Quelli di Zeus

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mercoledì, 29 marzo 2006

lavoratore in nero vs co.co.co.

Signore e signori, siamo qui riuniti stasera per assistere alla singolar tenzone fra un lavoratore in nero (in seguito abbreviato in la.ne.) ed un collaboratore coordinato e continuativo, recentemente promosso a contrattista a progetto (detto co.co.co.).
Bando alle ciance, si dia il via alla sfida !!!

Il la.ne. sa che può essere licenziato in qualunque momento; il co.co.co. sa che può essere licenziato a cadenza trimestrale. [ la.ne. = 0 , co.co.co. = 0 ].

Il la.ne. sa che non può assentarsi per malattia, per non perdere il posto; il co.co.co. sa che non deve assentarsi per malattia, perchè altrimenti non gli verrà rinnovato il contratto. [ la.ne. = 0 ; co.co.co. = 0 ]

Il la.ne. sa che non ha diritto alle ferie; il co.co.co. invece può godere di un intero mese di vacanza, previa licenziamento a fine luglio e riassunzione il primo di settembre. [ la.ne. = 0 ; co.co.co. = 1 ]

Il la.ne. , in caso di eventuali controlli in merito al suo inquadramento lavorativo, vince un'inaspettata giornata di vacanza; il co.co.co. , nel medesimo caso, deve inventarsi in modo per dimostrare che rispondere al telefono e fare le fotocopie non è un lavoro dipendente, ma una libera prestazione d'opera non soggetta a direttive o vincoli d'orario. [ la.ne. = 1 ; co.co.co. = 0 ]

Il la.ne. percepisce uno stipendio leggermente al di sopra della soglia di povertà, per compensare il suo stato di precariato; il co.co.co. percepisce uno stipendio da fame, perchè chi non è soggetto a vincoli d'orario non può guadagnare quanto un lavoratore dipendente che garantisce la sua presenza sul lavoro tutti i giorni, otto ore al giorno. [la.ne. = 1 ; co.co.co. = 0 ]

Il la.ne. lavora mediamente ogni giorno un'ora e mezza in più rispetto ad un dipendente che svolga le sue stesse mansioni; il co.co.co. anche. [la.ne. = 0 ; co.co.co. = 0 ]

Il la.ne. spera di diventare un co.co.co. ; il co.co.co. spera di venire assunto almeno da una cooperativa. [la.ne. = 0 ; co.co.co. = 0 ]

Il la.ne. viene considerato da colleghi e superiori al pari dell'ultima ruota (scassata) del carro, e deve digerire ogni sorta di ingiustizia senza profferir verbo ; il co.co.co. si illude di esser trattato con lo stesso riguardo che spetterebbe ad un dipendente, e digerisce ogni sorta di ingiustizia lamentandosi sommessamente (salvo rimangiarsi ogni singola parola nel caso venga udito da qualcuno). [la.ne. = 0 ; co.co.co. = 1 ]

Il la.ne. non paga le tasse, il co.co.co. sì. [la.ne. = 0 ; co.co.co. = 1]

And the winner is...

postato da madvero alle ore 00:11 | link | commenti (31)
categorie: personal

Commenti
#1    29 Marzo 2006 - 01:21
 
Che il la.ne. non paghi le tasse lo vedrei come un punto a suo favore (economicamente parlando ovviamente ;)
utente anonimo

#2    29 Marzo 2006 - 08:18
 
UDITE UDITE!!!!!!!!

Esce la notizia che tanto si attendeva....

Spazzaturaclericale non è altri che....

hehehehe! guardate un po' qua???

http://kb.splinder.com ...

VERDETTO FINALEEEEEEE!

BUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUU
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Benedettaj

#3    29 Marzo 2006 - 11:15
 
Le beghe di voialtri coattolici qua non interessano a nessuno, cara Benedettaj.
Complimenti invece a Madvero, sintetizzati cosi' i problemi dei co.co.co. sono di rara chiarezza.
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#4    29 Marzo 2006 - 15:51
 
Legge 24 giugno 1997, n. 196

"Norme in materia di promozione dell'occupazione."

pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 154 del 4 luglio 1997 - Supplemento Ordinario n. 136





--------------------------------------------------------------------------------


Art. 1.


(Contratto di fornitura di prestazioni di lavoro temporaneo)

1. Il contratto di fornitura di lavoro temporaneo è il contratto mediante il quale un'impresa di fornitura di lavoro temporaneo, di seguito denominata "impresa fornitrice", iscritta all'albo previsto dall'articolo 2, comma 1, pone uno o più lavoratori, di seguito denominati "prestatori di lavoro temporaneo", da essa assunti con il contratto previsto dall'articolo 3, a disposizione di un'impresa che ne utilizzi la prestazione lavorativa, di seguito denominata "impresa utilizzatrice", per il soddisfacimento di esigenze di carattere temporaneo individuate ai sensi del comma 2.....

"24 giugno 1997": nasce il lavoro precario o temporaneo




utente anonimo

#5    29 Marzo 2006 - 15:59
 
Cosi' invece non si capisce una fava.
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#6    31 Marzo 2006 - 00:59
 
"24 giugno 1997": nasce il lavoro precario o temporaneo

e che c'è da capire se non che l'inizio del precariato è roba sinistra a suo tempo taciuta e rivenduta dai burattinai mortadellari per una moderna invenzione berlusconiana?
Cosa c'è di tanto chiaro se l'autrice nella sua splendida requisitoria contro il precariato omette che i 4 diritti (cmq insufficienti) che i lavoratori temporanei hanno ottenuto sono stati concessi sotto questo governo?
Ma la cosa veramente incomprensibile è il fatto che partiti che fondano la loro reputazione ed adesione sui diritti dei lavoratori, come il partito di Bertinotti, annoverassero da anni tra le sue fila collaboratori con contratti co.co.co.
Ma la sig.ra madvero evidentemente preferisce eliminare i "particolari" a favore di una maggior superficiale "trasparenza".
Un ex-interinale.
utente anonimo

#7    31 Marzo 2006 - 01:53
 
Madvero non omette un bel niente, non dimentica e non si contraddice facilmente.

Qui dentro, qualunque cosa venga detta, viene reinterpretata a seconda del proprio schieramento politico. So benissimo che la legge citata l'ha fatta la sinistra, e ciò non le impedisce di essere un'immane schifezza. Sono di sinistra, ma non difendo le cose che ritengo sbagliate e deleterie per l'intera società. Il co.co.co. è il trucco usato dalle aziende per non poter essere tacciate di non pagare le tasse: il co.co.co è lavoro nero chiamato con un altro nome, punto e basta.

Se invece dobbiamo interpretare la piaga dei co.co.co. con gli occhi della politica, pregherei tutti i quanti di andare a consultare i dati pubblici sull'impiego negli ultimi dieci anni, sul numero di persone che lavorano, sulla tipologia di contratto lavorativo etc. etc: sarà così evidente a tutti che il numero di co.co.co. , tempi determinati e via discorrendo è aumentato in maniera esponenziale negli ultimi tre anni.

A mio avviso comunque il problema non si può ridurre ad una mera questione di politica: a ben guardare, la colpa dello stato attuale delle cose è da imputarsi alle aziende che assumono solo con co.co.co. , e putacaso si tratta proprio delle stesse aziende che hanno raddoppiato i prezzi di tutto con la scusa della conversione lira/euro.

Chiuderei con una parolina gentile per tutti i sostenitori della flessibilità nel mondo del lavoro: se vi piace così tanto, se ritenete che sia così importante, se per voi è giusto che le persone vengano declassate a risorse umane, vi auguro un brillante futuro nel mondo dei collaboratori coordinati e continuativi. E siccome è una cosa tanto positiva, lo auguro di tutto cuore anche ai vostri parenti, ai vostri figli, ai vostri nipoti.
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#8    31 Marzo 2006 - 14:56
 
Sono convinto che se tale flessibilità fosse stata una creatura della destra lei avrebbe trattato l'argomento con lo stesso distaccato spirito analitico omettendone le origini berlusconiane.
L'analisi politica che lei fa, fu a suo tempo usata per dimostrare la bontà della politica occupazionale di quella stessa sinistra che oggi come lei sbraita contro il precariato.
Ergo se lei si fida ancora di questa ipocrisia suffragandola col suo voto, faccia pure ma sappia che sono gli stessi "lavoratori flessibili" (per lo meno quelli che hanno approfondito la storia di questo squallido mercato) ad augurare questa vita a lei e a chi, rappresentandola, ha avuto la possibilità di realizzare quest'idea geniale.
utente anonimo

#9    01 Aprile 2006 - 00:57
 
#8

Non ho capito una sola parola di quel che hai detto, e non sono riuscita a cogliere le allusioni che a te paiono così chiare. Rispiegamelo, grazie.

E per quanto riguarda l'annosa questione della politicizzazione di ogni singolo post che scrivo, ci terrei a dire un'ultima cosa: secondo te sbraito contro l'esistenza dei contratti precari perchè sono comunista o perchè sono stufa di essere licenziata e riassunta ogni tre mesi nell'azienda in cui lavoro da sei anni con stipendi da fame?
Se col tuo discorso il co.co.co. intendevi augurarlo a me, amico mio, sappi che non ne hai alcun bisogno: sono già precaria da una vita.
Al massimo puoi augurarmi un surplus di mobbing, ma dubito fortemente che i livelli che ho raggiunto possano essere superati.
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#10    01 Aprile 2006 - 01:12
 
PS: ho dimenticato di dire che cosa farei io, se per assurdo fossi un politico e se riuscissi a vincere le elezioni.
Io varerei immediatamente una bella legge retroattiva che obbligasse tutte le aziende di italia (sia nel pubblico sia nel privato) ad assumere seduta stante a tempo indeterminato tutto il personale che abbia lavorato presso lo stesso datore di lavoro per più di dodici mesi. Contestualmente creerei delle Commissioni di Inchiesta incaricate di vigilare sulla produttività di ogni singolo lavoratore dipendente, stabilendo una soglia minima di lavoro annuo sotto la quale non si può scendere, pena il licenziamento. Tali Commissioni dovrebbero rendere la meritocrazia l'unico parametro con cui misurare la stabilità di un posto di lavoro, rendendo facilmente licenziabile un fannullone e facendo dormire sonni tranquilli a chi il pane se lo guadagna col sudore della fronte.
Pensa inoltre a quanti posti di lavoro creerei dal nulla per istituire queste Commissioni: almeno 5.000.000 di posti di lavoro !!! (Se vuoi ti dico anche da dove faccio saltar fuori i soldi per pagarli)
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#11    01 Aprile 2006 - 07:51
 
"Non ho capito una sola parola di quel che hai detto"

è un problema suo!

"sappi che non ne hai alcun bisogno: sono già precaria da una vita."

Che dire: a volte la vita è giusta!
Mi raccomando li rivoti che magari questa volta la stratassano in quanto precaria. Io invece da buon elettore della CDL sono stato interinale presso una sola azienda che dopo un annetto si è premurata di assumermi. E le dirò di più: mi stanno anche facendo crescere professionalmente ed ovviamente economicamente e senza conoscere nessuno all'interno della stessa!
Serietà aziendale o professionalità personale? Probabilmente entrambe, chi può dirlo, ma di una cosa son certo io certo non svenderei la mia dignità di lavoratore come fa lei!
Tanti auguri per il suo futuro professionale.

PS: il suo prg non è male ma temo che sancirebbe la sua sconfitta politica attirandosi le ire sia degli imprenditori che dei lavoratori e sicuramente la sinistra a lei cara smetterebbe di insultare Berlusconi a suo favore.
Ma guardi il lato positivo: ci sarebbero un sacco di blog su Zeus che la riguarderebbero molto poco affettuosamente.
utente anonimo

#12    01 Aprile 2006 - 15:04
 
sig 10 : mi auguro che non entri mai in politica ,non per lei ma per i disgraziati che verrebbero amministrati da Lei ?
Si è reso conto della proposta oscena !
quello che dice lei "Contestualmente creerei delle Commissioni di Inchiesta incaricate di vigilare sulla produttività di ogni singolo lavoratore dipendente" esisteva in URSS , ed è stato un successo: sa quanti lavoratori viveno sotto ricatto ?
Non occorrono questi mezzi per verificare la produttività ! si vede che ha una concezione assurda del mondo del lavoro. Mi scusi ma lei lavora ?
ed è così che creerebbe posti di lavoro :Pensa inoltre a quanti posti di lavoro creerei dal nulla per istituire queste Commissioni: almeno 5.000.000 di posti di lavoro !!!

Immagino che si diverte a burlare e che non ha detto seriamente , perchè se lo fosse mi dia subito il suo indirizzo per farla accompagnare ad una clinica per accertare la causa di tante idee brillanti
Satirello
utente anonimo

#13    01 Aprile 2006 - 15:25
 
dedicato a 10 :Il lavoro nell’URSS è un dovere e una questione di onore per ogni cittadino atto al lavoro, secondo il principio: "Chi non lavora, non mangia".
Ciao da Satirello
utente anonimo

#14    01 Aprile 2006 - 15:47
 
sig.10,
accludo uno scritto per chiarire cosa è stato il lavoro in URSS , quello coatto:
I condannati del lavoro

Echi
dell'inchiesta internazionale
di Bruxelles

(21 maggio 1951 - 1 giugno 1951)



L'esistenza nell’URSS di campi di detenzione nei quali i detenuti sono costretti al lavoro è affermata dalle stesse leggi sovietiche.
L'importanza di tale lavoro risulta inoltre dall'importanza considerevole che è riservata alla mano d'opera forzata nei piani di previsione della produzione dell'URSS.
Le condizioni della detenzione sono condizioni inumane che conducono alla degradazione morale e fisica della persona umana.
Le donne sono sottoposte in numerosi casi alla prostituzione di fatto verso i guardiani e i detenuti uomini.
La regola, che obbliga ad un lavoro continuativo di 12 e 14 ore al giorno senza riposo durante tutti i giorni della settimana e dalla quale dipende la razione viveri, porta ad una sotto-alimentazione che va aumentando man mano che il detenuto s'indebolisce e quindi lavora meno.
Il parallelo tra il regime esistente nei campi russi e quello esistente nei campi nazisti appare completo: lavoro collettivo a profitto di una organizzazione poliziesca

Pertanto il Tribunale, all'unanimità,
Condanna dinanzi all'opinione pubblica mondiale i campi di concentramento sovietici, sopravvivenza mostruosa di un regime di schiavitù già condannato dalla storia e che niente giustifica
Ciao da satirello

utente anonimo

#15    01 Aprile 2006 - 16:03
 
Benissimo, tiriamo fuori la russia, adesso !!! Ma chi ha parlato di lavoro coatto? Chi?
Io penso semplicemente che se una persona non fa niente tutto il giorno, tutti i giorni, questa persona debba essere licenziata.
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#16    01 Aprile 2006 - 17:22
 
Russia a parte, penso che sia profondannte ingiusto e controproducente obbligare le aziende a dover mantenere per tutta la vita lavorativa persone che non se lo meritano. Tutto ciò a discapito, purtroppo, di chi invece se lo meriterebbe, ma rimane disoccupato.
utente anonimo

#17    01 Aprile 2006 - 18:59
 
il rischio delle commissioni è purtroppo quello di creare un terzo potere oltre quello del padrone e del sindacato.
ci sono altre maniere per vigilare e poi per fortuna i lavoratori/nonlavoratori sono una percentuale molto bassa.
Satirello
utente anonimo

#18    01 Aprile 2006 - 23:01
 
#16

Sono prefettamente d'accordo con te, però, leggendo l'ultimo post di satirello, temo che la situazione rimarrà questa.

#17

Satirello, temo che tu abbia ragione: io volevo delle Commissioni di persone eque e giuste, che andassero in giro per l'Italia e avessero il potere di far licenziare chi non fa nulla e di premiare chi se lo merita... Ma nessuno mi darebbe la sicurezza che, nel giro di un paio di anni, questi commissari speciali non si farebbero corrompere cominciando a far più danni che altro (diventando, come dici tu, un terzo potere).
Ammetto di non averci proprio pensato !!!
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#19    01 Aprile 2006 - 23:36
 
..."stabilendo una soglia minima di lavoro annuo sotto la quale non si può scendere, pena il licenziamento."


In aggiunta a quanto detto da #17, chi stabilirebbe la congruità del provvedimento?
utente anonimo

#20    02 Aprile 2006 - 03:59
 
#19

Eh, appunto.
Constato con dispiacere che la mia proposta fa acqua da tutte le parti.
Però, ripeto, l'intento era solo quello di lasciare a casa chi fa poco o non fa un tubo, a favore di chi lavora davvero.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente madvero

#21    02 Aprile 2006 - 19:42
 
Quando non si sa di che cosa si parla conviene stare zitti. Mai ho letto in una pagina tante imprecisioni giuridiche come in questa... Non c'è che dire... chi lo ha scritto fa davvero un gran servizio alla cittadinanza. Avv. Carlo Alberto Calcagno, esperto di diritto del lavoro
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Abelardo2005

#22    02 Aprile 2006 - 19:46
 
Da quanto mi risulta i co.co.co. non esistono più, spazzati via dalle nuove forme contrattuali introdotte dalla cosidetta Legge Biagi, e se nonostante questa legge ancora esistono imprenditori che offrono lavoro "nero" direi che vanno denunciati quanto meno alle ASL come sospetti portatori sani di demenza senile.

Ma di cosa stiamo parlando qui?

Di sindacati incapaci di adeguarsi ad un mercato del lavoro che evolve (vedi parasubordinati)?

Di una giustizia del lavoro incapace di dare una risposta rapida a controversie che nascono e muoiono nel giro di pochi mesi (vedi vertenze)?

Di imprenditori privi di etica che ribaltano al 100% il "rischio di impresa" sui lavoratori ovvero operano a capitale zero?

Di aziende assolutamente "ISOqualcosa" che non potrebbero avere fornitori/lavoratori di terze parti non certificate?

Di leggi 626 e 68(sicurezza sul lavoro/categorie protette)inapplicate e inapplicabili?

O siete solo dispiaciuti della drastica riduzione del compenso giornaliero che si è ridotto a un terzo rispetto a quello del 2001?

Dove eravate quando le grandi aziende venivano sommerse di costosissimi incompetenti dal curriculum gonfiato ad hoc dalle aziende di man power che vi offrivano con accordi a 3-4 HOP?

Come pensavate che avrebbero reagito gli imprenditori onesti che vi offrivano lavoro con un costo reale del 145% del vostro stipendio (contributi) sentendosi rispondere che per quelle cifre preferivate restare a casa a guardare la TV, a cui avete dimostrato flessibilità zero rispetto agli obiettivi, agli orari, e senza possibilità di sconti pena vivere sotto lo spauracchio di causa sindacale, che dovevano sopportare il costo della formazione in azienda e contrastare il feroce turn over di chi li abbandonava da un giorno all'altro per un'offerta migliore senza il minimo preavviso, magari portandosi via qualche cliente?

Cerchiamo di essere obiettivi. La situazione attuale è solo una rappresaglia feroce a comportamenti altrettanto efferati portati avanti inseguendo la chimera del posto fisso come un diritto.

La Legge Biagi è un'ottima legge, applicata come si usa in Italia nel peggiore dei modi...

Le anomalie moltissime: aziende con un dipendente e 16 lavoratori a progetto, progetti fittizi di durata infinita, possibilità di rinnovi sempiterni, nessuna limite numerico teorico, nessun controllo tra la possibilità di generare nuovi contratti a progetto e l'avvenuto pagamento dei compensi di quelli appena scaduti.

Sono queste le cose che danno precariato, non la legge Biagi in sè. Basterebbero poche norme correttive per rendere la Legge Biagi una reale opportunità per tutti..

Ma per tutti non solo per chi cerca nel lavoro la propria dignità, anche a coloro che da imprenditori lavorano venti ore al giorno attorno ad una idea di business, rischiando il proprio capitale, procacciando le commesse e i clienti, spesso portando a casa un utile del tutto iniquo rispetto alla loro reale produttività.

A meno che non siate tra quelli che ritengono vincente, con due miliardi di cinesi a diritti zero alle porte e un continente africano che capta le immagini di miss Italia che fa plin-plin con del piero e il suo uccellino, continuare come prima: liberisti nelle contrattazioni e marxisti nella produttività. Sveglia!
utente anonimo

#23    02 Aprile 2006 - 20:10
 
Caro avv. se continua
a frequentare il blog della signorina Madvero certo non troverà esattezze!
utente anonimo

#24    02 Aprile 2006 - 20:30
 
[madvero]
Se invece dobbiamo interpretare la piaga dei co.co.co. con gli occhi della politica, pregherei tutti i quanti di andare a consultare i dati pubblici sull'impiego negli ultimi dieci anni, sul numero di persone che lavorano, sulla tipologia di contratto lavorativo etc. etc: sarà così evidente a tutti che il numero di co.co.co. , tempi determinati e via discorrendo è aumentato in maniera esponenziale negli ultimi tre anni.
[/madvero]


Non credo ci sia molto spazio per un' interpretazione politica in questi dati.
L' aumento del precariato, piu' o meno camuffato, e' solo un indice del continuo degrado del sistema occidentale cosi come lo abbiamo conosciuto sino ad oggi.
E non credo nemmeno si possa di crisi temporanea, perche' il sistema economico dei paesi occidentali e' prossimo al tracollo.
Se circa 4 miliardi di persone, reclamano , come hanno iniziato a fare la loro fetta di torta, e per far questo sono disposti a condizioni contrattuali che subivano i nostri nonni, questo diventera' lo standard per tutti.
E non te lo dice uno schierato, perche' vedo grossissimi difetti nella destra ed il niente nella sinistra ed il cataclisma economico che ci aspetta sarebbe un arduo problema persino per un governo forte , efficente ed onesto.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente artae

#25    02 Aprile 2006 - 20:32
 
Pare che in miniera assumano a tempo indeterminato.....
Roberto
utente anonimo

#26    02 Aprile 2006 - 22:08
 
Verissimo.
Se ti va bene un lavoro dove c'e' da faticare ( oltre al minatore mettici il carpentiere o il muratore ) ti assumono piu' facilmente.
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#27    03 Aprile 2006 - 09:24
 
Beh! almeno un la.ne. non è costretto a iscriversi alla gestione separata dell'inps cui devi versare circa un 13% del tuo compenso, per poi scoprire (come invece fà un co.co.co) che se non versi i contributi per almeno 5 anni (che poi non sono lavorativi ma calcolati in base al compenso, per cui potrebbero anche diventare 10) non avrai mai diritto ad alcun tipo di pensione. Inoltre se hai la fortuna di essere assunto con un contratto normale (sia nel pubblico che nel privato) quei contributi versati alla gestione separata dell'inps, non si possono collegare ai nuovi che verserai per cui hai fatto un regalo allo stato.
utente anonimo

#28    03 Aprile 2006 - 12:33
 
In realtà i cococo creati dalla sinistra esistono ancora e non sono da confondere con i co.pro. Si tratta di tutti coloro che sono iscritti ad albi professionali ai quali è preclusa la possibilità di contratto a progetto (vedi art. 61 del Decreto Legislativo 10 settembre 2003, n.276). I cococo non hanno la gestione separta INPS e versano a proprie spese i contributi pensionistici alle casse di categoria per la gioia dei datori di lavoro che non devono contribuire con i 2/3 alla gestione separata...
utente anonimo

#29    04 Aprile 2006 - 08:22
 
peggio ancora! tutti soldi regalati allo stato !
utente anonimo

#30    04 Aprile 2006 - 11:34
 
Vota Antonio vota Antonio vota Antonio!!! (non Di Pietro)
utente anonimo

#31    04 Aprile 2006 - 11:41
 
Il lavoro c'è, basta aprire le porte giuste. Ci vogliono le maniglie ovviamente... L'intrallazzo paga, il cococo no. Che bel paese eh?
utente anonimo

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