lo esigo...cazzo...
utente anonimo

#37   04 Febbraio 2006 - 22:39
 
Già , ad oriente .
Ma temo stiano peggio di E.
Chissà perchè qualcuno continua ad illudersi che i paradisi stiano tutti ad est.
Anch'io ci guardo di tanto in tanto , è bello vedere il sorgere del sole.
Ed è la sola cosa bella che ho visto arrivare da oriente





utente anonimo

#38   04 Febbraio 2006 - 23:57
 
E' tutto vero purtroppo.
Addirittura le aziende negli annunci mettono chiaramente "cerchiamo stagista".
Un mio amico è stato costretto a fare uno stage di 6 mesi con un misero rimborso spese. Dopo 6 mesi gli hanno dato il benservito.

Mi fanno pena quelli che non si rendono conto che questa è la realtà.
POVERA ITALIA!!!
utente anonimo

#39   05 Febbraio 2006 - 00:43
 
la vogliamo smettere di dare importanza a tutto quello che il SIGNOR và blaterando da "illo tempore"
tanto non "fotte" più nessuno!!!
che dica,dica,dica.
Tra tre(3) mesi si trasferirà lì dov'è GAUCCI!!!.
utente anonimo

#40   05 Febbraio 2006 - 01:27
 
asokanitai@hotmail.com

ragazzi, vendiamoci l'auto e compriamoci 1 orticello e coltiviamolo: almeno 1 zuppa di broccoli la sera ce la mangiamo!
utente anonimo

#41   05 Febbraio 2006 - 01:32
 
... aggiungo:

da ingegnere elettronico in Italia non ho trovato lavoro (in USA o UK mi avrebbero chiamato loro a casa) e ora faccio agente immobiliare (imprenditore, non dipendente) SONO FORTUNATO E CONTENTO. Ma gli altri poveracci? magari laureati e con tante belle speranze? L'Italia e' 1 skifo: gli stipendi sono da fame e gli affitti e le case sono alle stelle! i miei amici americani mi dicono: "...ma voi siete scemi in Italia?! come fate a vivere cosi' con sti stipendi da fame e case cosi' care?" ragazzi siamo il 3o mondo della U.E:!
utente anonimo

#42   05 Febbraio 2006 - 09:04
 
da sempre ho ritenuto che i padroni (ora chiamati imprenditori) saranno sempre e più padroni sino a quando troveranno indifferenza tra le persone. Quel popolino disposto a vendere il proprio cervello in cambio di promesse e fregnacce. Vero Berlusca? Tu si che hai capito tutto. Hai una bella faccia. Continua a farti fotografare mentre fai le corna. Tanto quattro stupidi li troverai sempre. Alla faccia di tutte le E. Arriva per tutti il giono fatidico. Visto Caldeoli? E gliè andatapure bene!
utente anonimo

#43   05 Febbraio 2006 - 09:16
 
Storia triste ma comune a quella di milioni di altre persone in Italia. Quasi tutti fanno più lavori extra per avere un reddito decente, e la cosa peggiore è che resta pochissimo tempo di vita per dedicarsi agli interessi, agli affetti, ai desideri...
utente anonimo

#44   05 Febbraio 2006 - 09:32
 
Per tutti quelli che pensano che fare gli imprenditori sia la soluzione vorrei ricordare che per 1 imprenditore ci vogliono anche un certo numero di sottoposti, siano essi impiegati e/o operai, se fossimo tutti imprenditori???
Non bisogna poi dimenticare che non siamo tutti uguali, non abbiamo tutti il coraggio, le risorse e la possibilità di diventare imprenditori o lavoratori autonomi, però abbiamo tutti diritto ad
una vita decorosa ed alla possibilità di crearcela con le ns. capacità, per quanto queste siano limitate, altrimenti
torniamo alla legge della giungla dove sopravvive solo il più forte.
Per concludere prima di sputare sentenze
e dichiarare che chi non c'e la fa é un debole o peggio uno che non merita nemmeno di vivere, riflettete, provate ad usare il cervello magari abbinato al cuore, la presenza di entrambi non é casuale nel nostro organismo.
Non capisco come si possa essere pervasi da tanta CIECA INDIVIDUALITA', mi rattrista pensare che molti uomini, intesi come appartenenti al genere non al sesso, siano così VUOTI ed EGOISTI, forse bisognerebbe sforzarsi di immaginare cosa ci aspetta per il futuro continuando su questa strada e se per caso non sia meglio cambiarla, ammesso di essere ancora in tempo.

Alessandro.

P.S. Senza polemica, ma io un nome ce l'ho e non mi vergogno ad usarlo, soprattutto quando esprimo ciò che penso e che ritengo sia giusto, indipendentemente dal fatto che gli altri lo condividano.
utente anonimo

#45   05 Febbraio 2006 - 11:38
 
in troppi commenti vedo la certezza che con l'arrivo del buon Prodi le cose cambieranno....chissà , credo che tra un anno quando le cose continueranno ad andare male bisognerà trovare altri responsabili oltre a berlusconi(comunque tanto per essere chiari non lo sopporto neanch'io).
Per quanto riguarda la storia di E. dire che mette tristezza è dire poco , ma diciamo anche una cosa , io sono un piccolo imprenditore artigiano e se cerco un dipendente ancora grazie se trovo qualche extracomunitario , certo io non ho bisogno di P.R.o simili , per cui forse nella vita bisognerebbe anche sapersi adattare o come veniva detto in un altro commento andare a raccogliere pomodori quando serve , si guadagna di piu che al call center di sicuro.
utente anonimo

#46   05 Febbraio 2006 - 12:21
 
Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo,
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi:
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.

(Primo Levi, 10 gennaio 1946)


utente anonimo

#47   05 Febbraio 2006 - 12:29
 
Mi fa piacere che anche qui si faccia campagna elettorale...allo stesso modo di come si fa sempre, facendo sarcasmo e usando il metodo "bicchiere mezzo vuoto". Bei tempi quelli del co.co.co. ma d'altronde "l'erba del vicino è sempre più verde"...
E' cmq. evidente che E. non fa parte dei posti di lavoro che si citano nel titolone visto che non ha stipendio...

Vitello
utente anonimo

#48   05 Febbraio 2006 - 14:31
 
Quoto Alessandro #44.
E' indispensabile il panettiere come lo scienziato, l'operaio come il dirigente...

Ma sembra che lo spirito di collaborazione che ha portato i primi ominidi alla civiltà, oggi non vada più di moda. Impera lo stile pescecane, e misera la persona di buon cuore che crede di vivere nell'occidente civilizzato.

Giorgio (precario&saltuario)

PS: complimenti per la citazione #46.
utente anonimo

#49   05 Febbraio 2006 - 15:20
 
Sono d'accordo con #3 e #45, perchè quando si lavora, bisogna fare sempre del proprio meglio nel posto che si occupa e che bisogna anche adattarsi (io mi traferii 35 anni fa dal Veneto al Piemonte, perchè lavoravo in un'azienda fatta "fallire" nello stesso modo dagli stessi proprieteri del celeberrimo Cotonificio Valle Susa, in cui i "padroni" portarono i soldi in Svizzera con buona pace degli oltre 4000 dipendenti del Gruppo in cui lavoravo; fallimento che in realtà era una vera e propria bancarotta fraudolenta, dato che si portavano la merce all'estero per rivendersela, soltanto che c'era di mezzo la politica, ovvero la DC, per cui la cosa fu tacitata come fallimento.
Sono pienamente d'accordo sia con #44 che ha centrato il nocciolo del problema che con l'ingegnere #41, che per non abbandonare l'Italia, si è messo in proprio (basta avere i soldi).
Per il #30, se Prodi non gli va, visto che di soldi deve averne abbastanza, vada pure all'estero; noi speriamo di tirarci sù con Prodi.
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#50   05 Febbraio 2006 - 15:32
 
Mi piace quello che ha scritto il lettore n.27 e che riporto volentieri:

"Le occasioni di lavoro esistono, bisogna costruirsele. Coraggio, pensate al futuro che Voi potete costruire".

Tutto bene. ok. E' condivisibile. E' la strada giusta.
Ma allora perchè volete il posto sicuro da Berlusconi? Cercatevi il lavoro, siate meno parassiti, cercate di lamentarvi un po' meno e di rimboccarvi le maniche un po' di più.
In ogni caso 1 milione di posti di lavoro, precari quanto volete, Berlusconi ve li ha dati. Ma la sinistra? Vi ha dato e vi darà solo 1 milione di calci in c... se vi va bene. Oppure, più probabile, una miseria generalizzata.
Berlusconi ha dato solo 1 milione di poster? e allora perchè la sinistra, senza idee, senza programmi, cerca in tutti i modi di scimmiottare Berlusconi?. Come mai adesso si vedono in giro enormi cartelloni firmati PDS?
utente anonimo

#51   05 Febbraio 2006 - 18:03
 
Mi pare che E. sia una storiella male inventata e peggio raccontata.
Io, diplomato nel 1958, per 2,5 anni ho fatto scuola in scuole statali solo per "guadagnare" punti per fare concorsi. Ed allora - se ricordo bene - Berlusconi non era al governo.
Scossiato, sono emigrato dal Piceno s Torino (1961). ho cominciato col fare il venditore di macchine per ufficio a 39.000 lire al mese.
Con il tempo e con l'impegno, sono diventato dierigente e sono andato in pensione come Presidente di una società di cui non avevo neppure una azione.
Fortuna?
No. Ho accettato rischi e sacrifici.
Dopo 39 anni e 9 mesi di lavoro e contributi, sono felicemente pensionato (oltre 68 anni).
E' la mia storia.
Se può insegnare qualcosa . . .
Quanto ad E., se la sua storia è vera, vada in tribunale a denunciare.
Quanto a tutti gli anonimi, cambiate mestiere.
Suggerimento a Zeuss: non pubblicate anonimi; non meritano.
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#52   05 Febbraio 2006 - 18:04
 
Per #30 sì, 10, 100, 1000 Berlusconi purché si cannibalissino tutti tra loro, oppure li porteremo al circo a fare i gladiatori e noi lì a goderci lo spettacolo.... Sì, panem et circenses!...
Per #32 Ma non ti è ancora venuta la cacarella con tutti quei pomodori?
Per #50 Parassiti quelli che cercano un lavoro dignitoso o non la pensano come te, "superman"? Beh, i parassiti per quelli come te ci vogliono, per succhiarti un po' di sangue, perché così ti si abbassa la pressione che quelli come te ce l'hanno sempre alta e poi finiscono per crepare di infarto o di hictus...
utente anonimo

#53   05 Febbraio 2006 - 18:24
 
Affidatevi a San Precario

magari guardate anche il film il VANGELO secondo PRECARIO
utente anonimo

#54   05 Febbraio 2006 - 19:28
 
49 ha scritto:
Sono d'accordo con #3 e #45, perchè quando si lavora, bisogna fare sempre del proprio meglio nel posto che si occupa e che bisogna anche adattarsi
==============================
Credo che si debba fare il proprio meglio per conseguire l' obiettivo primario del lavoro, ovvero portare a casa i soldi.
Spesso, molto spesso, cercare di fare bene un lavoro significa mettere in discussione le scelte di qualche incompente, ma che decide l' ammontare del tuo stipendio.
In quei casi, capita l' antifona ti guardi in giro e se non vi sono alternative ciascuno e' autorizzato a ricercarsi una propria forma di atarassia epicurea per sopravvivere alla meno peggio.
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#55   05 Febbraio 2006 - 19:47
 
il mio post #12 forse e' stato un po' travisato.
Il riferimento a oriente, ma in generale a tutto quello che e' il terzo mondo, doveva portare a considerare quello che spesso in occidente si fa finta di non sapere, forse per non avere discussioni con la propria coscienza.
Ovvero si finge di non sapere che fino ad ora in occidente si e' vissuto relativamente bene perche' ci siamo mangiati anche le risorse dei paesi poveri, che non avevano mezzi validi per contratsare il potere occidentale.
I perbenisti solitamente rifuggono questa interpretazione e tacitano la propria coscienza facendo un po' di elemosina.
In pratica abbiamo sempre fatto come gli imprenditori di E., non paghiamo lo stipendi a E. e gli diamo qualche euro ogni tanto per fingere un po' di umanita'.
Ora il terzo mondo , con Cina e India in testa, stanno riaquistando un potere economico che gli consente di riappropriarsi delle proprie risorse e visto che le risorse sono quelle che sono, l' occidente se ne dovra privare in misura considerevole.
Anche dal punto di vista occupazionale vi saranno molti anni di instabilita' e la trasformazione che ne seguira' ci vedra' molto , ma molto , piu' poveri

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#56   06 Febbraio 2006 - 07:53
 
tutta la solidarietà umana a E., un po' meno a chi ha scritto l'articolo che evidentemente si diverte a provocare (spreo che almeno il caso di E. non sia inventato giusto per far polemica).
utente anonimo

#57   06 Febbraio 2006 - 09:18
 
Solidarietà (cosa c'è di solido nelle parole)ci vuole di più, non basta parlare,...lo spirito può se si unisce ad altri farsi sentire....e minare lo spirito di chi frega il suo prossimo.
utente anonimo

#58   06 Febbraio 2006 - 10:01
 
guardate che la colpa di tutto questo non e' sicuramente di chi e' al governo adesso. Oramai all' univerista' ci va chiunque ed e' ormai la naturale prosecuzione delle scuole superiori tanto e' vero che il livello di preparazione finale e' poco piu' che scadente. Sino a circa 10 anni fa riuscire a laurearsi era una chiamera oramai si laureano tutti (ma proprio tutti) perche' gli esami non vengono piu' formulati con le stesse modalita (esamini scritti, pre esami etc). La colpa e' quindi da andare a ricercare in tutti coloro che sono stati al governo negli ultmi 10 - 15 anni che con l'obiettivo di adeguarsi all' Europa hano partorito l' attuale livello di istruzione e poi andiamo a meravigliarci di come mai questi ragazzi non vengono assunti. Vi assicuro che nella stragrande maggioranza dei casi sono meno preparati alla vita, sia propria che lavorativa, di un ragazzo che "decide" di interrompwere gli studi prima
utente anonimo

#59   06 Febbraio 2006 - 11:34
 
La cosa piu' buffa è che i due lavori svolti da E. saranno contaggiati nel numero di posti di lavoro "creati" durante questa legislatura e quindi il suo (nostro) disagio viene usato per dimostrare che la legge funziona: i posti di lavoro si sono creati. Due sono andati ad E., tre a me e non so quanti a voi... sommali tutti e si fa presto ad arrivare ad 1.000.000
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#60   06 Febbraio 2006 - 12:20
 

Ormai siamo alla regressione più che alla recessione.

Le aziende hanno ribaltato sui lavoratori la legge del mercato, che poi è la legge della giungla.

Dobbiamo essere tutti competitvi per sopravvivere, homo homini lupus, lo dicevano gli antichi romani.

Di questo passo torneremo alla clava e all'istinto animale, vita mea mors tua.

Bel progresso complimenti.
utente anonimo

#61   06 Febbraio 2006 - 12:21
 
Ma veramente esiste E. A me sembra una storia poco credibile e nella mia esperienza tutti i giovani che conosco hanno pochissima voglia di lavorare oppure appena gli proponi qualcosa di decente da fare la prima domanda è quanto mi dai? e se la cifra è secondo loro bassa se ne vanno e preferiscono non fare niente mantenuti dai pazienti genitori. E. quindi è un personaggio "da favola", un pò masochista,tanto entusiasta ma anche ingenua perchè la prima domanda: a fronte dei disagi economici odierni quali sono le prospettive? Buone? Buone a medio o a lungo termine? Questo lavoro favoloso in cui organizza eventi e che le fa conoscere tante persone importanti non le permette anche di trovare un altro lavoro adeguato?
Insomma penso che la storia di E. sia un pò romanzata e scarsamente aderente alla realtà lavorativa di oggi
utente anonimo

#62   06 Febbraio 2006 - 13:32
 
signor #61 penso che solo il pensare ciò che hai avuto il coraggio di scrivere ti quaifichi. Probabilmente appartieni a quell'insieme di personaggi che in una situazione di sconvolgimenti economici quale quella derivante dal decadimento del modello ocdentale e l'affermazione di modelli quali il cinese e l'indiano, sono riusciti ad arracchirsi. Una vlta venivano chiamati pescecani (senza offesa per i pesci). Prova ad immaginare solo per un secondo se E. fosse tua figlia.
utente anonimo

#63   06 Febbraio 2006 - 13:58
 
«Discorso sulla Costituzione tenuto ai giovani di Milano» nel gennaio 1955 da Piero Calamandrei, il fiorentino che fu docente di diritto civile, tra i fondatori del Partito d´Azione e che, dopo aver partecipato alla Resistenza, fece parte della Costituente. Ecco uno stralcio di quella registrazione.

« Nella nostra Costituzione c´è un articolo che è il più importante, il più impegnativo. Dice così: «E´ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l´uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l´effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all´organizzazione politica economica e sociale del Paese.»

Quindi dare lavoro a tutti, dare una giusta retribuzione a tutti, dare la scuola a tutti, dare a tutti la dignità di uomo. Soltanto quando questo sarà raggiunto si potrà veramente dire che la formula contenuta nel primo articolo "la Repubblica d´Italia una Repubblica democratica fondata sul lavoro", corrisponderà alla realtà. Perché fino a che non c´è questa possibilità per ogni uomo di lavorare e di studiare e di trarre con sicurezza dal proprio lavoro i mezzi per vivere da uomo, non solo la nostra Repubblica non si potrà dire "fondata sul lavoro" ma non si potrà chiamare neanche democratica, perché una democrazia in cui non ci sia questa uguaglianza di fatto, in cui ci sia solo un´uguaglianza di diritto, è una democrazia puramente formale, non è una democrazia in cui tutti i cittadini veramente siano messi in grado di concorrere alla vita della società, di portare il loro migliore contributo, in cui tutte le forze spirituali di tutti i cittadini siano messe, è vero, a contribuire a questo cammino, a questo progresso continuo di tutta la società. E allora voi capite da questo che la nostra Costituzione è in parte una realtà, ma soltanto in parte una realtà: in parte è ancora un programma, un ideale, una speranza, un impegno, un lavoro da compiere .(...)
Dietro a ogni articolo di questa Costituzione, o giovani, voi dovete vedere giovani come voi, caduti combattendo, fucilati, impiccati, torturati, morti di fame nei campi di concentramento, morti in Russia, morti in Africa, morti per le strade di Milano e di Firenze, che hanno dato la vita perché la libertà e la giustizia potessero essere scritte su questa carta. Quindi questa non è una carta morta, questo è un testamento, un testamento di centomila morti. Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione».
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#64   06 Febbraio 2006 - 20:00
 
per #13: è una discussione, per quanto minima, _seria_, per favore evitiamo di usare termini come "sopressivo" che non esistono nei dizionari e richiamano alla mente truffatori che pretendono di credere agli alieni... (con tutto il rispetto per i truffati ovvio).
utente anonimo

#65   06 Febbraio 2006 - 21:04
 
il n° 42 sono io e mi chiamo roberto.
quando ho tentato di firmarmi non ci sono riuscito (altrimagari hanno avutolo stesso inconveniente). Pertanto lasciamo stare firme si o fime no...un robero vale quanto giovanni o pietro...tanto nessuno mette il proprio recapito. Penso sia più intelligente entrare nel merito...a prescindere.... scusate
utente anonimo

#66   07 Febbraio 2006 - 09:39
 
Da quale punto di vista sei fortunata?, io ritengo che lasciare i luoghi dove si è nati e vissuti per andare altrove a lavorare, perchè nelle nostre zone il governo e gli imprenditori FURBI non incentivano il lavoro e lo fanno in nero, non è un grande passo, con tutto quello che fanno i nostri genitori per noi. Anch'io son dovuto andare fuori per molti anni, e di sicuro non è stato affatto bello essere insultato perchè non del posto, ci sarebbe ancora tanto da dire ma è meglio interrompere qui.
utente anonimo

#67   07 Febbraio 2006 - 09:56
 
E. sorride, perché, anche stando peggio di tanti altri, se la passa sicuramente meglio di come stava prima.
Mentre, quei tanti altri che stanno meglio di E., ma si trovano nelle condizioni peggiori di prima, al contrario di E. che sta andando in salita,
perdono il sorriso perché loro vanno in discesa e forse anche superati da E.
E. sta facendo la gavetta come tutti quanti, residenti e non.
In conclusione, E. è più fortunata di tanti altri.

Non drammatizziamo, sennò c'è da piangere tutti i giorni.

Per creare il milione di posti di lavoro di Belusconi, si sono inventati della attività a doc che prima non c'erano.
Ma se il lavoro non c'è, come si fa a crearne di nuovo, per esempio nelle strutture pubbliche?
Semplice, si passa il lavoro dai dipendenti ai consulenti esterni, (non sempre necessari e migliori), e, mentre i dipendenti guardano i consulenti creati a doc lavorare, loro si girano i pollici pensando ai soldi volati via. Circostanza che crea difficoltà a pagare i debiti contratti nel periodo in cui potevano contare su quei soldi.

Con il tempo prendono sempre più la mano, fino ad impossessarsi quasi completamente del lavoro sottraendolo sempre di più ai dipendenti che, loro malgrado diventano subordinati dei consulenti. Comportamento che, oltre al danno economioco, umilia la profesionalità e la dignità dei dipendenti.

Questa politica del milione di posti di lavoro costa di più allo Stato perché, bene o male, deve pagare due stipendi invece che uno: dipendenti + cosulenti, anche se una parte è a danno dei dipendenti. E perchè?

I consulenti esterni (e via dicendo) hanno un lavoro a seguito di un'attività creata a doc per il milione di posti di lavoro? Lo hanno in parte sottratto ai dipendenti.
Adesso hanno un guadambio? Quei soldi sono stati sottratti ad altre persone.

In questo mondo niente è gratis: se qualcuno ha ottenuto qualcosa che non gli è costato niente, lo ha pagato qualcun'altro per lui.
utente anonimo

#68   07 Febbraio 2006 - 10:03
 
e... con questo sistema... si è creato un lavoro che non c'è, facendo vedere alla fine che si è creato il milione di posti di lavoro: trucchetto di berlusconi.

Autore del commento 69

utente anonimo

#69   07 Febbraio 2006 - 11:08
 
per #69: sostituire "a doc" con "ad hoc". Diverse aziende, per funzionare hanno sempre utilizzato dei "doppioni" (settori, persone) in modo che se manca qualcuno o il settore non funziona bene, cmq. il lavoro viene svolto. Ora non se li possono più permettere, i doppioni interni, anzi se possibile per le attività ritenute non interessanti (non "core") vengono esternalizzati interi settori, risparmiando sul costo fisso del personale, e per le funzioni di "raccordo", di transizione, utilizzano temporaneamente i consulenti: finito il progetto, finisce il contratto e tutti liberi come l'aria. E' un modo molto americano, molto liberista, molto semplice. Il problema, tipico italiano, nasce quando l'attività esternalizzata va una azienda, che poi fa da "consulente" per i momenti di transizione, che ovviamente non finiscono mai: cioè il controllore controlla sè stesso. Si ripete la vecchia storia del muratore che dopo aver riparato un tetto, dà qualche martellata alle tegole, creando le premesse per un suo ritorno ...

* fuffo Roma *
utente anonimo

#70   07 Febbraio 2006 - 11:49
 
sarà difficile fermare E.
è piena di vita e voglia di emergere...
combattiva... solare... semplice...
e ci riuscirà

Marco
utente anonimo

#71   07 Febbraio 2006 - 12:01
 
Eccomi qui, E. esiste davvero, per tutti quelli che pensano che questa sia una storia inventata.
utente anonimo

#72   07 Febbraio 2006 - 14:45
 
Mio caro amico *fuffo Roma*, questi consulenti esterni, creati a doc "Denominazione di Origine Controllata", come il vino ma controllati poco, sono gruppi di lavoro creati per l'occasione, ma il lavoro è sempre quello, solo che loro, piano piano, prendono il pieno possesso e scantonano gradatamente i dipendenti, anche e soprattutto quelli all'altezza del loro lavoro.
Però da soli non possono lavorare, per cui hanno sempre bisogno della collaborazione dei dipendenti che, loro malgrado, diventano a loro volta subordinati dei consulenti che invece dovrebbero essere autosufficienti. Per cui cominciano ad impartire ordini a destra e a sinistra ed anche ai dirigenti con la segatura in testa. Con questo appoggio del dirigente dalla testa di legno, lavorano più a loro agio, sottraeno ore di straordinario ai dipendenti che contavano su quei soldi per pagare i loro debiti. Ed è così che, quei dipendenti, diventati sfortunati e subordinati, debbono sbarcare il lunario come la ragazza E. per raccimolare i soldi che la presenza dei consulenti determina.
Ma di uscite di stipendio base quì ce ne sono due: quello dei dipendenti che si girano i pollici guardando i consulenti lavorare, e quello dei consulenti che generalmente è il doppio di quello dei dipendenti. Per cui, con questo trucchetto del milione di posti di lavoro, c'è una perdita per l'erario.
Il trucchetto principale di questi consulenti è quello di spiegare le cose a metà la dove c'è l'intento d'imparare, in maniera tale che i dipendenti da soli non riusciranno mai a concludere niente. Per avere la massima collaborazione da questi, li fanno sentire importanti con il lavoro innovativo e intanto li utilizzano la dove l'impiego è noioso e ripetitivo, e in controtendenza, entrano in contrasto con i dipendenti che sanno fare il loro lavoro, tenendoli alla larga.
In questa maniera si assicurano un lavoro perpetuo come "Il trucchetto del muratore" che hai menzionato.
Quindi, sotto questa luce, sono dei parassiti dannosi per il prossimo più che delle persone utili per la comunità e per l'azienda per cui lavorano:
SONO IL COSIDDETTO "UN MILIONE DI POSTI DI LAVORO", PER UN LAVORO CHE NON C'È.
Giuseppe
utente anonimo

#73   08 Febbraio 2006 - 22:38
 
OK, Giuseppe #67 e 72, alziamo il livello: pensavo fosse un "errore di stompa" il termine "a doc" invece era voluto: benissimo, ci capiamo (spero) perfettamente (apprezzo il mondo dell'enologia). Io lavoro in una nota azienda che ha come "core business" (termine suo) le TELECOMunicazioni in ITALIA ma anche all'estero, dove pare si comporti meglio che qui. Specialmente negli edifici che ho frequentato (Roma Val Cannuta, Parco de' Medici, Santa Palomba) questa azienda utilizza frotte di consulenti esterni, normalmente dipendenti di piccole aziende, con contratti precari. Questi "tapini" (uso il termine in maniera non spregiativa, bensi di tentato sostegno e compartecipazione emotiva) subiscono mille vessazioni: sono "zippati" in sovrannumero in locali dove noi, dipendenti ufficiali, ci rifiuteremmo di stare; non hanno diritto a una linea telefonica per comunicare, non sono autorizzati ad usufruire delle navette che collegano queste sedi -piuttosto disagiate- con punti di trasporto pubblico (dicono, per motivi di assicurazione), a mensa devono pagare una cifra maggiore del listino prezzi. Io sono un RSU (cioè un sindacalista di recente nomina), abbiamo tentato di migliorare la LORO condizione perchè non li vediamo come nemici, ma come vittime, ma abbiamo dovuto rinunciare perchè i NOSTRI problemi interni sono altrettanto pressanti e i lavoratori che ci hanno eletto pretendevano che PRIMA risolvessimo i loro problemi: ci sono persone catapultate da un settore all'altro, senza necessità e senza motivo (non hanno mai fatto in precedenza il lavoro a cui sono trasferiti), se non quello di metterli a disagio e costringerli a togliersi di mezzo (mobilità alla pensione, dimissioni incentivate), cosicchè persone con gravi, reali e documentati motivi di salute vengono destinati ad attività notturne, mentre non c'è necessità (NESSUN cliente chiama per avere un servizio, alle 3 di notte!). Il problema è che molti "Responsabili" vendono all'Azienda che porteranno ulteriori introiti, se gli danno altro personale. Il personale arriva, e poi non sanno che fargli fare! Questo personale, inoltre fa orari CONTINUATI, cioè NON HA una pausa per rifocillarsi e ricaricare le batterie. Si usano le pause "626" che consentono 10' di riposo ogni 2 ore di lavoro, se i coordinatori -a loro rischio- consentono l'accumulo delle pause, possono farsi una mezz'ora di riposo, altrimenti sbocconcellano velocemente un panino, intasando la tastiera di briciole ... oppure vanno al bagno! come vedi, gli ambienti di lavoro sono ridotti a "caienne", e le attuali e prossime assunzioni di personale "in prova per 4 anni!" (ultimo Contratto)serviranno a popolare di ragazzi/ragazze ignare questi luoghi di deportazione... mi fermo, lo spazio è limitato ...

*fuffo Roma* (forse la firma sarà doppia, perchè oggi entro come utente registrato, ieri in ufficio non mi ricordavo la pwd)
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#74   09 Febbraio 2006 - 15:07
 

Carissimo il nostro RSU, io ho avuto a che fare con degli RSU sul lavoro per il mobbing che subivo da parte di un dirigente: nulla di fatto, si sono dimostrati degli OPPORTUNISTI.
Si sa, i sindacalisti fanno i sindacalisti, non so il tuo caso, per opportunismo.
Io sono rimasto danneggiato dagli RSU di cui uno lo tengo tra i piedi per lavoro, dove mi sono accorto che risultava lo facesse lui invece che io, dove invece risultavo in ombra.
In pratica, il lavoro che a facevo io, al responsabile di quel lavoro, risultava lo faceva lui. Questo responsabile (come hanno fatto?) comunista e sindacalista, ha cominciato a stronzeggiare che non mi voleva, qunado ha visto il mio trasferimenrto nel suo ufficio (non sapeva del mio lavoro che facevo in ombra per lui).
Altro lavoro in ombra lo subivo dai dirigenti dell'ufficio da dove venivo, facendomi perdere svariati soldi.

Oggi è il mio primo giorno di ferie, finite queste inizierà, per disperazione, il mio collocamento a riposo volontario, (prepensionamento).
Le persone di cui parli tu, mi sembrano più degli sbandati che altro, e poco fastidio possono dare.
Quelli di cui parlo io sono dei professionisti e le "Engineering" alle quali appartengono, sono state create a "Doc" gli operatori, che sono professionisti, nel senso che sanno usare access e quant'altro necessita per lo svolgimento del lavoro, lavorano 12 ore al giorno e cercano di scansare i dipendenti che si trovano al loro stesso livello, sottraendo il lavoro, i soldi e la dignità ai dipendenti. SI DANNO UN SACCO DI ARIE.

Quelli di cui parli tu, che sono sempre e comunque una parte de "un milione di posti di lavoro" fanno un lavoro inferiore alle loro capacità, non sono utilizzati secondo il loro studio e, pur di arrivare a questo fatitico milione di posti, s'inventano di tutto, ma risultati niente.
Ma alla fine tutto questo personale costa e, senza rientro economico, l'Italia s'impoverisce sempre più invece di arricchire.
Non per niente la Corte dei Conti questo spreco, perché di spreco si tratta se la quantità di lavoro è sempre quello, l'ha capito.
Pensa te, per allacciare una presa di telefono dietro al mio tavolo, sono state impegnate 5 persone: ingegnare e tecnico della usl dove lavoro passano, (per dar lavoro al milione di posti di lavoro) il lavoro alla ditta esterna, due operai per vedere e altri due nei giorni successivi per mettere la presa. Ma, dico io, alla telecom quanto le costa?
Ecco quà che il lavoro è sempre quello, ma quì i soldi vanno divisi per 5.
In questa maniera la ricchezza è apparente. Ed è così che, invece di essere uno o due che sbarcano il lunario, adesso si è in cinque: quelli vecchi e quelli giovani, che sottraggono il lavoro a quelli vecchi.E come fa in questa maniera il PIL a crescere? Eccolo quà lo specchietto per le allodole di Berlusconi: un milione di lavoratori (posti di lavoro) a fare un lavoro (infruttuoso) che non c'è.
Mi sembra normale che il lunario lo debba sbarcare chi comincia adesso a lavorare.
Del resto, hanno tutta una vita davanti. E si sa, chi ha voglia di lavorare il lavoro lo trova: mia nipote, conseguito il diploma di ragioneria, finito un contratto ne ha subito uno nuovo se non sempre nello stesso posto, in altri posti. È la volontà che ci vuole.

E. non mi fa pena!!! Anzi, un lavoro per loro nel nostro paese? Un lavoro meno per noi. Quarda quante attività artigianali e commerianti hanno aperto a spese di chi fa il loro stesso lavoro. E non certo di qualità professionale. (Uno di colore, idraulico, a quello sopra di me c'è tornato 5 volte per un misero buco al tubo del termosifone: era marcio e non lo sostituiva. Da me stava ripetendo la stessa cosa, per 80 euro, ma io l'ho fermato a due: gli ho fatto sostituire tutto il tubo marcio e non una parte come aveva fatto con il mio vicino.

In conclusione, E., rispetto a tanti suoi connazionali e a tanti altri poveracci italiani, è sfacciatamente fortunata. E. non mi fa pena davvero.

Giuseppe
P.S.
(Provati a guardare le tasche di quelli al semaforo che sembrano miserabili: hanno le tasche più gonfie delle tue. Ho dato qualcosa, mi sono pentito: il suo sorriso ha mostrato un dente d'oro).

utente anonimo

#75   09 Febbraio 2006 - 20:16
 
Sono una ragazza di 30 anni, lavoro da quando ne avevo 19 e mai, mai come adesso ho avuto così tanta paura per il futuro…

Ho lavorato per due anni come hostess per una compagnia aerea… ma avevo un sogno per il quale avevo studiato e lavorato gratis - la solita “gavetta” - fare la giornalista… Finalmente 5 anni fa mi si presenta la possibilità di scrivere, dietro un compenso mensile. Il lavoro era in un’altra città, a Milano, (io sono del sud) e così ho dovuto trasferirmi. Lo stipendio non era alto ma almeno mi consentiva di sopravvivere (affitto, bollette, spesa ecc) e in più avevo un ruolo da responsabile all’interno della redazione . Per il primo periodo… Poi ci fu l’euro… Lo stipendio passò da 2.100.000 lire a 1000 euro (e intorno a me tutto invece era aumentato) gli accrediti in banca del salario iniziarono ad arrivare sempre più in ritardo fino a un “ammanco” di 5 mesi…
Così iniziai a guardarmi intorno e trovai un nuovo lavoro, quello che faccio adesso de 8 mesi… Si trattava sempre di lavoro giornalistico, nel campo che avevo sempre seguito e amato , ma in un settore, quello della produzione video, che mi era nuovo. Così per fare nuove esperienze di lavoro, uno stimolo per crescere e uno stipendio puntuale, ho accettato questo nuovo lavoro, partendo dalla posizione di stagista, professionalmente tornando in un certo senso indietro, ma convinta che sarebbe stata una buona cosa per la mia crescita personale e lavorativa…. e in più si trattava di una società molto rinomata che avrebbe fatto un certo effetto sul “curriculum”… Invece… Con lo stipendio non mi ci pago nemmeno l’affitto… i turni di lavoro sono massacranti (10-12 ore al giorno e nemmeno ho il tempo di cercarmi un altro lavoro… e poi per farlo quando? se già ogni giorno volano via tre ore nel tragitto casa-lavoro-casa). I miei mi aiutano economicamente ma è umiliante dopo tanti anni tornare chiedere soldi in casa… E il lavoro che all’inizio mi entusiasmava come non mai… non mi dà più stimoli…

In pochi mesi è cambiato tutto… sono cambiata io, soprattutto.

Non so più chi sono. Cosa voglio.. Mi guardo allo specchio e non mi riconosco. Che fine ha fatto quella ragazza piena di sogni, di progetti, sicura di sè? Che sapeva cosa voleva? ora sono solo un automa che si alza, va a lavorare, fa il suo lavoro come un operaio in fabbrica, e intanto pensa alla banca che sta per bloccarmi il bancomat, alle bollette da pagare. Dove sto adesso non esiste il rispetto né per il lavoro altrui né tantomeno per la persona… A turno tutti noi giovani veniamo chiamati: rincoglioniti ,dementi, ignoranti da colleghi anziani che hanno 20/30 anni d’esperienza e che magari ricoprono un ruolo diverso. E guai a reagire… L’ultimo è stato allontanato da un giorno all’altro senza troppi complimenti e il messaggio non troppo velato era “attenti, qui basta una mia parola e vi ritrovate tutti in strada”.
Non solo, il mio contratto (a progetto) cita testualmente “senza vincoli di orario e di presenza”, ma in ufficio abbiamo un foglio da firmare in entrata e in uscita e alla fine del mese ci conteggiano le ore… di straordinari pagati ovviamente nemmeno l’ombra, chiedo al mio capo un po’ di flessibilità di orari (per cercarmi un secondo lavoro visto che con uno solo non vado avanti e lui mi risponde “certo, voi siete LIBERI di uscire e entrare da questo ufficio come volete…” mandandomi poi a dire dalla segretaria che “sono tenuta a stare almeno 8 ore” e vai a dirle che il boss in realtà a me aveva detto un’altra cosa… ma è solo la mia parola contro quella del grande capo (o kapò!)…
Ora mi sento schiacciata, svuotata, mi viene da piangere continuamente, non ho più hobby, non leggo più libri, cosa che prima amavo fare… Mi sveglio la notte con un peso sullo stomaco e un’ansia che non mi fanno respirare… Il week end mi alzo alle 6 del mattino e mi metto su internet a cercare una alternativa… in due mesi ho mandato circa 70 curriculum e tutto ciò che trovo sono proposte di lavoro non retribuito o contratti di un mese, poi chissà. Ormai la sera non esco quasi più….non vado a mangiare la pizza con i miei amici da secoli e ovviamente alcune delle amicizie, non essendo coltivate, me le sono perse per strada…

Non credo più in niente e nemmeno in me e non so davvero che fare. Eppure sono la stessa persona che è sempre riuscita benissimo in tutto quello che ho fatto… e nonostante tutto ho avuto l’umiltà ogni volta che cambiavo lavoro, di accettare di stare nel gradino più basso. Ma adesso a volte il pensiero del domani mi paralizza… Che fare? Tornare a casa dopo 6 anni? Che umiliazione… E poi questo vorrebbe dire di abbandonare tutto ciò che ho di positivo nella mia vita, un uomo accanto con cui pensare di costruire qualcosa. Ma lui è qui a Milano… anche lui 30enne, anche lui giornalista e alle prese con situazioni lavorative analoghe…
A volte penso di lasciare tutto per andare a fare la commessa, l’operatrice di call centre o la cassiera in un supermercato… ma forse per snobismo, non riesco a voltare le spalle a una professione che mi piace, sulla quale ho investito tanto in termini di anni della mia vita e di energie… Non posso credere che tutto quello che ho seminato, tutto quello che avevo, stia sfumando così. Ma ancora mi chiedo: quanto deve durare questa gavetta? Per quanto ancora mi dovrò svegliare la notte con il batticuore pensando “che faccio?”. Sto pagando per aver lottato per inseguire un sogno?
Questa incertezza per il futuro mi sta annientando sia come professionista che come donna…. E so che non sono l’unica in questa nostra Italia, a sentirsi così….
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#76   09 Febbraio 2006 - 22:08
 
streghetta #75 ... ti "quoto", come si dice adesso .. anche se non è il mio linguaggio ... sono della vecchia generazione, quella che dovrebbe (e vorrebbe) farsi da parte, ma non può: ho due figlie, giovani, 17 e 13 anni, vanno ancora a scuola e ci andranno per anni ancora, spero tanti ... finchè vorranno loro e potrò io sostenerle, ma prima o poi cascheranno in questo mondo del lavoro che le metterà in difficoltà, doveri: tanti; diritti: nessuno! Viviamo in un paese, quasi con le stesse caratteristiche dei paesi arabi, che sta sfruttando al massimo le possibilità che la nostra pigrizia gli ha concesso: lo sfruttamento di ragazzi/ragazze che non si sanno e non si possono difendere. Pur essendo suo coetaneo, non posso essere d'accordo con Giuseppe su molte cose: non sono i giovani che ci stanno togliendo il lavoro, sono i pescicani che approfittano della situazione. E non è un gran merito saper usare Access, ormai lo usano tutti, anch'io (ma preferuisco il vecchi Excel). Premesso che io sono da soli 5 mesi un RSU (Rappresentanza Sindacale Unitaria) di un movimento autonomo, i Cobas, e pertanto MOLTO diverso da un sindacalista professionista che di solito lavora poco per l'Azienda e "non si sa" quanto per i lavoratori, (premetto che l'ultimo volantino contro il nostro CCNL, il Contratto di Settore per le TLC, l'ho scritto sul MIO P.C., l'ho stampato con la MIA stampante col MIO toner sulla MIA carta (un confederale sarebbe andato in confederazione, a spese dei tesserati), ho rispetto e fiducia per chi combatte la sua battaglia, e facendo a meno della mia naturale vena anarcoide, invito tutti i giovani "sfruttati", come si diceva una volta, ma il concetto non è afatto cambiato, a unirsi con i propri colleghi di (s)ventura, organizzarsi e combattere assieme. Un grande successo, è stato veder nascere e affermarsi un comitato dentro Atesia, un'Azienda che utilizzava quasi solamente personale precario con contratti a termine, e quindi ricattato con la prospettiva di non vedersi rinnovato il contratto. Ne ha parlato molto anche uno dei redattori di Zeusnews, Tolli (Pierluigi Tola., cercatevelo) ma consultate anche il loro sito: http://precariatesia.altervista.org/ dove leggerete che 4 lavoratori particolarmente attivi sono stati puniti con il licenziamento, per fiaccare gli altri ... ma così non è stato. Auguri a Streghetta (non mollare! arriverai ai tuoi traguardi, costi quel che costi) e a Giuseppe, che purtroppo lascia il suo lavoro con l'amaro in bocca e il fegato a pezzi: sicuramente avrai più tempo per seguire i tuoi interessi, magari tu ne trovassi un pochino per aiutare chi ne ha bisogno! Alla faccia dei vari Accenture e altre organizzazioni "a doc" ma "maledette", che si insinuano nei buchi che qualcuno gli ha lasciato ben aperti, "ad hoc", con l'unico intento di arricchire sè stesso e gli amici ... mi fermo, sennò qualcuno mi fa carcerare (vedi quanti accenti però ho adoperato) ...
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#77   09 Febbraio 2006 - 22:16
 
Gentile Signorina
Reagisca! Non si lasci travolgere dallo sconforto. Affronti la situazione di petto: vada dal capo e "chieda", a testa alta, senza timori, con determinazione, quello che le sembra giusto. Aumento, tempo o altro di cui senta la necessità. Lo faccia subito. Non ha da perdere che "le sue catene". E se non dovesse andare, se la cacciassero, si butti anima e corpo a cercare qualcos'altro: almeno il tempo di farlo ci sarà. Io non so se quello che le dico può esserle utile, o se sto dando consigli sbagliati, ma so che la sua situazione è molto chiara. E soprattutto non è più sostenibile. Perciò Lei deve, in un modo o nell'altro, dare una svolta a questa situazione di impasse. E non perda altro tempo, che non le porterebbe nessun giovamento. Auguri di cuore


" Nella nostra Costituzione c´è un articolo che è il più importante, il più impegnativo. Dice così: «E´ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l´uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l´effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all´organizzazione politica economica e sociale del Paese.»
Quindi dare lavoro a tutti, dare una giusta retribuzione a tutti, dare la scuola a tutti, dare a tutti la dignità di uomo. Soltanto quando questo sarà raggiunto si potrà veramente dire che la formula contenuta nel primo articolo "la Repubblica d´Italia una Repubblica democratica fondata sul lavoro", corrisponderà alla realtà. Perché fino a che non c´è questa possibilità per ogni uomo di lavorare e di studiare e di trarre con sicurezza dal proprio lavoro i mezzi per vivere da uomo, non solo la nostra Repubblica non si potrà dire "fondata sul lavoro" ma non si potrà chiamare neanche democratica, perché una democrazia in cui non ci sia questa uguaglianza di fatto, in cui ci sia solo un´uguaglianza di diritto, è una democrazia puramente formale, non è una democrazia in cui tutti i cittadini veramente siano messi in grado di concorrere alla vita della società, di portare il loro migliore contributo, in cui tutte le forze spirituali di tutti i cittadini siano messe, è vero, a contribuire a questo cammino, a questo progresso continuo di tutta la societa."
(P. Calamandrei 1955)
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#78   09 Febbraio 2006 - 23:48
 
Quanta tristezza, quanto sconforto mi prende nel leggere i racconti, sempre diversi e sempre uguali, qui sopra. Ho 48 anni, artigiano in proprio, una figlia di 19 all'università. Ieri le ho detto: "Se dopo il 9 aprile le cose non cambiano, ti consiglio di andartene in Spagna". Lei mi ha risposto che ci aveva già pensato, o magari andrà in Olanda, chissà. Io, che le voglio tanto bene, proprio per questo voglio vederla andarsene al più presto da qui.
Ragazzi, non serve a niente ma vi abbraccio tutti. Streghetta, tu e il tuo fortunato compagno, non smettete di lavorare, per favore. Intendo dire: non smettete di amare il vostro lavoro, qualsiasi vostra attività, gratuita o bene o mal retribuita che sia. Amatevi. Ecco qual'è secondo me il male più grave e irreparabile che questi maledetti impuniti bastardi stanno facendo da qualche anno al cuore della nostra Nazione: stanno educando e spingendo a forza i giovani, e i meno giovani, al disamore per il proprio stesso lavoro, per la propria stessa vita. E stanno facendo di tutto per togliere ai giovani la possibilità di impararlo davvero, un lavoro. Streghetta, le tue parole mi hanno fatto piangere.
Non riesco a dire altro, per ora.
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#79   10 Febbraio 2006 - 00:04
 
... Solo una cosa: condivido i consigli di Gfransb qui sopra, e, citando un mio cliente, che mi consigliava il da farsi allorchè anni fa mi trovai in una temporanea brutta situazione con certi soci scorretti e oziosi che profittavano della mia fatica e si facevano mantenere (come ora tutti quelli delle agenzie di lavoro interinale...) vi dirò: "Bisogna avere il coraggio di ROMPERE, PIANGERE, FUGGIRE." Io all'occorrenza ho seguito alla lettera questo semplice consiglio, con umiltà, senza rifletterci troppo; è stato preziosissimo.

Amatevi, cioè non svendetevi; e amate, cioè costruite, il vostro e nostro futuro.
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#80   13 Febbraio 2006 - 12:59
 
io la E.in questione la conosco personalmente(è della mia stessa città).Determinazione,voglia di fare,umiltà sono doti che ha da sempre...vorrrei talvolta essere come lei,che è da esempio per molti e per molte di qui...
utente anonimo

#81   20 Febbraio 2006 - 11:52
 
Per Valerio: non farmi ridere, se stavi così bene da dipendente precario sottopagato perchè non torni a farlo invece di fare l'imprenditore che soffre le pene dell'inferno? E poi ti pare possibile che tu sia il solo che lavori mentre i tuoi dipendenti non lo facciano più? Ma la finiamo con questo vittimismo? Ringrazia il cielo se le cose ti vanno bene e mostra un po' di rispetto per chi, a causa di leggi assurde e di datori di lavoro disonesti, fa i salti mortali per tirare avanti. Claudia
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#82   27 Febbraio 2006 - 23:22
 
Vali molto di più di un aumento economico
Meriti molto di più di un posto garantito
Che non avrai, che non avrai, che non avrai, che non avrai!
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#83   10 Marzo 2006 - 03:22
 
sorride sempre,che abbia una paresi?

Ruggero Roma
utente anonimo

#84   10 Marzo 2006 - 03:43
 
per chi scriveva,meglio i co.co.co. che niente,guarda che sarebbe il caso di ridistribuire i proventi delle entrate delle aziende,di ogni tipo.Perchè altrimenti i soldi se li pappano solo i capi e capetti vari.Mi si dirà eh si!ma guarda che chi dirige ha delle qualità o si è creato da soloa l'azienda.si!ma senza forza lavoro nn si produce nulla!almeno finchè le macchine nn faranno tutto!poi vedremo...
E giacchè c siamo,sarebbe il caso di ridistribuire anche le ricchezze nel mondo,fors'anche per pensare di essere esseri umani e riequilibrare un pò la situazione globale!facilismo?illuso?forse!ma tanto può darsi che tra un pò gli schiacciati saremo noi!

Ruggero Roma
utente anonimo

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